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16 giu 2016

Strategia comune fra tutti gli interessati e ruolo di coordinamento affidato al Gal

La Regione si impegnerà affinché nella prossima programmazione Interreg Italia-Slovenia la fascia confinaria della Provincia di Udine, in cui è storicamente insediata la minoranza slovena, ottenga almeno un progetto strategico. A patto che, nonostante alcune buone esperienze del passato, ci sia un cambio di passo nella capacità di questo territorio di fare sistema ed elaborare una strategia (magari con un nuovo ruolo di coordinamento che potrebbe esse assunto dal Gal) in grado di portare allo sviluppo. Così l’assessore regionale Cristiano Shaurli, relatore all’incontro conclusivo della serie di iniziative organizzate dalla Skgz ‘Il nostro futuro nelle nostre mani’ che si è tenuto a San Pietro al Natisone lo scorso 9 giugno. Nel corso della serata sono intervenuti anche Rudi Pavšič, presidente regionale dell’Skgz, Stefano Balloch, sindaco di Cividale e neoeletto presidente dell’Uti del Natisone, e Uroš Brežan sindaco di Tolmino. Moderatore Stefano Predan, segretario della Kmečka zveza-Associazione agricoltori della provincia di Udine. Ad aprire i lavori del convegno, dopo i saluti di Luigia Negro, presidente dell’Skgz della provincia di Udine e del sindaco di San Pietro Mariano Zufferli (fra il pubblico anche i primi cittadini di Pulfero, Camillo Melissa e Stregna, Luca Postregna), è stato Rudi Pavšič.
Questi ha sottolineato l’importanza dell’impegno della sua organizzazione verso l’elaborazione di idee e progetti in grado di fornire uno sviluppo economico a questo territorio, senza il quale la stessa presenza slovena sarebbe destinata a sparire. Per questo obiettivo, che deve essere comune, Pavšič ha ribadito l’importanza del dialogo e del confronto fra tutti gli attori interessati, come già avviene qui fra l’Skgz e l’altra organizzazione slovena Sso, superando divisioni e conflittualità del passato. In questa fase delicata del passaggio istituzionale alle Unioni territoriali intercomunali, Balloch ha a sua volta sottolineato la necessità di fare sistema superando la frammentazione e la diffidenza che hanno contrassegnato in passato questo territorio, anche attraverso la collaborazione nel e con il nuovo ente. Brežan ha invece evidenziato il ritardo nella pubblicazione dei bandi Interreg e la non immediata attinenza degli assi strategici individuati dalla programmazione con le esigenze dei territori sui due lati del confine. Ha però proposto, in questo contesto, l’elaborazione di un progetto che colleghi i due beni tutelati dall’Unesco, la città di Cividale da un lato e il paesaggio delle Prealpi Giulie in Slovenia dall’altro. Brežan ha aggiunto anche che con l’impegno dei singoli comuni, a prescindere dai finanziamenti europei, si potrebbe completare in qualche anno l’anello ciclabile Bimobis. Resta comunque l’esigenza, ha concluso il sindaco di Tolmino, che istituzioni e attori interessati di entrambi i lati del confine si siedano al più presto attorno a un tavolo di lavoro in modo da elaborare le strategie comuni più proficue per uno sviluppo congiunto del territorio, ovviando così anche all’assenza del partner che in passato è stato l’interlocutore principale per la parte italiana, ossia la Comunità montana. Un ruolo, quello di coordinamento, che in questo territorio, secondo l’assessore Shaurli, dovrebbe assumere il Gal, Gruppo di azione locale. Un ente che mette insieme partner pubblici e privati e che già potrebbe avere una visione di insieme su valli del Natisone e del Torre. Shaurli ha infatti evidenziato come proprio il Gal abbia già a disposizione 3,5 milioni di euro da investire derivanti dal nuovo Programma di sviluppo rurale. Serve però, anche secondo l’assessore regionale, un cambio di passo rispetto al passato. Sommando progetti Interreg e programma Leader (i fondi destinati ai Gal) delle programmazioni precedenti, questo territorio ha avuto a disposizione circa 10 milioni di euro. Che, salvo alcune eccezioni (i progetti Jezik-Lingua e ZborZbirk), non hanno portato ricadute sufficienti a garantire uno sviluppo della comunità. Per questo, nella prossima programmazione, è necessario elaborare da subito una strategia congiunta, più adatta alle esigenze del territorio. Un punto di partenza, secondo Shaurli, potrebbe essere il collegamento dell’anello Bimobis con il percorso ciclabile Alpe-Adria, che è stato attraversato da 500 mila persone e che rappresenta un tipo di turismo che si confà alle caratteristiche di questa zona.

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