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21 feb 2017

Ribaltata la scala dei valori umani

l’Opinione
di Riccardo Ruttar
Sì, il mondo sta cambiando. Più in fretta di quanto possiamo renderci conto, 
chiusi come siamo nella nostra superficialità e inghiottiti nel vortice degli 
eventi da cui ci sentiamo sommersi quotidianamente. Ed allora fuggiamo nel
 fantastico, nell’irrealtà, nella ricerca di elementi che ci distraggano dalla 
concretezza. Che sia quel che sia Sanremo, credo non se ne possa sottovalutare
 l’effetto oppiaceo per i quattro giorni intensi di stordimento e con gli annessi 
prodromici e sequenziali all’evento mediatico. Indici d’ascolto stratosferici, 
valanghe di parole, fiumi di inchiostro...
Ovviamente il ritorno alla normalità riaccende preoccupazioni, paure e speranze; 
la politica nostrana in fibrillazione, che non riesce a trovare uno sprazzo di lucidità
 incapace di interpretare il ruolo di guida che la «Polis», il Paese richiede. Non
 mi pare il caso di elencare le criticità che di giorno in giorno si evidenziano 
dovunque, ed in particolare nella nostra Regione. Tra tutte quelle possibili in
 un interminabile elenco mi ha colpito una in particolare, sebbene sembri una
 criticità marginale, impossibile da dominare, fatale come un destino ormai 
segnato. L’ho letta sul quotidiano provinciale: «Gli abitanti più anziani? In Friuli»,
 con la precisazione nel sottotitolo: «La nostra regione ha il tasso minimo di 
fecondità: 1,32 figli per donna».
Guarda caso, stavo ricostruendo la dinamica demografica che riguarda parte 
del territorio confinario abitato da sloveni e ricevevo dal quotidiano la 
conferma di un fenomeno involutivo più generale. Se la tradizionale Benečija 
raschiava il fondo di ogni statistica demografica, era in buona compagnia: il fondo 
del fondo. Non so se l’avviso fatto recapitare ad ognuno dei municipi provinciali 
da parte del Prefetto di Udine, nel quale si segnalava il numero 6 come il minimo
 di profughi da accogliere, possa avere una funzione terapeutica al problema
 demografico. Per quello che riguarda la Benečija, possiamo affermare che 
di maschi ne abbiamo… ci mancano le femmine, e senza di esse, possibilmente 
giovani e fertili, il problema non si risolva affatto.
A parte la futile ironia, penso che sia da prendere come fenomeno fisico, ancor 
prima che sociale ed economico, il fatto che il nostro vuoto venga riempito, se si
 vuole salvare un qualche equilibrio. Noi, da soli, popolo avvilito e in declino, 
non saremo capaci di mantenere lo standard di vita di cui godiamo senza un
qualche aiuto esterno, lo dicono gli studiosi, gli economisti, coloro che sono 
in grado di guardare i fenomeni sociali con intelligenza e non con emotività.
E un’altra notizia strana, che denota un mondo in preda ad una specie di delirio
 mi ha fatto riflettere. La metto in relazione proprio al fenomeno biblico degli
 emigranti che invaderebbero i nostri paesi.
Da Adnkronos: «Arriva in Italia un nuovo sistema mutualistico di tutela della 
salute e del benessere per i cani e i gatti. L’iniziativa è della Mutua italiana 
assistenza sanitaria (Mias) che propone ‘Dottor Bau & Dottor Miao’. (…) 
Un’iniziativa privata che guarda anche al sociale. È infatti previsto uno sconto 
del 50% della quota associativa per i padroni che hanno l’esenzione dal ticket. 
(…) Adottare un cane o un gatto non deve essere considerato un lusso, ma 
un valore sociale. Oltre il 55% delle famiglie italiane ha adottato un animale
 domestico».
No, non voglio prendermela coi cani e coi gatti, e nemmeno coi loro padroni, 
ma mi sia permesso esprimere quel disagio che provo quando ascolto parole 
di disprezzo, di rifiuto dell’uomo, del giovane, del bambino, della donna che
 vengono relegati, lasciati a se stessi, senza un qualche moto di comprensione. 
Da persone normali, da istituzioni, da sindaci, dalla cronaca, dai social, da leggi 
che invece si preoccupano dei cani e dei gatti. È di pochi giorni fa sul Messaggero
 la cronaca: «Codroipo, allarme sui social. Le associazioni animaliste in allerta: 
una dozzina di gatti spariti».
Giusto informare anche su questi fatti, ma, scusatemi, abbiamo ribaltato 
sul serio la scala dei valori, non dico cristiani, ma semplicemente umani
(dal dom del 14 febbraio 2017)

1 commento:


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