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12 dic 2016

Suns Europe, una festa di lingue e creatività



Come l’anno scorso, meglio ancora dell’anno scorso. La seconda edizione di Suns Europe, il Festival europeo delle arti in lingua minoritaria, mantiene le promesse della vigilia, fa di Udine e del Friuli il cuore pulsante dell’Europa della diversità linguistica e della creatività e posiziona ancora più in alto l’asticella della qualità delle proposte artistiche presentate e del numero di persone che hanno partecipato alla rassegna.
Suoni, ritmi, parole, immagini e visioni
Il bilanco della manifestazione, organizzata da Radio Onde Furlane / Informazione friulana con il sostegno dell’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) e della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, in collaborazione con cooperativa Puntozero, Comune di Udine, Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Il Laboratorio, Regione autonoma Trentino-Alto Adige, è assolutamente positivo. Da giovedì 1 a sabato 3 dicembre il Teatro nuovo ‘Giovanni da Udine’ si è riempito di musica, parole, immagini, suoni e visioni, tra proiezioni di film, concerti, incontri, letture sceniche, anteprime e serate speciali e ha accolto un pubblico numeroso e partecipe che ha ritrovato o talvolta ha scoperto la produzione artistica contemporanea nelle lingue minoritarie. Tra il foyer e la sala principale del “Teatrone” c’è stato un flusso continuo di proposte, tra corti e lungometraggi da Paese Basco, Irlanda, Sàpmi, Groenlandia e Sardegna, musica dal vivo da Galizia, Faer Oer, Chukotka, Chakassia, Bretagna, incontri tematici ed eventi speciali.
Friuli in vetrina e Scuele Europe
Suns Europe ha rappresentato anche una vetrina europea per la produzione ‘Made in Friuli’, «par furlan» e non solo. La presentazione di ‘Kebar Krossé’, visionario romanzo afrofriulano di Stiefin Morat, l’avvincente lettura scenica a cura di Teatro Sosta Urbana del precedente romanzo di Morat, ‘Donald dal Tiliment’, le anteprime di ‘Friûl Revolution’ di Marco D’Agostini e I Cjastrons e di ‘Int/Art’ di Dorino Minigutti e Giorgio Cantoni e la riproposizione di ‘Brez Mej’, documentario in lingua slovena di Giovanni Chiarot, hanno offerto al pubblico locale e straniero una efficace testimonianza della vivacità, della varietà e della qualità della produzione artistica e culturale nelle lingue «altre» del nostro territorio.
Nell’ambito della manifestazione c’è stato anche un momento ludico-formativo per i ragazzi delle scuole superiori, che – circa 400 – hanno avuto la possibilità di comprendere l’importanza della diversità linguistica e culturale, come ricchezza, diritto e opportunità, direttamente dalla voce di alcuni dei protagonisti del festival, dal rapper ‘cjargnel’ Doro Gjat alla cantante ‘čukčski’ Veronika Usholit e dalla band irlandese Imlé allo scrittore e musicista catalano Xavi Sarrià.
La serata finale
La sfavillante, coloratissima ed emozionante serata del 3 dicembre ha chiuso in bellezza l’intero cartellone. Sul palco del “Teatrone” hanno presentato le loro proposte musicali i dieci concorrenti in lizza per il premio finale – oltre ai già ricordati Doro Gjat, Imlé e Veronika Usholik, il gruppo trip hop delle Faer Oer, Steso, la band galiziana Familia Caamagno, il rocker bretone Brieg Guerveno, il performer siberiano Gurude, il cornico Rory McGrath, la cantautrice frisone Norma e i giovanissimi Berdon, quartetto hard rock della ladina Val di Fassa – ed è stato una polifonia di lingue, ritmi e stili. Lo spettacolo si è arricchito della conduzione dei presentatori – la coppia friulana-slovena composta da Renato Rinaldi e Karolina Černic – e del live painting di Cosimo Miorelli, autore anche della grafica del manifesto di Suns Europe, che sullo schermo retrostante il palco ha caratterizzato in termini visivi l’esibizione di ciascun gruppo o solista.
And the winners are…
Al termine delle esibizioni, a pubblico e giuria tecnica è spettato il compito di decretare i vincitori del concorso musicale. In entrambi i casi, di fronte alla varietà e all’alto livello delle proposte, è stata un’ardua impresa. La giuria di esperti ha attribuito il premio finale agli Steso, «per le voci affilate come rasoi eppure dolci e ispirate, per i suoni profondi come oceani e le atmosfere lontane e per il calore che hanno portato a Udine dalle loro terre del nord». Il voto popolare ha premiato la forza espressiva e le doti vocali di Veronika Usholik, attribuendo gli altri due posti del podio a Gurude e Berdon.
Sono stati attribuiti anche i premi relativi alle sezioni dedicate a cinema e letteratura, rispettivamente al film groenlandese ‘Sume – Mumisitsinerup Nipaa’ di Inuk Silis Hoegh, intenso documentario che ripercorre l’esperienza della prima rock band groenlandese a cantare in lingua inuit, tra il 1973 e il 1976, e al catalano Xavi Sarrià.
Identità da scoprire e da gustare
Tra suoni, visioni, parole e lingue, hanno trovato spazio anche i prodotti dell’agricoltura e dell’enogastronomia. Nella giornata inaugurale è stato proposto un gustoso abbinamento tra il refosco di Marco Cecchini di Faedis e la Toma di Lanzo, prodotto tipico della valli di lingua e cultura francoprovenzale a nord-ovest di Torino. Il 2 dicembre c’è stato un incontro ad alta quota tra il Friuli e l’Occitania con il ‘formadi frant’ di Gortani e il miele prodotto da Consuelo Ferrier a Prajalats / Pragelato in Val Cluson (Val Chisone), al quale ha inoltre contribuito la birra Cimbra, che ha gettato un ponte ideale tra quei territori, la Carinzia e gli altipiani dei Sette e dei Tredici Comuni. Sabato 3, infine, il pubblico ha potuto assaggiare la gubana di Martinig e il vermouth del distillatore cuneese Bordiga con le erbe dell’occitana Val Maira.

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