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25 dic 2015

“Come Convitto favorevoli al liceo trilingue a San Pietro”

C’è la vocazione internazionale dell’Istituto, con scambi culturali che interessano la vicina Slovenia e la lontanissima Australia, passando per la Russia. E c’è l’idea, ancora tutta da definire, di incrementare ulteriormente l’offerta formativa del territorio. Avviando una classe trilingue (italiano, sloveno e tedesco) per le superiori, ricalcando il ‘modello Kugy’ del liceo di Klangenfurt, insieme alla bilingue e all’Istituto con lingua di insegnamento italiana delle valli del Natisone. convitto15
Il successo del Convitto nazionale Paolo Diacono di Cividale, sotto la cui direzione ricadono anche il liceo delle Scienze umane e quello Linguistico di San Pietro, è stato certificato anche dalla ricerca Eduscopio realizzata dalla Fondazione Agnelli.
Secondo l’indagine, il Convitto è risultato complessivamente il terzo miglior istituto della Regione, dietro, nell’ordine, al liceo scientifico Marinelli  e al classico Stellini che hanno entrambi sede a Udine. Un risultato conseguito grazie al primo posto che si è aggiudicato nella specifica categoria il liceo linguistico e ai secondi posti (sempre su scala regionale) che hanno conquistato fra i pari indirizzo il liceo Classico di Cividale e quello delle Scienze umane di San Pietro.
Di questi temi abbiamo parlato con il rettore Patrizia Pavatti, insediatasi all’inizio di quest’anno scolastico, che abbiamo incontrato a margine del convegno organizzato dall’Istituto lo scorso 15 dicembre che ha trattato delle “iniziative di attuazione dell’Accordo bilaterale sulla diffusione della lingua italiana in Russia e della lingua russa in Italia”.
Come valuta la situazione dell’Istituto anche alla luce dei risultati resi noti da Eduscopio?
“Sono risultati che ci onorano. Soprattutto se pensiamo al primo posto del liceo linguistico di San Pietro al Natisone che, diciamo, non si trova in una posizione centrale rispetto al territorio regionale. Eppure vi si respira un clima molto positivo. Basti pensare al successo, determinato anche dall’impegno degli insegnanti, dell’iniziativa di scuole aperte. A riprova dell’interesse crescente da parte delle famiglie per questa scuola. Riferendomi in particolare al linguistico, credo che tutto ciò si spieghi anche con il contesto sereno, con il paesaggio e l’ambiente in cui è inserito l’Istituto. Chiaramente poi, diventa determinante il fatto che quello di San Pietro sia uno dei due licei linguistici della Regione (l’altro si trova a Pordenone) ad offrire il russo come lingua di insegnamento. Abbiamo una collaborazione strettissima con un’importante scuola di Mosca (la 1409) e, oltre ad avere un’insegnate di madrelingua russa che si affianca al corpo docente, i nostri studenti hanno la possibilità di ottenere la certificazione linguistica, cosa che non tutte le scuole sono in grado di offrire.”
Insomma, come dimostra anche il convegno di oggi il Convitto ha una vocazione internazionale…
“Abbiamo diversi rapporti con l’estero, anche oltre la Russia. Prosegue il gemellaggio con una scuola superiore di Belgrado, ne abbiamo uno che consente un interscambio di studenti con scuole in Australia e India. Ma stiamo stringendo relazioni importanti anche con la Slovenia, in particolare con le scuole del litorale a Pirano e Capodistria.”
A proposito di sloveno, durante l’incontro con gli altri due dirigenti delle scuole operative nelle valli del Natisone (Sonja Klanjšček – bilingue – e Nino Ciccone – lingua di insegnamento italiana), i rappresentanti del comune di San Pietro e i due assessori provinciali (Beppino Govetto e Carlo Teghil) è nata l’idea di attivare un percorso didattico trilingue sul modello delle classi Kugy del liceo di Klagenfurt. C’è stato un seguito a quell’incontro?
“L’idea c’è e ci siamo incontrati altre volte, e ci vedremo ancora, con gli altri due dirigenti per approfondire il tema. L’intento è quello di sentire anche il liceo di Klagenfurt. A gennaio avremo un’ulteriore riunione per capire la fattibilità del progetto, per valutare come muoversi nell’ambito dell’autonomia scolastica e come coinvolgere le istituzioni. Posso ribadire però che la volontà di realizzarlo c’è.”
Durante la stessa  riunione ha anche acennato alla possibilità di rendere ‘curricolare’ il corso di sloveno frquentato già da diversi alunni dei licei del Convitto…
“È un’idea, questa, che intendiamo portare avanti nell’ambito del potenziamento delle lingue minoritarie all’interno del percorso formativo degli studenti, questo vale sia per il friulano che per lo sloveno.”

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