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03 mag 2017

Quest’anno è già allarme zecche

Complici le giornate insolitamente calde di marzo, quest’anno sono comparse più presto e in maggior numero le zecche. Molti tra coloro che sono andati a camminare in montagna o a lavorare nei campi si sono imbattutti nel pericolo rappresentato da questi animaletti. Infatti le zecche, che in Benecia sono chiamate sia «klopi» sia «pišurje», possono trasmettere il virus della meningoencefalite, una malattia molto pericolosa per l’encefalo. Si tratta di una specie di meningite, curabile con molta difficoltà e che può protrarsi per tutta la vita. Per questo è necessario guardarsi bene dalle zecche.
Le zecche vivono in luoghi incolti, dove l’erba è alta, con molti cespugli e animali selvatici. Sono presenti soprattutto nelle zone alpine e prealpine, tra i 500 e i 2000 metri di altitudine.
Nella maggior parte dei casi l’uomo contrae il virus della meningoencefalite dopo essere stato morso e infettato da una zecca.
La meningonecefalite da zecca (TBE) – che nelle nostre zone è trasmessa soprattutto dalla zecca «Ixodes ricinus» – è una malattia che si manifesta nella bella stagione, da maggio a ottobre. I primi casi casi possono presentarsi già a marzo, ma il loro picco è nei mesi caldi dell’estate, a luglio e agosto. Raramente la malattia si presenta a novembre o dicembre, solitamente solo quando l’inverno non è rigido in attività legate alla stalla.
La meningoencefalite si manifesta in due fasi. I  sintomi della prima si presentano tra i 7 e i 14 giorni successivi all’infezione: il paziente avverte malessere, dolore muscolare, ha febbre, cefalea, mal di stomaco e diarrea. Tale fase prosegue fino a 6 giorni.
Dopodiché sembra che il paziente sia guarito, perché non presenta sintomi o avverte solo un po’ di mal di testa. Tale stato prosegue fino a due settimane.
Nella seconda fase, che inizia con febbre alta e vomito, il paziente avverte forte mal di testa e a volte perde addirittura conoscenza. È necessario portarlo in ospedale, dove il ricovero prosegue per diverso tempo. È difficile che la malattia porti alla morte, ma le conseguenze condizionano molto, in prospettiva, la qualità della vita. Dopo il ricovero in ospedale va effettuata terapia riabilitativa. La meningoencefalite da zecca può portare a disturbi del sistema nervoso centrale, che si trascinano per molto tempo.
La maggior parte dei pazienti avverte mal di testa, disorientamento, si concentra con difficoltà, ha depressione, disturbi nel funzionamento del sistema nervoso autonomo e disturbi dell’umore e all’udito. Alcuni pazienti si muovono con difficoltà; può comparire anche atrofia muscolare.
Tutto ciò dimostra la pericolosità delle zecche: non va loro permesso di giungere alla pelle. Ogni volta che si va a camminare nel verde o a lavorare nei campi è, quindi, necessario portare indumenti e scarpe adeguati. La raccomandazione è di indossare pantaloni lunghi e maglie con maniche lunghe; scarpe lisce; pantaloni infilati nelle scarpe e così via.
Si possono anche anche utilizzare repellenti, che col proprio odore respingano gli insettie, ovviamente, anche le zecche. Non va dimenticato, però, che i repellenti hanno efficacia solo per alcune ore, dopodiché vanno nuovamente e ripetutamente applicati. Parimenti va prestata attenzione a rimuovere eventuali zecche che si posino sul corpo e a togliere il prima possibile quelle che lo stiano già mordendo.
Al rientro a casa bisogna ispezionarsi attentamente, fare una doccia e lavare la testa, nonché ripulire e lavare i vestiti.
Nel caso in cui venga individuata una zecca, bisogna sbarazzarsene quanto prima.
In caso vengano, invece, avvertiti i primi sintomi della malattia, è necessario recarsi il prima possibile dal medico.

3 commenti:

  1. Quest’anno è già allarme zecche

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  2. Cara Olga,mi sembra ancora presto!!! ma se sono già arrivate bisogna stare attenti e proteggerci!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    Risposte
    1. E' presto,ma dobbiamo stare attenti.Buona giornata,ciao.

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