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10 mar 2017

CATERINA PERCOTO la contessa contadina (P.Valussi)

Caterina Percoto (Manzano, 12 febbraio 1812 – Udine, 15 agosto 1887) è stata una scrittrice e poetessa italiana. Nata a San Lorenzo di Soleschiano (Comune di Manzano, in provincia di Udine) in Friuli, da una nobile famiglia di avvocati, artisti e uomini di lettere, fu l’unica bambina di sette figli.
La carriera letteraria di Caterina Percoto ha inizio nel 1839, grazie a Don Comelli che inviò segretamente alla Favilla di Trieste il primo scritto di Caterina: un commento alla traduzione di Andrea Maffei di alcuni brani della Messiade di Klopstock. Iniziò così il rapporto di Caterina con l’editore Francesco Dall’Ongaro, che ben presto diventò suo mentore.
Immersa nei paesaggi friulani, sovrintendendo al lavoro nei campi e alla coltura dei bachi da seta, ritrasse nelle sue opere lo stagnante mondo di povertà del Friuli, sotto il dominio austriaco.
Nel 1841 apparirono sulla Favilla i primi racconti della Percoto. Dall’Ongaro la fa conoscere nel mondo letterario italiano. Nel 1847, dopo un viaggio a Vienna, iniziò il lungo contatto epistolare con Carlo Tenca. Ma con la Prima guerra di indipendenza, nel 1848, i suoi scritti divennero politicamente più impegnati, essendo rimasta sconvolta e testimone oculare dei cosiddetti “Fatti di Jalmicco”. Racconti come La donna di Osoppo e La coltrice nuziale, riscossero un grande successo negli ambienti patriottici.
Negli anni cinquanta, inoltre, iniziò a scrivere in lingua friulana, e dopo due anni di trattative con l’editore Le Monnier, il quale temeva che i titoli in friulano avrebbero infastidito gli Austriaci, nel 1863 uscirono due volumi di racconti.
fonte Liber liber

25 set 2016

Josip Osti esce un libro in italiano

Presto sarà pronto il nuovo bellissimo libro di Josip Osti "Tutti gli amori sono straordinari" tradotto magistralmente dalla grande Jolka Milič. Non perdete i versi di uno dei maggiori poeti europei contemporanei.
fonte:https://www.facebook.com/Casa-della-poesia-59116373008/



Josip Osti

Poeta, narratore, saggista, critico letterario, curatore di antologie e traduttore. Josip Osti, nato nel 1945, si è laureato alla Facoltà di Filosofia ed è stato redattore del giornale studentesco “Naši dani” (I nostri giorni), redattore nella casa editrice “Veselin Masleša”, segretario della Sezione dei letterati della città di Sarajevo, direttore della Manifestazione letteraria internazionale “I giorni di poesia di Sarajevo”, segretario dell’Associazione dei letterati della Bosnia ed Erzegovina, presidente dell’Associazione dei traduttori letterari della Bosnia ed Erzegovina e lettore/correttore nella casa editrice “Svjetlost”. È un libero artista, o, come ama dire lui stesso, vive d’amore e di ciò che scrive e traduce in Slovenia, tra Lubiana e Tomaj sul Carso, e in Bosnia ed Erzegovina, a Sarajevo.
Ha all’attivo dieci raccolte di poesie, libri di saggistica e critica letteraria, libri per l'infanzia e diverse antologie. Ha tradotto circa ottanta libri svolgendo un'operazione di continuo scambio tra la letteratura bosniaca e quella slovena. Le sue poesie sono presenti in numerose antologie e tradotte in più lingue (italiano, sloveno, turco, inglese, boemo, polacco, greco).
Sei le traduzioni italiane, "Barbara e il barbaro" (1995), "Il libro dei morti di Sarajevo" (1977), l’antologia "Con l’oro antico dei ricordi" (1977), "Poesie" (1999) e "Confliti – Poesia delle molte guerre" (2001). Ha ricevuto riconoscimenti per le traduzioni e molti premi letterari, tra i quali spicca il Premio Internazionale "Vilenica ’94".
Nel 2004 viene pubblicata dalla Multimedia Edizioni l’antologia trilingue "L'albero che cammina", la raccolta forse più importante e completa pubblicata in Italia, con traduzione in italiano di Jolka Milič.
È uno dei poeti più assidui e fedeli di Casa della poesia.
Ha preso parte alle varie edizioni degli "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo" (2002-2007), nel 2001 a "Il cammino delle comete" (Pistoia) e a "Poesia contro la guerra", nel 2002 a Sidaja, nel 2003 a "In Memoriam. Izet Sarajlic", nel 2005 "Pianeta Sarajevo", nel 2006 a "Poesia nel Borgo", nel 2007 a "VersoSud" (Reggio Calabria).
Nell'aprile 2008 è stato pubblicato dalla Multimedia Edizioni il suo nuovo libro "Rosa Mystica", scritto in sloveno e tradotto (con testo a fronte) in italiano sempre da Jolka Milič.

26 ago 2016

Oggi lo scrittore Boris Pahor compie 103 anni

da wikipedia
Oggi lo scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor  compie 103 anni,infatti è nato il 26 agosto 1913 .Quella volta Trieste era austro-ungarica ed era l'unico sbocco sul mare  dell'impero con capitale Vienna. Fu testimone delle discriminazioni verso gli sloveni a Trieste,a 7 anni assistette dalla sua casa di Contovello all'incendio del Narodni Dom.,simbolo degli sloveni triestini.Durante la 2* guerra mondiale fu internato nei lager in Francia e Germania..Intervistato dal Fatto Quotidiano ,racconta cento anni di storia attraverso la sua vita , passata attraverso le persecuzioni nazifasciste.
" I fascisti mi impedirono di essere sloveno e i nazisti mi hanno portato nei campi di concentramento.Una volta a Trieste i manifesti e gli annunci erano scritti in 3 lingue:tedesco,italiano e sloveno.I fascisti sono gli autori di un genocidio culturale.A 7 anni mi hanno costretto a imparare una lingua che non conoscevo e tutte le mie opere raccontano una storia che nessuno si è preoccupato di raccontare bene."
I primi riconoscimenti li ebbe dalla Francia con  la Legion d’Onore da parte del presidente della Repubblica francese,in Italia dopo l'apparizione in Tv con il programma di  Fabio Fazio "Che tempo che fa" ebbe vari premi .così pure  fece la Slovenia che lo riabilitò.

Tanti auguri Boris Pahor -Vse najbolše Boris Pahor !!!

rielaborazione di vari articoli  di giornale

per saperne di più vai qui https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Pahor



9 lug 2016

DINO DURIGATTO




Dino Durigatto è uno scrittore e grafico pubblicitario.
Dal 1989 attivo con opere e partecipazioni ad eventi. Ho davvero poco tempo per dedicarmi a questo piacere, ma ogni giorno, da più di vent'anni, mi occupo di colori, immagini, storie buone e meno edificanti in ambito pubblicitario. 
Il Dio per me sarà il Dio della liberazione di tutti, e lo ritroverò, prima della realtà liberata, in seno all'Uno-Tutti, compresenza di tutti gli esseri vivi e spezzati o scacciati come gatti sporchi ai valori, ai valori piú puri, come questa alta musica che sto ora ascoltando, lo troverò lì, nell'intimo, sofferente alla realtà-società-umanità cosí come sono, e liberante con mitezza intrepidissima. 
Aldo Capitini 

Non vive in una grande città Dino Durigatto. Eppure anche lui si è ritrovato a vedere sempre più spesso uomini e donne suonare uno strumento, chiedere un “denaro” sotto un portico, vicino ad un’entrata di richiamo, sul selciato d’una chiesa. 
Non gira la testa, però, con sussiego, pietà o rabbia; osserva, con attenzione, con stupore, con curiosità, mai con pietismo o buonismo perché sa riconoscere la dignità dell’uomo, sa donare il rispetto. Con parole vivide e pregnanti traccia ritratti che aprono la mente: “riconosco il pensiero ossesso dell’essere indicato”, “lo stomaco che si chiude giunge fino agli occhi”… 
Invita a seguirlo. Ma avverte di andarci piano per riconoscere le ombre immerse in questi “tempi strani”, animati da fedi diverse: in Dio, nell’acquisto, nella patria. R.O. 
fonte:http://www.equilibriarte.net/profile/durigatto


(Nato a Tarcento nel 1956 vive e Lavora Tra Udine e la collina)
Vive e lavora tra Udine e Tarcento dove esercita la professione di Art Director e l’insegnamento della grafica. La ricerca espressiva che l’autore manifesta nella sua parsimoniosa produzione dedicata alla “forma” artistica è sempre stata caratterizzata dalla creatività e dalla sperimentazione. Un elemento che fin dall’inizio appare nei suoi lavori è il linguaggio dei simboli e dei segni, intimamente legati in funzione della conoscenza umana come momento d’interpretazione del mondo, delle cose,  e della propria interiorità. Durigatto si esprime anche con la scrittura creativa: “Pillole altre fantasie” (1997),“Passaggi di un umano andare” (2004); “Risorse Mobili (2009), Il mare di Vienna (2014) e “Figli della stessa Fonte” illustrazione sulla genealogia delle tre religioni teosofiche (2007). Sue opere sono presenti presso chi le ha colte e apprezzate.
BLOG :https://durigatto.wordpress.com/

OPERE http://www.equilibriarte.net/profile/durigatto/works

BLOG http://www.equilibriarte.net/profile/durigatto/blog

LIBRI   :Pillole e altre fantasie

Durigatto Dino  - edizioni Campanotto collana Zeta narrativa. Prosa ital. contemporanea

Il mare di Vienna. Cronache di anime in treno

 

Durigatto Dino - edizioni Calembour Libri  

23 lug 2015

PETER SEMOLIČ



                                                        Pred praznim listom papirja 06


Belo, belo …

Tih poletni večer. Katja bere, sedim za računalnikom. Po dnevih dežja se je poletje končno vrnilo. Zrak in veje dreves v parku pod oknom mirujejo v prijetni toploti.

Belo, belo …

 Z igrišča onkraj parka se sliši vzklike otrok, ki igrajo košarko ali nogomet, in vrisk vlaka z železniške postaje. Ljudje prihajajo in odhajajo in se vračajo … 

Belo, belo … 

Ulice za železniško postajo se spuščajo proti centru mesta, proti reki, nabrežje Ljubljanice se zdaj zagotovo že polni, pomislim, in odprem nov dokument v wordu. Prijatelji srečujejo prijatelje, srečujejo se pari, znanci, skupine turistov iščejo primeren bife za večerno pivo. Spodaj se v betonskem koritu vali Ljubljanica, vse bolj temna pod temnečim se nebom. 

Belo, belo …continua qui http://www.poiesis.si/tag/peter-semolic/

Davanti ad un foglio vuoto 06

Bianco, bianco ...
Una silenziosa serata estiva. Katja legge, io sto seduto al computer. Dopo giorni di pioggia, è ritornata finalmente l'estate. L'aria ed i rami degli alberi ,nel parco sotto alla finestra ,sono calmi  in un'atmosfera piacevolmente calda.
Bianco, bianco ...
Dal parco giochi si sentono  grida di bambini che giocano a basket o a calcio, e  dalla stazione ferroviaria fischia il treno.Le persone vanno, vengono e ritornano ...
Bianco, bianco ...
Le strade dietro alla stazione confluiscono verso il centro della città, verso  il fiume,verso  le rive della Ljubljanica,ora sono certamente affollate, penso, ed apro un nuovo documento in Word.Gli amici incontrano gli amici ,s'incontrano le coppie, i conoscenti, i gruppi di turisti in cerca di un bar per una birra serale. Sotto, nel letto di cemento ,scorre la Ljubljanica  sempre più scura sotto  un cielo che si sta rabbuiando.
Bianco, bianco...

traduzione di olgica


"Ljubljana in Ljubljanica" by Petar Milošević - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ljubljana_in_Ljubljanica.jpg#/media/File:Ljubljana_in_Ljubljanica.jpg


Peter Semolič (1967) ha studiato linguistica e sociologia all'università di Lubiana.E' poeta, scrittore, autore di radiodrammi, saggista e traduttore. Fino ad ora, ha pubblicato dodici libri separati di poesia e un romanzo per bambini , il suo lavoro si trova in una cinquantina di antologie, sia in Slovenia che all'estero. Per il suo lavoro ha ricevuto diversi premi, tra cui il Premio Jenko (1997) e il Premio Preseren Fund (2001). E 'co-fondatore del blog "poiesis" e membro fondatore della Società Culturale e Arti poiesis, ha partecipato più volte a "Postaja Topolò"
Vive a Lubiana come scrittore freelance.

5 lug 2015

Mauro Covacich vince il Premio Strega 2015


Con il libro "La sposa "Mauro Covacich vince il Premio Strega 2015 .

La sposa è un libro di autofiction, come afferma Walter Siti, che considera la cronaca come un prolungamento della propria autobiografia. E dalla cronaca trae ispirazione per provare a capire cosa sta cambiando nel mondo, quali sono le grandi mutazioni di cui «noi siamo cavie».
Il tema principale è quello della fiducia. I protagonisti del libro di Mauro Covacich si mostrano indifesi, reali, in un mondo che viene stimato molto aggressivo e opporsi a una specie di cinismo paranoico, che vede il mondo occidentale chiudersi all’Altro e alle esperienze in generale.
«Due sconosciuti in attesa di sparare durante un safari umano. Un’artista vestita da sposa che attraversa l’Europa in autostop. Un giovane sacerdote, ignaro del suo futuro di papa, in un drammatico corpo a corpo con il desiderio. Gli attentati compiuti nei supermercati da un tranquillo padre di famiglia con la passione per gli esplosivi. Fatti realmente accaduti che si fondono a invenzioni folgoranti e brevi digressioni autobiografiche in un unico flusso di pensieri sul presente.»
fonte:http://www.booktobook.it/interviste-scrittori-autori-italiani-scrittori-stranieri/il-candidato-al-premio-strega-2015-mauro-covacich-presenta-la-sposa/?refresh_ce-cp

Mauro Covacich (Trieste, 1965) è uno scrittore italiano.
Studia filosofia a Trieste, dove si laurea nel 1990 con una tesi su Gilles Deleuze. L'anno seguente si trasferisce a Pordenone e comincia a insegnare nei licei pubblici della provincia, entrando in ruolo poco più tardi.
Esordisce nel 1993 con Storie di pazzi e di normali, al quale seguono Colpo di Lama (Neri Pozza, 1995), Mal d'autobus (Tropea, 1997), Anomalie (Arnoldo Mondadori Editore, 1998, 2001), e La poetica dell'Unabomber (Theoria, 1999) che è una raccolta di reportage.
Nel 1999, in seguito a questi suoi primi lavori di narratore, l’Università di Vienna gli conferisce l’Abraham Woursell Prize, una borsa di studio triennale che gli consente di effettuare periodi di “writer in residence” in numerose università europee e statunitensi. Grazie a questo riconoscimento, nel 2000 abbandona l’insegnamento per dedicarsi interamente alla scrittura.
L'anno successivo esce il suo romanzo L'amore contro (Arnoldo Mondadori Editore, 2001), poi ripubblicato da Einaudi....continua qui https://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Covacich

19 mag 2015

Celso Macor, oltre i confini...

Martedì 19, ore 18, ricordo di Celso Macor

Martedì 19 maggio alle ore 18 al Kulturni dom, ci sarò una tavola rotonda per ricordare il poeta Celso Macor, a novant'anni dalla nascita. Interverranno Lorenzo Boscarol, Mauro Ungaro, Jurij Paljk, Andrea Bellavite, Marco Menato e Igor Komel.
 Per richiamare l'appuntamento, ma soprattutto per lasciare a lui la parola, ecco un suo scritto di vent'anni fa, tratto dalla pubblicazione di un colloquio con Paolo Iancis. Sono concetti particolarmente attuali, tenuto conto del clima di questi giorni goriziani.


Si è perduto tanto sangue per un confine che è sempre una spartizione contro natura e controstoria; spartizione, però, che nella sua assurdità costringe popoli ed etnie a vivere insieme e a tenere saggio conto gli uni degli altri. I confini potevano avere un senso quando veramente segnavano una barriera di difesa contro la prepotenza, contro chi minacciava l’indipendenza e la libertà. Oggi che tutto questo si sa che dovrà regolarsi su altri equilibri, i confini sono solo una violenza al diritto dell’uomo alla sua umanità. A cinquant’anni dalla guerra, mezzo secolo che ha percorso il tempo di un’era, in una prospettiva che non è solo europea ma da governo del mondo, i confini sono sorpassati. Questo, in generale. Personalmente, poi, io vivo e sento “al di là” dei confini; nell’utopia, se si vuole. Ubbidisco alle leggi, ma non le sento quando violentano la mia anima che considera la terra senza recinti. L’uomo è fratello anche nella diversità; anzi la sua diversità è comune ricchezza spirituale… (C. Macor, 11.02.1995) fonte forum gorizia blogspot

immagine dal web
Poeta, scrittore, saggista, Celso Macor è nato a Versa (Romans d’Isonzo) e scomparso a Gorizia il 28 novembre 1998. Autore di saggi di carattere letterario sull’opera di Franco de Gironcoli ed altri, di studi di interesse storiografico ed ambientale sull’Isonzo e sul Friuli goriziano. 

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