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21 ago 2016

Slovit del 31 luglio

LJUBLJANA

«Rimboccarsi le maniche per recuperare gli anni perduti» Il tradizionale incontro sloveno in Parlamento Al 16° tradizionale incontro degli sloveni, che ha avuto recentemente luogo in Parlamento a Ljubljana, ha preso parte una nutrita rappresentanza di rappresentanti d’oltre confine e nel mondo. Sono intervenuti il presidente del Parlamento sloveno, Milan Brglez, e il ministro degli Sloveni d’oltre confine e nel mondo. Brglez ha ringraziato gli sloveni nel mondo per l’impegno che hanno profuso 25 anni fa, affinché la Slovenia fosse riconosciuta a livello internazionale. Senza il loro apporto, infatti, questo traguardo sarebbe stato raggiunto più tardi. Brglez ha sottolineato che negli ultimi 25 anni la Slovenia non è stata amministrata nel modo migliore, da qui la necessità di recuperare con duro lavoro e lungimiranza. I contenuti espressi da Brglez sono stati ripresi da Žmavc, il quale riguardo alla crisi economica e alla questione dei migranti, ha detto che in passato la Slovenia ha saputo superare i momenti critici e da essi trarre miglioramento. Il presidente della Commissione parlamentare per i rapporti con gli sloveni d’oltre confine e nel mondo, Ivan Hršak, si è rivolto soprattutto ai giovani che vivono al di fuori dei confini sloveni. «I giovani come sappiamo sono pieni di idee e di nuove prospettive nonché osservatori critici del presente», ha detto Hršak, che ha ricordato il ruolo degli sloveni d’oltreconfine, mentre la docente di legge europea all’Università di Vienna, Verica Trstenjak, che vive stabilmente all’estero da più di dieci anni, ha esortato gli sloveni all’unità. «Che la patria ci unisca e non ci divida», ha detto. Ha evidenziato anche alcune negatività della Slovenia attuale. Ha detto che lo Stato necessità di una magistratura, amministrazione pubblica, apparato sanitario e sociale efficaci. E necessita anche di governanti che sappiano considerare gli interessi dello Stato e non solo il proprio e dei partiti. Ha aggiunto che ciononostante in Slovenia il tenore di vita è migliore rispetto a 25 anni fa. Nel dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Samo Pahor e il rappresentante dell’Unione agricoltori sloveni-Kmečka zveza, Erik Masten. (Primorski dnevnik, 1. 7. 2016)


Presidente riconoscente agli sloveni d’oltreconfine In occasione dei festeggiamenti del venticinquesimo anniversario dell’indipendenza della Slovenia, Borut Pahor, presidente della Repubblica, ha organizzato un ricevimento per i membri del consiglio governativo per gli sloveni d’oltreconfine e del Consiglio governativo per gli sloveni nel mondo. Pahor ha espresso agli ospiti grande riconoscenza per l’insostituibile apporto e sostegno che al loro meglio hanno espresso alla Slovenia, allorché 25 anni fa ha intrapreso i primi passi di un cammino indipendente. A nome del Consiglio governativo per gli sloveni d’oltreconfine, lo sloveno carinziano Gabriel Hribar si è congratulato con la Slovenia per il venticinquesimo della sua indipendenza. Hribar ha ringraziato il presidente Pahor, che da presidente del Governo sloveno ha presenziato all’installazione del primo cartello bilingue aggiunto nella Carinzia austriaca. A nome del Consiglio governativo per gli sloveni nel mondo, Martin Črnugelj, che viene dal Brasile, ha ringraziato il presidente della Repubblica per l’attenzione e l’interesse per gli sloveni nel mondo non solo a parole, ma anche nei fatti. (Primorski dnevnik, 2. 7. 2016)


Il ringraziamento del premier Miro Cerar alla seduta solenne comune del Consiglio governativo per gli sloveni nel mondo La stabilità politica è la condizione per il normale funzionamento di tutti i sottosistemi di uno Stato, ha detto il premier sloveno, Miro Cerar, alla seduta solenne comune del Consiglio governativo per gli sloveni d’oltreconfine e del Consiglio governativo per gli sloveni nel mondo. Lui stesso, quindi, continuerà ad adoperarsi per il mantenimento della stabilità e stando alle sue parole il Governo sarà rivolto al futuro. Alla seduta solenne convocata nel venticinquennale
dell’indipendenza della Slovenia proprio da Cerar, si sono riuniti i rappresentanti delle organizzazioni d’oltreconfine e d’emigrazione (dall’Italia Rudi Pavšič, Damijan Terpin e Michele Coren). Grato per tutto l’aiuto nella conquista dell’indipendenza della Slovenia, nonché per tutto il sostegno che offrono ancora oggi, Cerar li ha pregati di portare questo ringraziamento anche ai colleghi nelle loro organizzazioni. Secondo Cerar la Slovenia, infatti, alla conquista dell’indipendenza si è trovata di fronte a una prova difficile e la maturazione della nazione è ancora in corso, con successi e cadute. Abbiamo avuto molti successi, siamo diventati membri dell’Ue, della Nato e delle restanti organizzazioni internazionali, siamo riusciti anche all’interno con l’insediamento di istituzioni democratiche – ha detto ai convenuti riuniti. «Tuttavia sappiamo che ci attende ancora lavoro, non ci siamo ancora sviluppati come desidereremmo», ha sostenuto il premier. Per le nostre mancanze abbiamo anche contribuito a rendere da noi più profonda una crisi finanziaria e economica internazionale. Tuttavia negli ultimi anni ci è riuscito di trovare una strada e Cerar spera che si impari anche dagli errori del passato. Il presidente del Governo ha evidenziato l’attività esportatrice delle imprese e ha aggiunto che anche il Governo si adopera per essere il più aperti possibile. «Siamo riusciti nel consolidamento delle finanze pubbliche; l’ammanco di bilancio è diminuito sotto il 3%; è stato fermato il trend di crescita del debito pubblico, per questo non siamo più sorvegliati dall’Ue, i ratings crescono, anche i mercati finanziari ritengono la Slovenia come abbastanza stabile,» ha proseguito. Da qui la necessità di mantenere una politica di finanze pubbliche parsimoniosa. Molto importante è la crescita costante dell’occupazione, anche quella dei giovani, che l’anno scorso è aumentata del 20%. Secondo Cerar il governo spinge anche spiccatamente verso la collaborazione tra economia, scienza e istruzione; dopo molto tempo nel bilancio preventivo vengono nuovamente riservati più finanziamenti alla scienza. È all’ordine del giorno anche una riforma della sanità. La sanità pubblica è sicuramente buona, tuttavia la sua amministrazione per diversi anni è stata cattiva. Con misure concrete si intende iniziare a diminuire le liste d’attesa già quest’anno, mentre con riferimento alla prosecuzione della riforma delle pensioni si intende effettuare i primi passi il prossimo anno. Probabilmente già quest’anno ci sarà una nuova legge sull’assistenza di lungo periodo, oltre all’assicurazione di una sicura vecchiaia deve esserci preoccupazione del Governo anche per i giovani, ha ancora evidenziato. Secondo Cerar sulla mappa internazionale la Slovenia si può collocare come uno Stato di prestigio, che è uscito dalla crisi e ha contribuito a risolvere la questione dei migranti. Alla seduta hanno partecipato anche il ministro per gli Sloveni d’oltreconfine e nel mondo, Gorazd Žmavc, e il ministro per la cultura, Tone Peršak. (Primorski dnevnik, 3. 7. 2016)

e tante altre notizie in italiano nel Slovit del Anno XX N° 7 (222) 31 luglio
2016 http://www.dom.it/wp-content/uploads/2016/07/Slovit-7-31.7.2016.pdf

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