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09 feb 2016

Il mardar nel pollaio con la nonna volante

2 – P R I M A V E R A
Seconda parte della surreale storia del MARDAR comparso negli orti friulani nel 1994 e della sua ricerca da parte dei volontari.
L’avventura nel pollaio ha portato confusione nell’aia. Ma nella serra le pianticelle crescono rigogliose espandendo profumi carichi di primizie esotiche.
L’impegno dà sapore, confonde i gusti, invita alla conoscenza.
La primavera accende le energie. Febbrile è il continuo passare tra i giorni trovando la ricetta giusta per ogni dire, fare, baciare. Così l’omeopata  tenta invano di diluire i veleni del tempo e continua a preparare pozioni da portare a tutti i giovani del mondo.
Voci entrano ed escono, dalle audio-cuffie di una stazione radio, mentre commentano i giorni di questo risveglio. L’annunciatore delle onde è impazzito. Se ne sta sopra il ramo di un alto faggio, nel bel mezzo del parco. Ed è già arrivato maggio.
Come le rose, sbocciano le ideeDentro le scatole abitano i pensieri e le minestre capaci di trasformarsi nelle mani dell’artista, mentre dipinge possibili viscere nebulose dello spazio. Se ti fermi e osservi il piccolo particolare che c’è in ogni lavoro, scorgerai la mamma di Rocco che corre via dal suo pollaio gridando ancora:
*A lè stat il mardar, A lè stat il  mardar!
Il grido si alza dall’aia dietro casa e va: sopra le spire e i vortici, sopra le nebulose di un quadro, sopra il ramo di un faggio nel parco, sopra un’antenna posta sul colle, sopra le nubi di ogni temporale, sopra questo pezzo di Friuli che vediamo. Sopra l’ultimo quarto di luna, sopra il sole che scalda e matura, sopra il pianeta che a volte vediamo, fin sopra la Via Lattea che viviamo.
Così nell’atmosfera, vicino al nostro cuore.

Fine seconda Parte – Continua


1 commento:


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