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29 giu 2013

Piccola enciclopedia illustrata degli antichi mestieri resiani

L’utilissima pubblicazione per bambini è stata realizzata dall’Associazione Culturale Museo della Gente della Val Resia 
Piccola enciclopedia illustrata degli antichi mestieri resiani 
Mantenere vivo nei bambini, e non solo, l’interesse per il proprio territorio, la propria storia e cultura facendo conoscere gli antichi mestieri della Val Resia e i loro nomi nel dialetto resiano. È questo l’obiettivo del libro “Biside ta-na traku za otroke Parole su nastro per bambini Dila tu-w Reziji Principali mestieri ed attività passati e presenti in Val Resia”, realizzato dall’Associazione Culturale Museo della Gente della Val Resia (a cura di Luigia Negro e Sandro Quaglia) ed edito dalla Cooperativa Most di Cividale del Friuli.
Attraverso tavole illustrate i bambini, ma anche gli adulti che leggeranno il libro con loro, scopriranno trentuno antichi mestieri (alcuni di questi vengono ancora praticati nella Val Resia, ma di altri rimane traccia solamente in documenti d’archivio o nella tradizione orale), dall’arrotino al calzolaio. Una piccola “enciclopedia illustrata” dunque, prodotto di numerose conversazioni con gli abitanti più anziani della valle sotto il Kanin, che, come è stato detto durante la sua presentazione, non ha pretese di completezza, né include tutti i mestieri e le attività del passato, ma che rappresenta una buona base di partenza.
A rendere particolarmente piacevole la lettura del libro anche le illustrazioni di Paola Gasparotto e Stefano Ornella e le vecchie fotografie che arricchiscono ulteriormente la pubblicazione.
L’importanza e l’utilità del libro però, sta soprattutto nei termini resiani per i mestieri, le attività e per gli oggetti a loro collegati, che permette di apprendere. Le parole in resiano sono scritte con l’Ortografia resiana - Tö jošt rozajanskë pïsanjë nella versione standard, tranne che per alcuni casi in cui sono stati riportati i termini nelle varianti locali. Il libro fornisce, grazie all’assistenza linguistica dei professori Matej Še-kli e Roberto Dapit, anche le informazioni scientifiche su nomi dei mestieri, ovvero la loro origine. Sono elencati infatti i paralleli del nome nell’area linguistica slovena o l’origine dei prestiti che sono entrati a far parte del lessico resiano a seguito dei contatti con il tedesco, il friulano o l’italiano.
A questo proposito è stato molto istruttivo l’intervento alla presentazione del libro del professor Matej Šekli che ha spiegato brevemente come si è sviluppato il dialetto resiano nel corso dei secoli, come sono nate o meglio sono state costruite alcune parole per gli antichi mestieri che all’inizio non esistevano, e quali influenze hanno avuto sul resiano le lingue parlate dai vicini. Sono state presentate anche le similitudini con gli altri dialetti sloveni e con lo sloveno standard. Il professor Šekli ha posto l’accento anche su alcune differenze tra i termini per alcuni mestieri in sloveno standard ed in resiano, il che potrebbe far sembrare a prima vista che si tratti di due lingue distinte. Ad esempio, falegname in resiano si dice tïšlar, mentre in sloveno standar mizar (da miza - tavolo). “Ma la parola tišlar proviene dal tedesco tischler ed è diffusa anche negli altri dialetti sloveni nelle forme di tišlar o tišljar. La differenza con la lingua standard deriva dal tentativo dei linguisti del Novecento di eliminare tutti i germanismi”, ha spiegato il docente dell’Università di Ljubljana


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