13 gen 2014

Lotta al cinipide galligeno del castagno

Zdravili bojo beneške kostanje

Spomladi lietos bo začeu boj pruoti Šiškarici, se pravi insektu, ki že nomalo liet napada drevesa in je skor uniču pardielo kostanja v Benečiji. Zatuo ki dežela Furlanija Julijska krajina nie parstopila k italijanskemu programu, bo poskusila kostanje ozdraviti jagarska organizacija “Federcaccia”. Nje predsednik Paolo Viezzi je na avdiciji par drugi komisiji deželnega sveta v sredo, 8. ženarja, napoviedu, de bojo na svoje stroške v hosti Nediških dolin (gre predvsiem za kamun Sriednje) parpejali škodlljivca (paraksita), ki se kliče “Torymys sinensis”, ki je naravni naspruotnik kostanjeve Šiškarice (“Dryocosmus kuriphilus”). Rezultate parčakujejo po treh lietah. Seviede, je podčartu Viezzi, bi bluo zdravjenje kostanju buj učinkovito (efikasno), če bi se diela lotila kar Dežela.
La Seconda commissione del Consiglio regionale, presieduta da Alessio Gratton (SEL), mercoledì 8 gennaioha sentito il presidente di Federcaccia FVG, Paolo Viezzi, in merito al problema del parassita del castagno. Oggetto dell’audizione è l’importante riduzione della produzione del castagno in regione in seguito all’infestazione con un particolare parassita – il cinipide – proveniente probabilmente dal Giappone. Questo parassita è comparso dieci anni fa in Piemonte, diffondendosi poi in tutta Italia. Viezzi ha evidenziato come, sotto l’egida del ministero delle Politiche agricole, sia stato introdotto un antagonista naturale che ha prodotto ottimi risultati. Il Friuli Venezia Giulia ha stabilito di non aderire alla sperimentazione né di introdurre l’antagonista in questione – il torymus sinensis – nei boschi colpiti. La Federcaccia si propone quindi di introdurre a proprie spese questo antagonista nei boschi delle Valli del Natisone, in maggio. In ciò sostenuta dall’associazione ambientalista Ekoclub e dalla garanzia fornita dal venditore delle larve di risultati ottenibili in tre anni. Obiettivo di Federcaccia è anche contribuire al ritorno in questi boschi del cinghiale, migrato verso la pianura. Naturalmente, ha detto Viezzi, se la Regione si attivasse in tal senso il risultato potrebbe essere molto più rilevante. Sono stati la volontà di preservare la biodiversità e la fiducia, comprovata dall’esperienza, che l’ecosistema colpito ripristina autonomamente l’equilibrio perso, a far decidere al servizio preposto della Regione, quello fitosanitario, di non intervenire, se non con monitoraggi e studi, nella soluzione del problema. Intervenire in un bosco non è come intervenire in un sistema controllato di un frutteto, hanno detto, nessuno può garantire che la specie antagonista non provochi ulteriori problemi in futuro. Per quanto riguarda la migrazione del cinghiale poi, è stato evidenziato che uno dei motivi è anche la scomparsa del sottobosco. Sulla base di diverse domande poste dai consiglieri – Gregoris (Citt), Sergo e Dal Zovo (M5S), Agnola (PD) e Colautti (Pdl) – è stato chiarito dal servizio regionale che il problema è in netta remissione (-30% dall’inizio dell’infestazione) e che, con l’introduzione dell’antagonista, il problema si risolverebbe con un solo anno di anticipo rispetto alla soluzione spontanea. Giuseppe Sibau (AR), che sulla questione aveva anche presentato un’interrogazione, ha sottolineato come la mancata produzione di castagne stia danneggiando il turismo di specifiche zone.

1 commento:

  1. Ciao Olga, è la prima volta che sento parlare di questo parassita. Ma è mai possibile che con l'aumento delle comunicazioni si debba avere sempre qualcosa di nocivo? Vedi per esempio lo scoiattolo grigio (arrivato dall'America) che sta scacciando poco a poco il nostro di colore rossiccio. Comunque non capisco perché la Regione non voglia intervenire e la mia paura è che la Federcaccia sia più interessata al ritorno dei cinghiali per poi sparargli. Speriamo di no. Un amichevole abbraccio e buon proseguimento d'anno.

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