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29 apr 2016

Lo sviluppo dalla legge di tutela - Iz zaščitnega zakona tudi razvoj

Un bilancio positivo sull’utilizzo delle risorse pubbliche previste dalla legge di tutela della minoranza slovena e destinate allo sviluppo dei territori dei comuni della provincia di Udine compresi nelle Comunità montane del Canal del Ferro – Val Canale, Valli del Torre e Valli del Natisone è stato tracciato il 26 aprile nel corso del quarto incontro del ciclo organizzato dalla SKGZ (Unione economica e culturale slovena) «Il futuro nelle nostre mani». Nel confronto, moderato da Livio Semolič nella casa della cultura slovena di San Pietro al Natisone, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, è stato dettagliato l’utilizzo delle risorse che derivano dall’articolo 21 della legge 38/2001 di tutela della minoranza linguistica slovena della regione FVG, integrato dall’articolo 20 della legge regionale 26/2007.
Per la Comunità montana del Torre, Natisone e Collio, Michele Coren ha evidenziato che a decorrere dal 2010 sono stati spesi su base annua 1.979.117,00 euro, dei quali più della metà (1.151.517,00) per opere pubbliche e la restante porzione per interventi a favore delle piccole e medie imprese (737.599,00) e per opere pubbliche nei settori del Commercio e del Turismo (90.000,00). Quanto alla Comunità montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, le risorse complessive, pari a 1.698.396,00 euro, vedono una prevalenza di interventi per opere pubbliche (648.919,00 euro, pari al 38%) seguiti da 398.862,00 euro per interventi a favore delle Piccole e Medie Imprese (PMI) e dalla somma di altre voci (650.615,00) destinate a iniziative a favore delle associazioni culturali slovene locali e dei Comuni per interventi culturali e turistici e interventi di restauro delle facciate dei centri storici.
Torrenti ha espresso apprezzamento in particolare per le risorse destinate alle PMI, osservando che queste possono costituire un moltiplicatore di sviluppo. Per quanto riguarda gli aspetti suscettibili di miglioramento, nel corso del dibattito è emersa l’opportunità di superare una certa parcellizzazione della spesa nell’ottica di sfruttare pienamente le opportunità di risorse pubbliche che derivano, oltre che dalle norme di tutela, come ha ricordato Semolič, dall’Interreg V-A Italia-Slovenia e dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Inoltre, le associazioni slovene si sono ripromesse di “trovare sintesi per una migliore collaborazione”, come ha suggerito il presidente di SKGZ Rudi Pavsič, e “l’esempio – secondo Pavsič – dev’essere dato da SKGZ e SSO (Confederazione delle organizzazioni slovene)”, per la quale è intervenuto nell’incontro il presidente, Walter Bandelj. Tutti d’accordo sulla necessità di una gestione trasparente dei fondi.
L’assessore regionale ha rassicurato i sodalizi sloveni sulla transizione dalle Comunità montane alle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI), che potrà essere delicata all’inizio, ma che in prospettiva potrà offrire nuove opportunità per accrescere gli ambiti effettivi di tutela, anche sotto il profilo linguistico. Unanime favore è stato espresso a tale proposito per la previsione di varare il Centro regionale di interpretariato, mentre Coren ha sottolineato la novità rappresentata dalla modulistica interamente bilingue utilizzata per i bandi emanati dalla Comunità del Torre, Natisone e Collio sui fondi de minimis  destinati alle PMI.
In generale i rappresentanti delle associazioni hanno insistito sulla necessità di evitare che le risorse previste per la minoranza siano stornate su interventi impropri, ma soprattutto hanno chiesto di porre in atto quelle misure che consentano agli sloveni delle Valli di rimanere forza propulsiva sul territorio. La risposta strategica, è stato evidenziato nel dibattito, va ricercata nella Macroregione Alpina, l’unica che preveda investimenti sulle connessioni, e non solo sulle strutture, del territorio montano.
Al confronto, che ha chiuso il ciclo di incontri tematici promosso dalla SKGZ, era presente in sala anche il sindaco di San Pietro al Natisone Mariano Zufferli. (ARC/PPH/EP)
V sklopu srečanj SKGZ na temo “Naša prihodnost v naših rokah” je v Slovenskem kulturnem domu vŠpietru 26. aprila potekalo srečanje o razvojnih možnosti, ki jih omogoča 21. člen zakona št. 38/2001. Govorili so deželni odbornik za kulturo, šport in solidarnost Gianni Torrenti, in funkcionar na Gorski skupnosti Ter, Nadiža, Brda Michele Coren. Alessandro Oman, ki bi moral zastopati Gorsko skupnost za Guminsko, Železno dolino in Kanalsko dolino, je poslal pisni referat. Povezoval je deželni tajnik SKGZ Livio Semolič.

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