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21 lug 2016

Sloveni opportunità per tutti / Slovenci so bogatija vsega teritorija


5tableLa legge regionale di tutela della minoranza slovena prevede vi sia una Commissione, espressione di detta minoranza linguistica, a dover essere consultata in merito ai provvedimenti che la riguardano, in particolare per la gestione dei fondi che lo Stato le destina attraverso la Regione stessa. La legge statale di tutela (38/2001), all’ art. 21 previde a suo tempo lo stanziamento di un miliardo di lire l’anno «Per consentire l’attuazione di interventi volti allo sviluppo dei territori dei comuni della provincia di Udine (…) nei quali è storicamente presente la minoranza slovena». Va ricordato che il 1° comma dell’art. 21 recita: «Nei detti territori (…) l’assetto amministrativo, l’uso del territorio, i piani di programmazione economica, sociale ed urbanistica e la loro attuazione (…) devono tendere alla salvaguardia delle caratteristiche storico-culturali». Quel famoso miliardo, che, tramutato in euro, non è aumentato di un centesimo in 15 anni, è stato effettivamente distribuito ai Comuni tramite le Comunità montane, ma spesso quei soldini sono stati spesi senza tenere in alcun conto il dettato ed il senso espresso nel 1° comma che ne indica le finalità. Nelle ultime tre annualità la distribuzione non era andata a buon fine e così si è accumulato un gruzzoletto che comunque andava impiegato e così l’assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, ha incaricato una sottocommissione che indicasse le linee di intervento e le priorità per un corretto e condiviso impiego delle risorse. Il gruppo di lavoro ha presentato un progetto che la Commissione che ha valutato molto positivamente. Da parte sua, l’assessore, con competenza e lungimiranza, prima di procedere agli atti legislativi, ha avuto l’accortezza di convocare tutti i sindaci della provincia di Udine interessati alla legge 38/01, perché ne venissero a conoscenza ed apportassero il loro eventuale contributo. Che le cose nell’ambito amministrativo locale stiano cambiando in senso positivo si era visto già in un paio di occasioni precedenti, quando sono stati interpellati i sindaci dei comuni che il presidente provinciale Fontanini aveva pensato di escludere nell’opuscolo «Tre lingue per una specialità» e che invece sono inclusi nel territorio storicamente abitato dalle comunità slovene. In quell’occasione essi hanno potuto prendere coscienza delle finalità della legge 38/01 e forse anche ciò può aver contribuito affinché, coralmente, sottoscrivessero il documento che il sindaco di San Pietro/Špietar, Mariano Zufferli, ha sottoposto loro per concorrere in aiuto alla scuola bilingue in ristrutturazione. Un passo epocale, sintomo di una recuperata corresponsabilità proprio nel senso del 1° comma sopracitato. La presenza alla convocazione, in Udine, presso gli uffici della Regione, anche dei rappresentanti dei sindaci di Resia e di Pulfero, i quali sostanzialmente non hanno avuto nulla da eccepire in merito alle indicazioni elaborate dalla sottocommissione per la distribuzione della somma di 1.418.500 su sette tipi di interventi, è un segno estremamente positivo. Implicitamente hanno ripristinato un rapporto istituzionale corretto con i dettami della legge di tutela della minoranza slovena. Ora, a mio modesto giudizio, manca solo che con un atto istituzionale, così come lo è stato quello di rifiuto della connotazione «slovena» per il loro Comune, se ne corregga il senso. Pare implicito, dopo gli avvenuti chiarimenti, che i contributi assegnati ai comuni in base alla L.38, non possano essere assegnati a coloro che se ne autoescludano il diritto. La cosa bella che è emersa durante i lavori della Commissione consultiva, che è seguita alla riunione con i sindaci è che, se saremo in grado di creare collaborazione e conseguenti sinergie, progetti comuni validi e credibili, nulla vieta che i fondi fino ad ora disponibili possano essere aumentati. Le Comunità montane verranno sostituite dalle Uti; saranno queste il nuovo ente che dovrebbe gestire le risorse. I 18 Comuni nei quali in provincia di Udine è riconosciuta la minoranza slovena dovranno far quadrato e non avranno altro mezzo di azione se non quello di appellarsi ad ogni possibile spiraglio che la legge di tutela della comunità slovena può offrire. Non è un limite, ma una opportunità che va sfruttata. Essere, dirsi, affermarsi sloveni, finalmente, potrebbe anche diventare un formidabile strumento di difesa delle nostre comunità intere, slovene o meno che siano.Fare ancora polemiche su questioni identitarie fuorvianti sarebbe un danno per tutti. Ne vale la pena? (Riccardo Ruttar)
Regionalna posvetovalna komisija za slovensko manjšino je, na seji 4. luja v Vidnu, sprejela predlog, propošto kakuo arzpartiti v treh lietah sude, ki so namenjeni razvoju, žvilupu Benečije, Rezije in Kanalske doline po lecu, ki varje slovenski jezik in kulturo. Gre vse kupe za 1.418.500 evru. 64.500 evru bo šlo Zavodu za slovenko izobraževanje, de bi kupili avtobus, ki bo vozu mlade iz Benečije na višje sriednje šuole po slovensko v Gorici. 210.000 bojo dali špietarskemu kamunu, de bi kupu mobiljo in vse potriebno za postrojijen sedež vičstopinske dvojezične šuole. 339.000 evru bo šlo Inštitutu za slovensko kulturo, de bi parpravu in vodu projekt za razvoj turizma v Benečiji, Reziji in Kanalski dolini.Kmečki zvezi bojo dali 200.000 evrov, de bi parpravila projekt za rediti in prodajati domače sadje in zelenjavo v Nediških in Terskih dolinah. Gorskim skupnostim Ter, Nediža in Barda in za Guminsko, Želiezno in Kanalsko dolino bojo dali 340.000 tavžint evru, de bi poparli kumetuške an gozdarske aziende. Muzeju rezijanskih ljudi bo šlo 65.000 evru, de bi postrojili hišo Buttolo na Solbici. Gorski skupnosti za Guminsko, Želiezno in Kanalsko dolino bojo dali 200 tavžint evru za javna diela in projekte v kamunah Rezija, Naborjet Ovčja vas in Tarbiž.

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