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11 mag 2017

Al nuovo Ufficio per la lingua slovena tre traduttori, un giurista e un informatico

Al nuovo Ufficio per la lingua slovena tre traduttori, un giurista e un informatico Oltre alla dirigente, Erika Hrovatin, che è già stata nominata, nel neonato Ufficio regionale per la lingua slovena saranno impiegati cinque dipendenti altamente qualificati – ossia tre traduttori ovvero interpreti, un giurista e un esperto informatico. La Regione assumerà tutti e cinque i dipendenti con un bando, cui potranno concorrere candidati con formazione a livello universitario (categoria d’impiego D). Inizialmente l’amministrazione regionale aveva pensato solo a mansioni d’ufficio (categoria E). A comunicare ciò alla riunione del Comitato paritetico per la minoranza slovena è stata, ieri, la presidente, Ksenija Dobrila. Il comitato paritetico ha dato incarico alla presidente e a un gruppo di membri di seguire più da vicino la nascita di questa struttura regionale, importante per la comunità slovena. Dobrila ha, invero, espresso rammarico per il certo ritardo nell’istituzione di quest’ufficio, che rivestirà un ruolo molto importante nell’affermazione della lingua slovena nelle amministrazioni e negli enti pubblici. La dirigente Hrovatin è stata selezionata in base a un bando regionale interno, per i dipendenti saranno, invece e come detto, predisposti dei bandi di concorso. La presidente ha messo il Comitato paritetico al corrente degli ultimi sviluppi rispetto alla questione dei segni diacritici sloveni sui documenti ufficiali e nella cosiddetta base di dati statale. La commissaria del governo in Friuli-Venezia Giulia, Annapaola Porzio, nell’ultimo mese ha convocato due incontri di lavoro inerenti queste due questioni. Al primo la funzionaria statale ha invitato Dobrila e i presidenti di Sso e Skgz, Walter Bandelj e Rudi Pavšič, al secondo anche i funzionari degli enti pubblici che emettono documenti personali e di vario tipo. La presidente ha giudicato i due incontri fruttuosi; ora tocca a Roma, soprattutto all’ente Sogei, che si occupa della base informatica di dati del ministero dell’Economia. Dobrila ha ammesso che si tratta di una questione molto complessa, per la cui risoluzione la prefetto di Trieste-Trst e la società informatica regionale Insiel hanno mostrato buona volontà. Ora tocca all’amministrazione statale, dove i singoli servizi (anche all’interno di uno stesso ministero) comunica- SLOVIT n° 4 del 30/4/17 | pag. 5 no male, oppure a volte proprio non comunicano tra loro. Per la patente di guida, ad esempio, nel giro di tre giorni si può sopperire ai segni diacritici sloveni, altrove la questione si protrae a lungo o proprio non va avanti. Il comitato paritetico si è nuovamente occupato del proprio regolamento interno, approvato nel 2002 dall’allora governo di Silvio Berlusconi. Il regolamento è diventato obsoleto e molto restrittivo per la comunità slovena, visto che, tra l’altro, nei documenti ufficiali non determina la pariteticità delle lingue italiana e slovena, cosa che rappresenta un’autentica assurdità. Qualcuno può depositare al Comitato un qualche documento in sloveno; valore legale e ufficiale ce l’ha, però, solo il testo in italiano. I presidenti e i membri lavorano gratuitamente (l’unico diritto è relativo alle spese di viaggio) e a giudizio di Dobrila ciò non è controverso; piuttosto le sembra controverso che il comitato non possa pagare onorari agli esperti e consulenti invitati. Tutto gratis, quindi. Secondo la presidente, il nuovo regolamento dovrà anche determinare la durata in carica del comitato paritetico, che è un organo assembleare, la cui composizione, almeno sulla carta, è temporalmente illimitata. Il mandato del prossimo comitato durerà cinque anni; un membro potrà essere assente giustificato al massimo cinque volte. Dopo tre assenze ingiustificate il suo mandato decadrà automaticamente. S. T. (Primorski dnevnik, 6. 4. 2017)
dal Slovit 4 del 30 /04/2017

1 commento:

  1. Al nuovo Ufficio per la lingua slovena tre traduttori, un giurista e un informatico

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