8 giu 2018

Il 21 giugno la Cena sul prato

da https://www.facebook.com/CenaSulPratoVecerjaNaTravniku/
L’edizione 2018 della Cena sul prato-Večerja na travniku, mercoledì 21 giugno, celebra l’arrivo dell’estate proprio nel giorno del solstizio, e lo fa con numerose e golose novità. Giunta alla nona edizione, l’iniziativa della Kmečka zveza-Associazione Agricoltori si caratterizza per la valorizzazione delle tante eccellenze gastronomiche che gli agricoltori delle Valli del Natisone e del Torre sanno esprimere. I prodotti del territorio sono affidati ai ristoratori locali che, con un occhio alla tradizione e il gusto della sperimentazione, li valorizzano in ricette delicate, profumate di erbe selvatiche e sempre sorprendenti. La selezione dei vini è affidata all’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, alla quale si affiancheranno quest’anno le cantine dei Vignaioli Indipendenti associati alla FIVI FVG. A fare gli onori di casa saranno il Sale e Pepe e La casa delle rondini di Stregna, assieme alla trattoria Da Walter di Altana e Vartacia di Savogna, agli agriturismi Brez mej di Prossenicco e Jelenov breg pod Matajurjem di Avsa, e al ristorante Al Vescovo-Škof di Pulfero, cui si affiancano gli agricoltori delle Valli del Natisone e del Torre, con i loro prodotti in degustazione (miele, conserve di frutta e di asparagi, salumi e formaggi, mele e derivati, lumache, zafferano e tartufi). La formula della Cena sul prato-Večerja na travniku è ormai consolidata: ci si trova a Stregna alle 20.00, verso il tramonto, per godere in compagnia del panorama e del tepore della sera; si potranno vedere le signore intente a preparare križaci e kranceljni per la magica notte di san Giovanni e conoscere tutte le tradizioni legate alla magica notte del Kries. L’atmosfera della serata è del tutto unica, e verrà accompagnata dalle note calde ed avvolgenti del duo Gushi & Raffunk. Non mancherà un omaggio per tutti i partecipanti e qualche sorpresa che andrà ad arricchire ulteriormente la serata. La Cena sul prato-Večerja na travniku anticipa la notte di San Giovanni (23 giugno), quando nelle Valli del Natisone si accende il Kries, fuoco propiziatorio che annuncia l’arrivo della bella stagione. In Comune di Stregna due sono i Kries che riscalderanno la serata, allestiti a Tribil superiore e Tribil inferiore, e che verranno incendiati subito dopo il crepuscolo, bruciando poi per tutta la notte accompagnati da canti, musica e balli. Si tratta di un’usanza antichissima, che si rinnova nel periodo del solstizio d’estate, ed è entrata a far parte della tradizione religiosa come celebrazione di san Giovanni. Ancora oggi a questo momento dell’anno sono legate diverse pratiche pagane: la realizzazione di križaci (crocette) e krancelni (ghirlande) con margherite e fiori di campo, da mettere sull’uscio di casa e della stalla a protezione della famiglia e degli animali; la divinazione con il bianco d’uovo, versato in un bicchiere d’acqua ed esposto alla notte di san Giovanni; il “bagno di rugiada” all’alba del 24 giugno, per propiziare la fertilità e preservare la giovinezza e la bellezza delle donne; l’abitudine di recidere e legare al recinto un fiore di geraneo che, pur tolto dalla pianta, magicamente non perderà la sua freschezza e i suoi colori… Accendere il Kries, il falò, è il momento in cui le comunità paesane si raccolgono assieme attorno al fuoco, che ha la duplice funzione simbolica di eliminare il vecchio e il passato e di purificare e di anticipare la stagione che verrà, anche grazie agli auspici tratti dal suo andamento. Pur trattandosi di una cena in piedi i posti disponibili sono limitati e quindi per partecipare alla Cena sul prato-Večerja na travniku è necessario prenotare al numero 0432 703119 (attivo dal lunedì al sabato con orario 8.30-12.30), al cellulare 333 6729588 o via e-mail all’indirizzo kz.cedad@libero.it entro il 19 giugno. In caso di maltempo la manifestazione verrà rinviata al giovedì successivo (28 giugno). La Cena sul prato-Večerja na travniku è organizzata dalla Kmečka zveza-Associazione agricoltori di Cividale del Friuli con il patrocinio del Comune di Stregna e in collaborazione con l’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti del FVG, la Latteria di Cividale e Valli del Natisone, la Rete di Imprese FARmEAT, con il sostegno di Camera di Commercio di Udine, Banca TER, Associazione E. Blanchini, FVG Via dei Sapori. Ulteriori informazioni ed aggiornamenti su Facebook alla pagina ed evento “Cena sul prato-Večerja na travniku”.
http://www.dom.it/21-junija-vecerja-na-travniku_il-21-giugno-la-cena-sul-prato/#

da fb
Cena degustazione di prodotti tipici e piatti del territorio in centro a Stregna, accompagnata dalla musica di Gushi&Raffunk. 
Si potranno assaggiare i piatti di Trattoria Sale e Pepe, Ristorante Al Vescovo, Agriturismo Brez Mej, Trattoria Da Walter, Trattoria Vartača, Agriturismo Jelenov Breg pod Matajurjem, Agriturismo La casa delle Rondini in abbinamento ai vini delle cantine dell’Associazione Schioppettino di Prepotto e della FIVI del Friuli Venezia Giulia. 

Per informazioni e prenotazioni:
Kmečka Zveza Cividale
Tel. 0432 703119 - Cell: 333 6729588 (Michela) 
Email: kz.cedad@libero.it

7 giu 2018

“Hop ON Hop OFF Kobarid”

dal 23 giugno ogni sabato collegamento bus tra Cividale e i paesi del Posočje -Valle dell'Isonzo (SLO)
od 23. junija vsako soboto avtobusna povezava med Čedadom, beneškimi vasmi in Posočjem



V soboto, 23. junija, bo na Kobariškem ponovno začel voziti avtobus Hop ON Hop OFF Kobarid, ki bo povezoval podeželje, oddaljene turistične točke, kopališča ob Nadiži in izhodišča za pohodniške ter kolesarske izlete s središčem Kobarida. Do 31. avgusta bo vozil vsak dan in bo omogočal tudi prevoz koles. V istem obdobju bo vsako soboto avtobus “BENEČIJA gor in dol” povezal Kobarid s Čedadom in beneškimi vasmi. Projekt je sad sodelovanja med Občino Kobarid in Inštitutom za slovensko kulturo iz Špetra.
Avtobus bo med 23. junijem in 1. septembrom ob sobotah startal z avtobusne postaje v Čedadu ob 8.00 in se tja vračal okrog 17.30. Enosmerna vozovnica bo stala 5 evrov, za otroke do 10 let bo vožnja brezplačna.
VOZNI RED AVTOBUSA-ORARIO
BENEČIJA GOR IN DOL
8.00 odhod iz Čedada/Cividale del Friuli (avtobusna postaja)
8.10 Špeter/San Pietro al Natisone – ogled muzeja SMO
9.00 odhod iz Špetra
9.30 Kobarid
10.00 Učja (čez Žago)
10.45 Bardo (muzej), Zavrh
12.00 odhod iz Barda
12.30 postanek pri kmetijskem podjetju Zore
13.30 Prosnid/Prossenicco (muzej – črna kuhinja)
14.45 odhod proti Črnemvrhu čez Robidišče
15.45 Črnivrh (muzej blumarjev in mlekarna)
16.15 odhod proti Robiču
16.53 Robič Nediža P (srečanje avtobusov)
17.00 odhod proti Špetru in Čedadu

http://novimatajur.it/attualita/hop-on-hop-off-kobarid-se-povezuje-z-benecijo-gor-in-dol-od-23-junija-vsako-soboto-avtobusna-povezava-med-cedadom-beneskimi-vasmi-in-posocjem.html

4 giu 2018

L’incidente non pregiudica il cammino - Spodrsljaj ne bo prekinil skupne poti



5Spietar

L’assenza di preghiere e canti in lingua slovena alla celebrazione delle prime comunione a San Pietro al Natisone, lo scorso 6 maggio, ha scaldato gli animi e suscitato polemiche nelle Valli del Natisone e oltre. Dopo la lettera-denuncia ai giornali di una mamma, la vicenda ha innescato un ampio dibattito sull’uso delle lingua slovena, sia nella variante dialettale locale che in quella standard. Per stigmatizzare l’accaduto e per chiedere che ciò non abbia a ripetersi, la Confederazione delle organizzazioni slovene-SSO, le associazioni «don Eugenio Blanchini» e «don Mario Cernet» nonché la senatrice Tatjana Rojc hanno scritto all’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
Qualizza. «Bene l’idea di far pregare i genitori ognuno nella propria lingua, però non abbiamo capito l’esclusione dello sloveno. Da qui il nostro dispiacere e anche la nostra critica».
Zanon. «Faccio una premessa. Per me è importante lo stile, l’impostazione del cammino che ho intrapreso prima a San Leonardo e poi a San Pietro. Il camminare insieme è un aspetto fondamentale ed esige un dialogo non assembleare, ma comunitario. È per questo che ho cercato di confrontare ogni iniziativa a livello di comunità. Un secondo aspetto riguarda il contesto e la situazione attuale. Ho cercato di riflettere in maniera approfondita per quanto riguarda questo aspetto e soprattutto il modo in cui approfondire la questione. Ho scelto la strada del dialogo con i singoli soggetti, perché ritengo che questioni così delicate vadano prima di tutto approfondite a livello personale, perché c’è la possibilità di un dialogo e chiarificazione. Per quanto riguarda l’aspetto mediatico sono sempre stato un po’ titubante, perché manca il confronto, senza il quale si corre il rischio di trovarsi in situazioni in cui non si riesce più a capirsi. È una cammino lungo, però queste sono le due premesse che mi sembra importante chiarire».
Qualizza. «Dunque, la tua intenzione è di dialogare con tutti e anche di dare spazio alle diverse espressioni o scelte linguistico-culturali… Ma quest’apertura ha bisogno di verifiche perché finora è rimasta alla fase progettuale. Necessita di realizzazione. L’anno scorso è arrivata da un bel gruppo di genitori la proposta di fare il catechismo anche in sloveno. Eravamo giunti a un accordo, che prevedeva di cominciare con le preghiere e con i canti, per vincere quella cortina che impedisce l’incontro… Il quesito era logico: se abbiamo in zona una scuola bilingue, frequentata da oltre la metà dei bambini, come Chiesa dobbiamo far finta che non ci sia o entrare in collaborazione? Il nostro desiderio che non vada perduto il patrimonio di tradizioni religiose non è nostalgia, ma necessità di conservare un tesoro, perché non vada in museo, ma venga vissuto in questo senso. Ci viene a sostegno anche il discorso del Papa ai genitori, che il 5 gennaio scorso aveva detto: adoperate il vostro dialetto, la lingua dell’amore che si coltiva in casa».
Zanon. «Allora io penso a un cammino di fede e mi ricollego all’esperienza della Pentecoste, che ha come momento fondante la prima parte del racconto: “Erano riuniti nello stesso luogo”, frase che sappiamo essere non solo un’indicazione di carattere logistico, ma soprattuto esperienza di fede. Nei nostri incontri multipli estivi sulla richiesta di catechismo in sloveno ho sottolineato questo aspetto: l’esperienza di fede è una esperienza dove la comunità nella sua diversità trova unità. La chiesa e i luoghi in cui la comunità si trova sono imprescindibili per l’esperienza di fede. Eravamo partiti per dire che il catechismo, sempre più, passo dopo passo, tiene conto, rivive, riscopre, reinventa l’esperienza di fede, partendo dalle diverse anime. Altrimenti si rischia di non riuscire a vivere l’esperienza di fede e anche il rispetto dei singoli ambiti. Io credo nel valore dell’istruzione in luoghi laici, liberi nelle loro finalità. Per questo avevamo scelto di distinguere i luoghi (della scuola e del catechismo, ndr) per sottolineare da una parte la collaborazione e dall’altra la libertà dei singoli. Allora questo era uno dei passi. Una mia preoccupazione, seria, è che spesso le cose che si dicono avrebbero bisogno di altri interlocutori, ecco perché la mia intenzione è di chiarire, non di controbattere. Una cosa bella è l’aspetto del cammino, della rivalutazione, del recupero… Aggiungo che è faticoso, bello, importante, un’occasione per reinventare la nostra fede, di proporre cammini che guardino al futuro».
5QualizzaQualizza. «Nelle Valli del Natisone dopo il 1866, sono nate due correnti, una fortemente legata all’identità italiana, e un’altra che man mano ha preso vigore e coscienza della propria identità slovena. Qual è il compito bello, la sfida per la Chiesa? Far sì che le due linee si ritrovino nel rispetto reciproco, perché questa è veramente una realtà ecclesiale che tu giustamente hai legato con la Pentecoste. “Ognuno li sentiva parlare nella propria lingua”, è interessante questo aspetto che supera Babilonia, perché la molteplicità degli eloqui non nega l’unicità né della fede, né del ritrovarsi insieme. L’ideale sarebbe che nelle nostre comunità, tenendo conto che oggi siamo ridotti di numero, ai minimi storici, anche come clero, ci fosse il bilinguismo proprio nella liturgia. Questo per me, e non solo per me, sarebbe un grande segno di maturità nella fede e nel senso civile».
Inutile nascondere il problema di fondo. Anche tra i credenti è radicata la visione, chiaramente nazionalista, secondo la quale a creare divisione è l’uso anche dello sloveno, quando in verità è il monolinguismo italiano a ledere i diritti fondamentali della persona.
Zanon «Per la prima comunione di quest’anno, per dovere di chiarezza, si deve tener conto di alcuni passaggi che aiutano a capire. Due mesi prima, non il giorno prima, avevo fatto la proposta che i bimbi facessero una preghiera in italiano e i genitori di altra provenienza facessero la preghiera nella loro lingua. L’intento era di mettere in risalto gli aspetti di unità nella diversità. E ho ottenuto l’assenso dell’assemblea. Lo svolgimento successivo è quello che sappiamo in tutti gli aspetti».
Qualizza. «Come mai c’è stata questa cesura dopo la tua proposta accolta in assemblea?»
Zanon. «Ci sono stati anche degli incontri a livello personale e continuano e io sono sempre disposto a chiarire a livello personale. Entrano in gioco poi singole situazioni che, in questa sede, io non posso affrontare. Perché? Per il semplice fatto che mi manca il soggetto. Quello che è apparso in pubblico è stata una progressiva non chiarezza, possono essere tanti i motivi. Finché non ho la possibilità di parlare con le singole persone, come stiamo facendo adesso, io non posso capire quali siano le motivazioni di un altro soggetto che non è presente. Io a livello di comunità ho indicato una strada che, come Chiesa, stiamo faticosamente portando avanti, a livello personale e poi a livello più pubblico. Una cosa bella mi è successa martedì (22 maggio, ndr) con i giovani della cresima. Mi hanno detto che avevano bisogno di parlare della questione (linguistica delle prime comunioni, ndr.) in modo molto libero. Il bello è parlare con scelte, con gesti. E mi sono detto che un’occasione è proprio quella di imparare dai giovani, che in schiettezza mi hanno detto: “Don, parliamone”. Ho chiesto: come facciamo a continuare quel cammino che coinvolgerà voi? E sono venute fuori belle proposte. Ora sono solo bozze. Ne parlaremo a tempo debito».
Qualizza. «Con il dono dello Spirito Santo, attraverso la cresima, viene dato il dono della parresia, quello di dover parlare senza paura».
Comunque, non c’è solo la questione della preghiera dei genitori. Perché non mettere nella messa una lettura e un canto in sloveno, come avviene regolarmente nelle celebrazioni diocesane in cattedrale, e al pellegrinaggio dell’8 settembre a Castelmonte? Nella Diocesi di Klagenfurt è stabilito un minimo di bilinguismo, che può essere aumentato secondo le esigenze pastorali. Facendo così da noi, si risolverebbero un sacco di problemi.
Zanon: «È un aspetto da tener presente ».
Qualizza: «Tre anni fa mons. Mario Qualizza aveva proposto per la notte di Natale una messa insieme, bilingue, ma non ha trovato corrispondenza. Sarebbe bello che la comunità si esprimesse in diverse lingue e si desse la mano. Episodi come quello della prima comunione il 6 maggio, che danno adito a letture e interpretazioni, non aiutano perché fanno arrabbiare, da una parte e dall’altra. L’obiettivo deve essere il superamento delle contrapposizioni e l’accoglienza cordiale non della diversità, ma della pluralità della ricchezza dei doni dello Spirito. Esprimersi così è un vantaggio per tutti. Cristiano da una parte e culturale dall’altra».
4ZanonZanon: «Distinguo quelli che possono essere incidenti di percorso dal percorso. E credo in un cammino che è fatto di passi. Sono andato in quella direzione, poi alcune scelte possono essere state azzeccate, altre meno. Ma questo fa parte del percorso. Sono scelte da affrontare, da vivere, a livello comunitario. Faccio solo un esempio: nel libretto dei canti, che dovremmo mandare in stampa, ci sono anche i canti della liturgia slovena. Sono dei passi importanti; dove questo ci porta, quali saranno i passi successivi…».
Qualizza: «Quando, da parte di don Lorenzo Petricig, è stata proposta la messa settimanale in sloveno a San Pietro, il consiglio pastorale si è espresso in modo favorevole. Se c’è un diritto di coloro che sono portatori di una lingua e la stimano, ma se non c’è un avallo della comunità, che cordialmente lo riconosce, non va bene. Ora nel consiglio pastorale si affrontino le questioni della lingua slovena per fare un passo alla volta, magari a partire anche dall’incidente della prima comunione, per superare le contrapposizioni, per correggere alcune letture e interpretazioni, in modo tale che alla fine dagli sbagli si possa imparare qualcosa. Leggevo ieri il libro di un parroco tedesco che propone una diversa strategia pastorale nel guidare le parrocchie: dal fallimento, dice, si impara qualcosa. Ecco quindi una visione positiva per affrontare le difficoltà, perché se abbiamo la prospettiva di superare gli ostacoli, credendo nell’incontro di due linee, che non sono di esclusione, ma di inclusione, significherebbe una vera vita, una vera crescita pastorale, cristiana e civile».
Zanon: «Un’altra riflessione che dovrà essere fatta a livello di consiglio pastorale parrocchiale o foraniale sarà il un cammino di Chiesa che stiamo facendo. Dalla diocesi sono arrivati segnali importanti. Con l’arrivo di don Michele Molaro nelle valli di San Leonardo, in tempi di mancanza di sacerdoti, si è scelto di dare energie nuove e giovani, proprio per la delicatezza della situazione e, allo stesso tempo, l’importanza delle nostre Valli. Teniamo presente che attualmente un parroco a San Daniele non c’è ancora. Che a livello diocesano si sia scelto di decentrare forze per la nostra realtà è un segnale importante… Anche per questo l’essere andati (con la vicenda delle prime comunioni, a San Pietro, ndr.) sui mezzi di comunicazione e su toni che non stanno favorendo il dialogo, pone ostacoli al cammino. Ne usciamo solo con la chiarificazione e l’invito al confronto, come io sto facendo in questo momento. Non vorrei si ripetesse questa situazione».
Qualizza: «Non dimentichiamo che da parte di coloro che desiderano la lingua slovena, quanto successo è stato avvertito come la negazione di un diritto fondamentale. Teniamo conto di questo per dire: non vogliamo scavare un fossato ancora più profondo, cerchiamo invece di colmarlo andando in quella linea, che tu dicevi, dei piccoli passi che potranno portare, prima che si estingua la comunità, a una presenza bilingue che crei gioia in una rinnovata Pentecoste ». (a cura di Ezio Gosgnach e Veronica Galli)
Potem, ko je v nedeljo, 6. maja, med prvim obhajilom v špietarski cerkvi dejansko prišlo do prepovedi slovenske molitve, izraža špietarski dekan g. Michele Zanon v tem pogovoru prepričanje, da ne bo spodrsljaj prekinil skupne poti.
Z ozirom na rabo slovenskega jezika na cerkvenem področju, izpostavlja pa msgr. Marino Qualizza primer krške škofije na avstrijskem Koroškem. Če bi po zgledu tamkajšnje škofije določili nujno minimalno raven prisotnosti domačega jezika pri bogoslužju, bi se izognili marsikateremu konfliktu.
Pri videnskem nadškofu so po dogajanju v špietarski cerkvi posegli SSO, senatorka Rojčeva ter združenji Evgen Blankin in Mario Cernet.
http://www.dom.it/spodrsljaj-ne-bo-prekinilo-skupne-poti_lincidente-non-pregiudica-il-cammino/

Il Sds di Janša è il partito più forte -Sds Janeza Janše najmočnejša stranka

Kot so napovedovali že ankete in rezultati vzporednih volitev, je SDS Janeza Janše relativna zmagovalka osmih državnozborskih volitev. SDS si je zagotovila okrog 25-odstotno podporo, vsi ostali pa so močno zaostali. Janševa stranka je namreč prejela približno dvakrat toliko glasov kot Lista Marjana Šarca, ki je na drugem mestu. Sledijo pa SD, SMC in Levica z 9-10 %. V parlament se je uvrstilo devet strank. V državni zbor se vrača SNS.
Volilna udeležba je bila malenkost višja kot pred štirimi leti. Tokrat je svoj glas oddalo približno 52 % volivcev.
traduzione personale
Come pevisto dai sondaggi l'SDS (partito democratico) di Janez Janša è la lista vincitrice alle ottave elezioni politiche in Slovenia.Ha ottenuto il 25% dei voti , il doppio dei voti della lista di Marjan Šarec che è al secondo posto.Seguono  SD (socialdemocratici), SMC (centrosinistra) e Levica (Sinistra) con il 9-10%.In parlamento siederanno i rappresentanti di 9 partiti , si torna alla SNS che non avendo la maggioranza assoluta dovrà cercare nuove alleanze.Si conferma la tendenza che vede regredire le sinistre a fronte dei conservatori che mirano di porre un argine al fenomeno migratorio.

3 giu 2018

V nedeljo bodo v Sloveniji osme državnozborske volitve - Domenica le 8° elezioni parlamentari in Slovenia

V Sloveniji bodo v nedeljo, 3. junija, osme parlamentarne volitve, na katerih se bo na 25 kandidatnih listah za mesto v državnem zboru potegovalo več kot 1600 kandidatov (med njimi je 56 % moških in 44 % žensk, povprečna starost pa je 50,63 let). Enako število list oziroma strank se je v volilni boj spustilo tudi leta 1992, na prvih državnozborskih volitvah, na vseh ostalih pa je bilo število list nižje. Napoveduje pa se nov rekord v zgodovini slovenskih parlamentarnih volitev, saj se kar 69 sedanjih poslancev (od skupno devetdesetih, med katerimi dva zastopata italijansko oziroma madžarsko narodno skunost) poteguje za ponovno izvolitev. Največ starih obrazov je, kot spominjajo v Delu, v državnem zboru ostalo po volitvah leta 2000, ko je bila skoraj polovica poslancev še enkrat izvoljena.
Nedeljske volitve bodo že tretjič zapored predčasne, treba pa je dodati, da do njih prihaja pravzaprav skoraj ob naravnem izteku sedanjega mandata. Prejšnje volitve so bile namreč 13. julija 2014, tik pred odstopom premierja Mira Cerarja pa se je že govorilo o tem, da bo predsednik Slovenije Pahor redne volitve razpisal za 10. junij.
Volišča bodo v nedeljo odprta od 7. do 19. ure, takoj zatem pa bodo začeli s preštevanjem glasov. Medtem se je včeraj, 29. maja, že začelo predčasno glasovanje, ki se bo zaključilo jutri, 31. maja, ob 19. uri, in za katero je določenih 63 volišč. V Sloveniji namreč dopuščajo možnost, da volivci, ki so na dan glasovanja odsotni, svojo državljansko pravico in dolžnost opravijo prej. Prav tako so že razposlali glasovnice slovenskim državljanom s stalnim prebivališčem v tujini, ki lahko svoj glas oddajo po pošti ali – v nedeljo – na diplomaskih predstavništvih in konzulatih. V tujino so vsekakor letos poslali 96.769 glasovnic (dobrih 25 tisoč več kot leta 2014), med temi 6.372 slovenskim volivcem v Italiji.
Slovenski volivci so sicer razdeljeni v osem volilnih enot, v vsaki pa izvolijo po enajst poslancev. Za izvolitev poslancev italijanske oziroma madžarske narodnosti pa je predviden poseben volilni seznam (pripadniki manjšinskih skupnosti pa volijo vsekakor tudi druge poslance v volilni enoti, ki ji pripadajo).
Kar zadeva izid volitev, tudi tokrat sondaže kažejo na veliko razdrobljenost volilnega telesa. Sicer ankete največ možnosti za relativno zmago napovedujejo SDS Janeza Janše, na drugem in tretjem mestu pa naj bi bili Lista Marjana Šarca (kamniškega župana, ki je bil glavni Pahorjev nasprotnik na lanskih predsedniških volitvah) in Socialni demokrati. Sledi jim glavna zmagovalka prejšnjih volitev SMC, ki se bo tokrat, kot kaže, odrezala precej slabše (leta 2014 je prejela kar 34,49 % glasov), v parlament pa naj bi se ponovno uvrstili tudi DeSUS, Levica in Nsi, medtem ko naj ostale liste ne bi imele velikih možnosti, da presežejo štiriodstotni volilni prag. Približno tretjina volivcev je sicer še neopredeljenih, vprašanje je tudi, kolikšna bo tokrat volilna udeležba. Pred štirimi leti je bila namreč samo 51,73-odstotna, potem ko je bila leta 2011 65,60-odstotna. Po vsej verjetnosti pa bo tudi nova slovenska vlada sad koalicijskega dogovora med različnimi strankami in listami.
In Slovenia domenica 3 giugno si terranno le ottave elezioni parlamentari.  Vi parteciperanno oltre 1.600 candidati in 25 liste candidate (56% uomini e 44%  donne, mentre l'età media è 50- 63 anni.Le elezioni di domenica sono anticipate per la terza volta , arrivano quasi immediatamente dopo la fine naturale dell'attuale mandato. Le precedenti elezioni si sono tenute il 13 luglio 2014 , poco prima delle dimissioni del primo ministro Miro Cerar, e già allora si diceva che il presidente della Slovenia Pahor avrebbe indetto elezioni regolari per il 10 giugno.I seggi saranno aperti dalle 7.00 alle 19.00,poi immediatamente inizierà lo scrutinio.Gli elettori sloveni sono divisi in otto unità elettorali, ognuna delle quali elegge undici deputati.Si dà per vincente Janez Janša del SDS, mentre al secondo e al terzo posto Marjan Šarec , sindaco di Kamnik con la lista LMŠ , che era il principale oppositore delle ultime elezioni presidenziali di Pahor e dei socialdemocratici. Segue la principale vincitrice delle precedenti elezioni SMC, che sembra stia facendo molto peggio questa volta (nel 2014 ha ricevuto fino al 34,49% dei voti), DeSUS, Levica e Nsi devono essere riclassificati in Parlamento, mentre altri elenchi non avrebbero grandi possibilità di superare la soglia elettorale del 4%...
traduzione personale continuate voi con translate mi sono stancata,perchè non so quanti leggeranno...

1 giu 2018

La 2ª guerra mondiale a fumetti - 2. svetovna vojna v stripu (65)


Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1959). In questa puntata. Il 22 giugno 1945 gli americani organizzano una festa per la popolazione a Tarcetta, tre giorni dopo sciolgono il battaglione osovano «Matajur», ma i suoi militanti riescono a evitare il sequestro delle armi nascondendole nella grotta d’Antro, per poi trasferirle (il 30 giugno) a Rodda. «Questi partigiani dell’ultima ora sono convinti che potranno reindossare la camicia nera e comandare come un tempo», commenta don Cuffolo, facendo sapere che le formazioni osovane sono state costituite a guerra finita con ex fascisti ed ex partigiani titini. Editano anche il giornale ultranazionalistico «Il tricolore» per denigrare la Jugoslavia e tutti gli avversari. Gli fa da contraltare il più diplomatico «Il nostro tricolore». L’11 luglio il Governo italiano, guidato da Parri, si impegna per la tutela delle minoranze linguistiche. (65 – continua)

Lieta 1945  je končala druga svetovna vojska. Kar se je pred njo, med njo in po nji gajalo v Benečiji, je lazajnski famoštar g. Antonio Cuffolo (1889-1959) napisu v dnevnikah po slovensko in po italijansko. V drugi pregledani in dopunjeni izadaji, ki jo je urediu Giorgio Banchig, sta izšla par zadrugi Most lieta 2013.  Moreno Tomasetig je slovenski Cuffolu dnevnik spravu v strip , ki ga  v beneškoslovenskem dialektu obljavljamo v vsaki številki Doma. To je 65. nadaljevanje.

I boschi delle fate, le Valli del Natisone nelle fotografie di Fabrizio Zanfagnini

Verrà inaugurata venerdì 1 giugno alle 17 nella Chiesa di S. Maria dei Battuti la rassegna fotografica del giornalista, fotografo e regista udinese Fabrizio Zanfagnini, intitolata “I boschi delle fate” e dedicata alle Valli del Natisone ed alla loro natura incontaminata. Saranno esposte oltre un’ottantina di immagini in grande formato – corredate da didascalie – in cui il fotografo ha saputo cogliere la magica atmosfera di questi luoghi, visitandoli e fotografandoli in diverse stagioni. Gli scatti sono infatti il risultato di un impegnativo lavoro di ricerca e presentano ora ai visitatori i paesaggi, le complesse architetture forestali, i villaggi, la natura, le acque, i fiori e le montagne di questo territorio unico e affascinante.
La mostra resterà aperta venerdì dalle ore 16 alle 20, sabato 2 e domenica 3 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20. Ingresso libero.
Fabrizio Zanfagnini ha prodotto e curato personalmente anche numerosi documentari per la TV dedicati principalmente ai paesaggi e alla natura del Friuli. Alle Valli del Natisone ha dedicato anche numerosi splendidi cortometraggi, che si possono trovare anche sul portale youtube. Qui condividiamo quello sul Matajur.

http://novimatajur.it/cultura/i-boschi-delle-fate-le-valli-del-natisone-nelle-fotografie-di-fabrizio-zanfagnini.html

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