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22 giu 2016

Sloveni e Friulani si contaminano


La toponomastica è una scienza che viene spesso ritenuta poco accessibile, se non un po’ noiosa. Ma quella del comune di Prepotto/Prapotno/Prepot, con la sua contaminazione di toponimi sloveni e friulani nella miriade di paesi e borgate (in parte ora disabitati) che lo compongono, è l’espressione stessa dell’interscambio tra elemento sloveno e friulano sul territorio nel corso dei secoli. La pubblicazione «L’antica pieve di Prepotto – Toponomastica e onomastica », edita di recente dall’Associazione/ Združenje Don Eugenio Blanchini e dalla cooperativa Most di Cividale, trova uno dei propri punti di forza proprio in questo. In essa si riscontrano testimonianze toponomastiche che affondano radici nel passato profondo e che per uso attivo rendono ancora l’area di Prepotto parte di quella zona di transizione dal friulano della pianura al dialetto sloveno della zona montana che prosegue a Torreano/Tauarjana/Torean, Faedis/Fuojda/Faedis, Attimis/ Ahten/Atimis e Nimis/Nieme/Nimis. Alla presentazione della pubblicazione, svoltasi il 3 giugno nella sala consiliare del comune, Igor Jelen docente di geografia all’Università di Trieste/Trst, ha invitato a non sottovalutare la toponomastica proprio in forza della nuova pubblicazione, che soprattutto col proprio elenco di microtoponimi illustra un incontro e sovrapposizione tra friulano e sloveno. La sindaco di Prepotto, Maria Clara Forti, si è detta molto fiera di quello che è un minuzioso lavoro di ricerca della storia e delle radici del territorio dell’antica Pieve di Prepotto – che va a comprendere anche una zona dell’odierna Slovenia. L’opera si presenta sia come un omaggio ai nostri antenati, che spesso lavorandolo con fatica hanno dato i nomi al territorio, sia come un invito a superare l’idea dei confini ora caduti, proseguendo le dinamiche di contaminazione e apprendimento della lingua dell’altro che a Prepotto come un po’ in tutta la regione Friuli- Venezia Giulia si sono quotidianamente verificate nel corso dei secoli. Questi concetti sono stati ripresi sia da Giorgio Banchig, presidente dell’Associazione Blanchini e per l’occasione moderatore della serata, sia dagli autori dell’opera, Maurizio Puntin e Lauro Iacolettig. Lo studioso Puntin ha richiamato l’attenzione dei presenti sulla continua mobilità dei confini linguistici e in particolar modo sullo spostamento di quello tra sloveno e friulano nel corso dei secoli. Basti pensare come la stessa toponomastica testimoni come le due ondate migratorie slave medioevali (la cui lingua dal X secolo si può definire slovena in base alla scienza linguistica) si siano spinte sino alla zona di Treviso (dove la popolazione si friulanizzò entro il XV secolo). La zona che da Costa (Podgrad) passa per Canalutto (Skrila), Brossana, Corno (Koren), Dolegnano e Giassico (Jasih) si ritiene friulanizzata entro il XVII secolo. Se Maurizio Puntin ha curato perlopiù il lato linguistico dell’opera, Lauro Iacolettig a Prepotto è di casa e, dopo essere stato spronato ad estendere le proprie ricerche sui cognomi anche ai toponimi, ha consultato diversi archivi oltre a quello parrocchiale. Ora che la pubblicazione sulla toponomastica è stata data alle stampe, Iacolettig non ha nascosto di sperare di poterne curare un’altra che la completi, con la collocazione cartografica dei toponimi individuati. Alla presentazione del volume è intervenuto anche Oddo Lesizza, anche lui di Prepotto, che ne ha curato le fotografie. Negli interventi del pubblico non è mancato il ricordo dello stigma attribuito per un periodo del recente passato a chi parlasse il dialetto sloveno della zona, ma è allo stesso tempo stato espresso l’auspicio di un recupero di un’identità linguistica che già fa parte della storia di Prepotto e che è affine a quella della zona confinante in Slovenia. Magari studiando un percorso di attivazione di una scuola bilingue, come tra le recenti idee dell’amministrazione comunale. Allo stesso incontro, peraltro, è emerso che alcuni madrelingua di dialetto sloveno, seppur anziani, nel comune di Prepotto ancora ci sono.
in sloveno qui http://www.dom.it/kontaminacije-med-slovenci-in-furlani_sloveni-e-friulani-si-contaminano/

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