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09 gen 2016

Dan emigranta, dalla Valcanale un appello per l’istruzione in lingua slovena


Come ogni anno anche questa 53esima edizione del Dan emigranta, lo scorso 6 gennaio al teatro Ristori di Cividale, non è stata una sterile ripetizione di una ritualità. Con la rappresentazione ‘omaggio’ ai quarant’anni di attività del Beneško gledališče, che, come da tradizione, ha chiuso la rassegna, si è ribadita la necessità, ancora oggi fondamentale, di potersi esprimere nella propria lingua, di conoscere e rispettare, senza strumentalizzazioni, la propria identità per affrontare serenamente le sfide del presente.
Dopo i saluti del sindaco di Cividale Stefano Balloch, che ha rivendicato il ruolo propositivo dell’amministrazione della città sia nei confronti dela comunità slovena della provincia sia nei rapporti istiuzionali e culturali con le realtà trasfrontaliere, ha parlato a nome della Regione l’assessore Cristiano Shaurli. Che ha sottolineato le ragioni dell’istituzione del Dan emigranta, nato appunto, come momento di incontro fra i tanti emigranti che si ritrovavano nel territorio d’origine a ridosso delle festività. Di fronte alle nuove migrazioni di oggi, secondo Shaurli, non dobbiamo dimenticare che allora la nostra regione era uno dei territori più poveri d’Italia dove le genti erano “libere di potersene andare”. Il lavoro per i giovani, l’istruzione in lingua slovena e i rapporti trasfrontalieri sono alla base dello sviluppo della comunità del confine in Provincia di Udine per il ministro per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo Gorazd Žmavc.
A nome di Skgz ed Sso, le organizzazioni slovene che realizzano il Dan emigranta, ha parlato Anna Wedam, presidente dell’associazione don Mario Cernet della Valcanale. Ha sottolineato, in particolare, i problemi che ancora oggi impediscono l’avvio di un percorso scolastico che garantisca l’istruzione in sloveno a Resia e nelle Valli del Torre e del Cornappo nonché l’istituzione di una scuola trilingue in Valcanale. E non ha riparmiato una dura critica nei confronti dei testi (non ancora ratificati) degli statuti della nuove Uti che sottostimano, quando non disconoscono, la presenza degli sloveni sulla fascia confinaria della Provincia.
L’europarlamentare Isabella De Monte ha infine ammesso l’impreparazione dell’Unione europea (ma anche degli Stati) di fronte al flusso migratorio di “donne, uomini e bambini che fuggono da un futuro di guerra e miseria”. Ma ha sottolineato come i buoni rapporti fra Slovenia e Italia e in particolare la Regione Fvg possano incidere a livello europeo. Anche in settori strategici per questi territori: il turismo, le produzioni di prodotti tipici e le infrastrutture.
Divertente e insieme commovente la rappresentazione del Beneško gledališče che ha portato in scena un testo originale sui propri quarant’anni di attività. Con l’ausilio di parti filmate e interventi corali, ha raccontato la funzione sociale del teatro in questa comunità. Strumento per la tutela e la promozione dei propri diritti linguistici anche in tempi in cui era apertamente e fortemente osteggiato. Ed elemento di riscatto sociale e di coesione per gli sloveni delle valli, fondamentale anche nell’affermazione anche dei diritti delle donne.http://novimatajur.it/attualita/dan-emigranta-dalla-valcanale-un-appello-per-listruzione-in-lingua-slovena.html

1 commento:

  1. Dan emigranta, dalla Valcanale un appello per l’istruzione in lingua slovena

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