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24 feb 2017

TA DIUIA ŽENA

Prato di Resia/Ravanca
Val Resia (in sloveno Rezija), valle alpina in notheast Italia photo: Ziga 08:20, il 9 febbraio 2007 (UTC)
racconto a puntate in dialetto sloveno dell'Alta Valle del Torre (dal calendario del Centro ricerche culturali di Bardo/Lusevera

... Žena na nosila dan ark napnet  ta za na ram anu na pobierala ajodice ali trave.
Ko na vidala muščene na hitro uzela kolonco hčeratico anu na utekla tou bošk.
Muščeni so jo tieli spoznati,ma nu nieso maj revali jo parbližati za jo kej uprositi.
To šlo nekej časa ,ko dan muščen u vidou hčeratico samo,ki na brala čarnice nu frambuje čie par Ravancah...

...La donna potava un arco legato sulla spalla e raccoglieva fragole ed erbe quando vide alcune persone di Musi. In fretta prese la bambina e scappò nel bosco.Quelli di Musi volevano conoscerla,ma non arrivarono ad avvicinarsi  per parlarle.Passò un po' di tempo quando un abitante di Musi vide la bambina da sola mentre raccoglieva lamponi presso Prato di Resia ...
continua il prossimo mese 

26 ago 2015

AUGURI-VSE NAJBOLŠE





                                                      AUGURI PER I SUOI 102 ANNI !
                                                             Aspettiamo il Nobel !
Boris Pahor  è nato a Trieste il 26 agosto 1913. E' uno scrittore sloveno con cittadinanza italiana che vive a Trieste.

E' uno scrittore per troppo tempo ignorato :Il primo riconoscimento gliel'ha dato la Francia con la "Legion d'onore" nel 2007 ,poi nel 2008 approdò a" Che tempo che fa" di Fabio Fazio e solo da allora fu un vero successo.

RIceve vari premi: il Premio Pre
šeren nel 1992,il San Giusto d'Oro nel 2003,nel novembre 2008 gli è conferito il Premio Resistenza per il libro Necropoli che è eletto il Libro dell'Anno,nel 2012 gli è stato assegnato il "Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni.Città di Lecco "per la sua autobiografia Figlio di nessuno.
L'opera più nota è è Necropoli (1997) ,romanzo autobiografico della sua prigionia a Natzweiler-Struthof.
Per questo traguardo raggiunto gli è stato conferito il titolo di Ambasciatore della cultura della Repubblica slovena.

BORIS PAHOR, UN TRIESTINO ATTENDE IL NOBEL


Più di trenta opere pubblicate dal 1948 fino a questi ultimi anni, Boris Pahor è stato segnalato più volte per il premio Nobel, ha ottenuto il premio Prešeren (il massimo riconoscimento in Slovenia) nel 1992 e la Legion d’Onore in Francia nel 2007.Solo nel 1993 viene pubblicato un suo libro in italiano, la biografia di Srečko Kosovel per la casa editrice pordenonese “Studio Tesi”. Solo nel 1997 “Necropoli” è tradotta a cura del Consorzio Culturale del Monfalconese, a dimostrazione della benefica attività esplicata dal sistema bibliotecario pubblico. Gli altri libri escono in questo secolo: “La villa sul lago” nel 2002 (per Nicolodi, Rovereto), “Il rogo nel porto” nel 2001 e “Il petalo giallo” nel 2004 (per Zandonai, Rovereto), “La letteratura slovena del Litorale”, (Trieste 2004) fino al recentissimo “Qui è proibito parlare”, per Fazi, che aveva ripubblicato “Necropoli” l’anno scorso, assicurandogli finalmente il tardivo successo in Italia. Seguono l’intervista da Fabio Fazio ed i premi Versilia, Napoli – come autore straniero! – Latisana per il Nordest, il San Giusto d’oro nel 2003 ed altri.
Eppure Pahor aveva già visto la sua opera tradotta nelle principali lingue europee: francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, italiano, catalano e finlandese, esperanto.

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