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05 giu 2016

Dai pascoli alla tavola grazie a FARmEAT

“Non possiamo dire di aver effettivamente riaperto la macelleria di Dughe. Semplicemente, avendo aderito al progetto Farmeat, per un certo periodo ne abbiamo utilizzato i locali per vendere direttamente la carne di un solo capo di bovino prodotta dall’azienda di famiglia. Tuttavia la risposta entusiasta di tanta gente, più di quella che ci saremmo aspettati, ci ha fatto riflettere che questo tipo di attività, se gestita in un certo modo, potrebbe anche avere successo, anche in un piccolo centro come Dughe.” Racconta così Caterina Dugaro, che oltre a gestire insieme alla famiglia l’agriturismo della frazione di Dughe ‘La casa delle rondini’, è anche vicesindaco del comune di Stregna, la scelta di aderire al progetto interreg Farmeat. È bastata la pubblicazione di alcune foto su facebook, che ritraevano lei, il marito Terry Dugaro e il figlio Enrico nei locali di quella che fino al 1990 era la macelleria del paese, per scatenare la reazione entusiasta di decine e decine di utenti, dentro e fuori le valli del Natisone. “Tempo fa – spiega ancora Caterina Dugaro – abbiamo deciso di aderire al progetto Farmeat, uno strumento che ha consentito a diverse aziende del nostro territorio di vendere, anche direttamente, la carne che producono. Il protocollo che è necessario rispettare per aderire al progetto fa sì che il prodotto sia sicuro, con un’elevata qualità e tutto sommato acquistabile a prezzi concorrenziali, grazie anche al supporto e al buon lavoro del macello di Tolmino che prepara il prodotto finale.” Il marchio Farmeat infatti, garantisce al consumatore che i capi, macellati poi a Tolmino, sono stati allevati secondo precisi standard: con il ricorso al pascolo, alimentati da almeno il 70% di foraggi prodotti dalla stessa azienda e con il divieto tassativo di ricorrere a foraggi Ogm. “Risponde alla domanda di un crescente numero di consumatori che cercano sempre più la qualità, la sicurezza e la tracciabilità del prodotto – dice ancora Caterina. Per questo abbiamo scelto di destinare un capo dei bovini da macello della stalla, di cui si occupa mio padre Primo, a questo progetto. E la risposta del pubblico è stata ottima.” Certo che poi, vedere di nuovo in funzione, seppure momentaneamente, i locali della macelleria che fino al ’90 ha tenuto Bruno Dugaro (Rusac, padre di Terry), ha fatto anche un certo effetto emotivo dopo lunghi anni caratterizzati dalla progressiva desertificazione di tante attività commerciali in tutte le frazioni montane delle valli del Natisone. “Opportunità come queste offerte dal progetto Farmeat e il successo della nostra adesione rappresentano anche una speranza per il nostro territorio. Certo, poi ci deve essere chi è in grado di cogliere queste occasioni. Per questo è importante anche già solo dimostrare che, con progetti intelligenti e adatti al mercato di questi tempi, anche nei nostri paesi si possono avviare attività di successo e, chissà, creare opportunità di lavoro per i nostri giovani.”
http://novimatajur.it/attualita/dai-pascoli-alla-tavola-grazie-a-farmeat.html

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