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6 lug 2015

dai diari di don Antonio Cuffolo

Cento anni fa la Prima guerra mondiale
6 luglio 1915
"Verso sera incomincia ad arrossirmi il naso per una specie di erisipola".

5 luglio 1915
"Verso sera, mentre avevo adagiato le malconce ossa all’ombra di un cespuglio socchiudendo gli occhi per chiamare il sonno, un 305 piombò con quanto aveva in gola nel mio accampamento e precisamente usò la speciale gentilezza alla mia tenda che fu conciata come lo si può immaginare. Gran fuggi fuggi di cavalli e… asini. Nessun morto. Poco dopo il re, causa forse indiretta di quel brutto tiro, venne a visitare l’iniquità commessa da quel furfante, ma io non potei supplicare una medaglia perché allora non ero presente".

Tratto dai diari di don Antonio Cuffolo

3 lug 2015

Anno 1940-Anche l'Italia entra in guerra

7 puntata

Riassunto in italiano
10 giugno 1940 Hitler acconsente a Mussolini di entrare in guerra al suo fianco.La popolazione è costretta a radunarsi in piazza a Pulfero per ascoltare alla radio il discorso del duce che annuncia la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna.Il 21 giugno la Francia cade e Mussolini ne vuole un bel pezzo. Il 29 giugno don Cuffolo annota il movimento di truppe verso il confine con la Jugoslavia che sarà la successiva preda nel mirino .Il 26 agosto in visita a Idrija annota che là è diffusa la paura di parlare  in sloveno.Il 27 ottobre viene siglato l'asse Germania-Italia-Giappone." Ma tre gemelli di solito hanno vita breve". 8-continua
http://www.dom.it/2-svetovna-vojska-v-stripih_la-2-guerra-mondiale-a-fumetti-3/

23 giu 2015

Cento anni fa la prima guerra mondiale


23 giugno 1915
"Ore 10 antimeridiane fuoco indiavolato di artiglieria. I tedeschi rispondono a rilento. Podgora è tutto un fumo – riceve colpi da disperata. Sull’imbrunire si scorge un grande fuoco sul Monte Santo. Arde il santuario per il fuoco datovi dalle nostre artiglierie. Il bombardamento durò tutta la notte. Ricevetti due altarini da campo da don Rinaldi. Podgora non risponde assolutamente".
22 giugno 1915
"Aeroplano circondato da shrapnels si precipita verso terra ed a pochi metri da terra riprende il volo lasciando tutti con tanto di naso, specialmente gli artiglieri. Fui a Cormons. S’è cambiato il governo. Il cap. Forti, comandante la Sezione, si spezza un piede in un incidente automobilistico a Udine".
19.06.1915
"Una intensa pioggia di shrapnels mi svegliò e mi fece correre. Nel pomeriggio furiosissima. Si batteva tutte le strade. Furono colpiti anche dei camion in viaggio, uccidendo uno e ferendo quattro soldati. Quattro della sezione furono feriti lungo la strada a villa Blanchis. Tiravano proprio dal Podgora. La sezione è affatto rispettata dal primo giorno in cui un aeroplano aveva constatato la nostra presenza".
18 giugno 1915
"Caldo. Aeroplani. Tik-tak".
17 giugno 1915
"Caldissimo. Colpi a distanza. Giunge ogni tanto qualche soldato ferito dal famoso tik-tak [cecchini?]. Passeggiata fino a Kozana dove tutto è devastato come a Vipulzano".
16 giugno 1915
"Idem. Bigliettini dagli aeroplani invitanti ad arrendersi e proponenti paghe per la consegna delle armi".


Tratto dai diari di don Antonio Cuffolo

3 giu 2015

2. svetovna vojska v stripih- La seconda guerra mondiale a fumetti

Sedandeset liet odtuod, lieta 1945  je končala druga svetovna vojska. Kar se je pred njo, med njo in po nji gajalo v Benečiji, je lazajnski famoštar g. Antonio Cuffolo (1889-1959) napisu v dnevnikah po slovensko in po italijansko. V drugi pregledani in dopunjeni izadaji, ki jo je urediu Giorgio Banchig, sta izšla par zadrugi Most lieta 2013.  Moreno Tomasetig je slovenski Cuffolu dnevnik spravu v strip , ki ga bomo v beneškoslovenskem dialektu obljavljali v vsaki številki Doma. To je šesto nadaljevanje.
Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1859) sugli eventi successi durante il conflitto nella Slavia. I diari sono stati raccolti nel volume «Moj dnevnik. La seconda guerra mondiale vista e vissuta nel “focolaio” della canonica di Lasiz», edito dalla Cooperativa Most. In questa puntata: il 26 gennaio 1938 don Cuffolo annota il fenomeno dell’aurora boreale che la sera precedente ha messo in subbuglio la popolazione della Slavia come quella dell’intera Europa. Nei ricordi degli anziani il «cielo rosso» ha sempre annunciato l’imminente arrivo di «grandi castighi divini», quali guerre, rivoluzioni, carestie, epidemie. È l’annuncio della catastrofe che sta per abbattersi sull’umanità. Ecco la sesta puntata.
5. puntata dal dom del 30 aprile
Riassunto 
Alla fine di luglio 1939 don Cuffolo desidera recarsi a Lubiana con alcuni confratelli per il congresso internazionale di Cristo Re.Per fortuna il maresciallo dei carabinieri è nuovo e,grazie anche al dono di un prosciutto,fa ottenere ai sacerdoti il passaporto per la Jugoslavia.Dopo il viaggio in treno,il 29 luglio don Antonio è a Lubiana,entusiasta di essere in una città slovena al cento per cento." Si meraviglia della bellezza del centro,dei bassi prezzi e dell'ospitalità.Anche tra gli altri congressisti italiani riscontra lo stesso stupore."Come può un popolo così piccolo organizzare un evento tanto grande e importante? " (6 continua)


15 mag 2015

5° puntata dei Diari di Cuffolo


Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1859) sugli eventi successi durante il conflitto nella Slavia. I diari sono stati raccolti nel volume «Moj dnevnik. La seconda guerra mondiale vista e vissuta nel “focolaio” della canonica di Lasiz», edito dalla Cooperativa Most. In questa puntata: il 26 gennaio 1938 don Cuffolo annota il fenomeno dell’aurora boreale che la sera precedente ha messo in subbuglio la popolazione della Slavia come quella dell’intera Europa. Nei ricordi degli anziani il «cielo rosso» ha sempre annunciato l’imminente arrivo di «grandi castighi divini», quali guerre, rivoluzioni, carestie, epidemie. È l’annuncio della catastrofe che sta per abbattersi sull’umanità. 
                         5° puntata

riassunto
Il 9 giugno 1939 don Cuffolo scrive dei malumori tra gli anziani per le avventure belliche di Mussolini.Poi si rallegra di aver consultato nell'archivio parrocchiale di San Pietro al Natisone il messale del 1741 in slavo antico scritto con i caratteri glagolitici.Il 14 giugno si reca a Gorizia mentre il 22 dello stesso mese fatica per acquistare al mercato nero ,a Udine, un etto di caffè, sostanza ormai introvabile.Il 9 luglio ospita in canonica il prof.France Bezlaj,che sta raccogliendo materiale etnografico sugli sloveni di Resia e della Slavia.Il 26 luglio si reca nell'alta valle dell'Isonzo,fino a Santa Lucia. (5-continua)


5 mag 2015

2. svetovna vojska v stripih/ La seconda guerra mondiale a fumetti

Sedandeset liet odtuod, lieta 1945  je končala druga svetovna vojska. Kar se je pred njo, med njo in po nji gajalo v Benečiji, je lazajnski famoštar g. Antonio Cuffolo (1889-1959) napisu v dnevnikah po slovensko in po italijansko. V drugi pregledani in dopunjeni izadaji, ki jo je urediu Giorgio Banchig, sta izšla par zadrugi Most lieta 2013.  Moreno Tomasetig je slovenski Cuffolu dnevnik spravu v strip , ki ga bomo v beneškoslovenskem dialektu obljavljali v vsaki številki Doma. To je četrto nadaljevanje.
Nel 70° della fine della seconda guerra mondiale (1945), Moreno Tomasetig ha trasformato in fumetto i diari del parroco di Lasiz, don Antonio Cuffolo (1889-1859) sugli eventi successi durante il conflitto nella Slavia. I diari sono stati raccolti nel volume «Moj dnevnik. La seconda guerra mondiale vista e vissuta nel “focolaio” della canonica di Lasiz», edito dalla Cooperativa Most. In questa puntata: il 26 gennaio 1938 don Cuffolo annota il fenomeno dell’aurora boreale che la sera precedente ha messo in subbuglio la popolazione della Slavia come quella dell’intera Europa. Nei ricordi degli anziani il «cielo rosso» ha sempre annunciato l’imminente arrivo di «grandi castighi divini», quali guerre, rivoluzioni, carestie, epidemie. È l’annuncio della catastrofe che sta per abbattersi sull’umanità.
Riassunto della quarta puntata
E' il 9 gennaio 1939,Don Cuffolo viene convocato a Udine,dove il questore gli contesta di aver ftto ascoltare  canti patriottici attraverso Radio Lubiana."Sono canti popolari",risponde il sacerdote."Ma sono canti sloveni.Voi e i bambini siete italiani",incalza l'alto funzionario fascista."Cittadini italiani di lingua slovena-ribatte don Cuffolo-.E poi la mia radio non funziona da 3 mesi.Gli informatori si fanno beffe di voi.Accompagnatemi a casa e verificate di persona".Sulla via del ritorno a casa e verificate di persona",Sulla via del ritorno il sacerdote è preoccupato della falsa dichiarazione rilasciata.Giunto a Lasiz cambia la valvola della radio con una bruciata. (4-continua)



1 feb 2015

Spunta il diario sulla Prima guerra/Čedermac v prvi svetovni vojni

Cuffolo da giovane
«Scoppiata la guerra tra l’Austria e la Serbia, molti italiani, pompati dalla stampa che da anni magnificava la bellezza, gli eroismi delle guerre russo-giapponese, balcanica e della Tripolitania, furono presi dalla fregola di guerra senza sapere neppure a chi. L’Europa si stava schierando in due campi opposti. La Germania si buttò subito dalla parte dell’Austria mentre Francia, Inghilterra e Russia si schierarono dalla parte della Serbia. L’Italia, che faceva parte della “Triplice alleanza”, avrebbe dovuto logicamente schierarsi coll’Austria e la Germania ma invece, sotto l’influsso della Massoneria inglese, si dichiarò esonerata dall’obbligo di aiutare l’Austria perché non era stata aggredita. Pur mancando agli obblighi dei patti della “Triplice”, l’Italia aveva scelto la via migliore per alzare il proprio prestigio, arricchire senza gli orrori della guerra. Ma la propaganda e il denaro degli alleati fecero nascere in Italia l’interventismo che aveva lo scopo di creare nel popolo italiano, apatico e non interessato alla lotta, la psicosi di guerra, l’odio contro il tedesco. Uno dei più bellicosi socialisti italiani, Benito Mussolini, fecondo giornalista ed oratore, che prima aveva aizzato le masse contro la guerra della Tripolitania, è conquistato dall’oro francese, fonda a Milano un giornale estremamente interventista, “Il popolo d’Italia”, ed ingaggia una lotta feroce contro i pacifisti che vogliono impedire all’Italia la liberazione dei fratelli oppressi di Trento e Trieste dalla tirannia austriaca. Polemiche, dimostrazioni pro e contro. L’Austria e la Germania avrebbero non solo perdonato all’Italia l’abbandono della “Triplice” ma le offrivano ciò che poteva desiderare dalla guerra: Trento e Trieste subito dopo la guerra – purché restasse neutrale. Queste offerte avevano ritardato l’intervento, ma la campagna interventista, alimentata dalla Francia e dall’Inghilterra, raddoppiava la propaganda: la guerra ad ogni costo! In Piemonte e giù per l’Italia l’opinione pubblica era per la guerra alla Francia, mentre l’Italia settentrionale era per la guerra all’Austria. Intanto il governo, pur affermando in ogni occasione la sua neutralità, armava febbrilmente l’esercito, dislocava truppe tanto verso il confine francese (poche) quanto verso il confine austriaco. Gli interventisti erano impazienti, creavano incidenti e spingevano il governo all’intervento. Per placarli, quantunque sapesse di esser impreparato e mancante di tutto, proclamò la mobilitazione». Questa lucida ed acuta sintesi della situazione politica venutasi a creare in Italia in seguito ai rumori di guerra che si erano alzati dopo l’attentato di Sarajevo, avvenuto il 28 giugno 1914 che costò la vita l’arciduca Franz Ferdinand, erede al trono d’Austria, e la moglie Sofia, principessa di Hohemberg, non è uscita dalla penna di uno storico di professione ma da quella di don Antonio Cuffolo (Platischis 1889 – Cividale 1959), che per quasi quarant’anni curò la piccola parrocchia di Lasiz (Pulfero) nella Val Natisone. Don Cuffolo stese queste note sulle pagine di un grosso quaderno, con copertina nera (14,5 x 20 cm), sul quale avrebbe voluto narrare le vicende della Prima guerra mondiale, ma si fermò alla 53ª facciata. Per mancanza di tempo, di motivazioni, di ispirazione? Non sapremo mai perché la sua penna si fermò su quella pagina dopo aver scritto la cronaca della sua breve permanenza a Canal di Grivò come cappellano agli inizi del 1915 e aver vergato il titoletto «Una domanda al ministero». Ma sulla Prima guerra mondiale don Cuffolo lasciò brevi appunti, quasi giornalieri, su un notes (10 x 15 cm) che ha portato con sé nei vari spostamenti dopo essere stato arruolato come cappellano militare: dalla partenza da Bologna il 15 maggio 1915 per Udine e poi per il fronte sul Collio sloveno fino al Natale di quell’anno quando svolgeva l’incarico di commissario prefettizio del comune di Mernico. Entrambi gli scritti rappresentano preziose testimonianze di prima mano: le prime scritte anni o, forse, decenni dopo i fatti narrati sulla scorta di appunti annotati giorno per giorno e arricchiti da una lettura interpretativa delle vicende e inquadrati nel contesto socio-politico dell’epoca, le seconde, rapide, brevi e precise annotazioni quotidiane su fatti, persone, luoghi, circostanze. Gli scritti di don Cuffolo, autore dei famosi diari sulla seconda guerra mondiale nelle Valli del Natisone, la seconda edizione dei queli è uscita a fine 2013 presso la cooperativa editrice Most, sono pubblicati dal quindicinale Dom. La prima puntata è uscita sull’edizione del 15 gennaio e la seconda su quella del 31 gennaio.
Duhovnik Antonio Cuffolo, ki je Francetu Bevku služil za vzor Čedermaca, je znan kot avtor dnevnikov o drugi svetovni vojni v Benečiji, ki ju je pod naslovom “Moj dnevnik” izadala založniška zadruga Most. Isti gospod Cuffolo je pa napisal tudi dnevnik o prvi svetovni vojni, v kateri je bil osebno soudeležen kot kurat pri italijanski vojski. Ob stoletnici “nepotrebne morije” dnevnik obljavlja petnajstdnevnik Dom. Prvo nadaljevanje je izšlo 15. januarja, drugo pa 31. januarja.

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