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12 gen 2016

Poesia di Peter Semolič :PADRE / OČE

PADRE
Stanotte
ti ho sognato,
padre.
Sotto le parvenze d'un cervo
sei entrato nei miei
sogni,
ergendoti in cima
a un colle
erboso.
Ti ho chiamato
per nome,
padre.
Ti ho chiamato
con la parola: padre.
Ho detto:
Guarda,
i miei occhi sono
due fiori roridi
in riva a un torrente
montano.
Vieni
e la tua calda
lingua di cervo
asciughi la rugiada
che è caduta
sui miei
occhi.
Tu invece stavi
come in un altro
mondo,
come in altri
sogni,
in cima al colle,
ricoperto d'erba.
Scuotendo
le tue possenti
corna
sei sparito nella bianca
nuvola
dei sogni
di nessuno.

traduzione  dallo sloveno di Jolka Milič

OČE

To noč
sem sanjal o tebi,
oče.
V podobi jelena
si prišel v moje
sanje
in se ustopil vrh
travnatega
griča.
Poklical sem te
po imenu,
oče.
Poklical sem te
z besedo: oče.
Rekel sem:
Glej,
moji očesi sta
dva mokra cvetova
ob gorskem
potoku.
Pridi
in tvoj topli
jelenji jezik
naj osuši roso,
ki je padla
na moje
oči.
Ti pa si stal
kot v nekem drugem
svetu,
kot v nekih drugih
sanjah,
vrh griča,
poraslega s travo.

Otresel si s svojim
mogočnim
rogovjem
in izginil v belem
oblaku
nikogaršnjih
sanj.

Peter Semolič

Marezige,12 januar 1990

23 lug 2015

PETER SEMOLIČ



                                                        Pred praznim listom papirja 06


Belo, belo …

Tih poletni večer. Katja bere, sedim za računalnikom. Po dnevih dežja se je poletje končno vrnilo. Zrak in veje dreves v parku pod oknom mirujejo v prijetni toploti.

Belo, belo …

 Z igrišča onkraj parka se sliši vzklike otrok, ki igrajo košarko ali nogomet, in vrisk vlaka z železniške postaje. Ljudje prihajajo in odhajajo in se vračajo … 

Belo, belo … 

Ulice za železniško postajo se spuščajo proti centru mesta, proti reki, nabrežje Ljubljanice se zdaj zagotovo že polni, pomislim, in odprem nov dokument v wordu. Prijatelji srečujejo prijatelje, srečujejo se pari, znanci, skupine turistov iščejo primeren bife za večerno pivo. Spodaj se v betonskem koritu vali Ljubljanica, vse bolj temna pod temnečim se nebom. 

Belo, belo …continua qui http://www.poiesis.si/tag/peter-semolic/

Davanti ad un foglio vuoto 06

Bianco, bianco ...
Una silenziosa serata estiva. Katja legge, io sto seduto al computer. Dopo giorni di pioggia, è ritornata finalmente l'estate. L'aria ed i rami degli alberi ,nel parco sotto alla finestra ,sono calmi  in un'atmosfera piacevolmente calda.
Bianco, bianco ...
Dal parco giochi si sentono  grida di bambini che giocano a basket o a calcio, e  dalla stazione ferroviaria fischia il treno.Le persone vanno, vengono e ritornano ...
Bianco, bianco ...
Le strade dietro alla stazione confluiscono verso il centro della città, verso  il fiume,verso  le rive della Ljubljanica,ora sono certamente affollate, penso, ed apro un nuovo documento in Word.Gli amici incontrano gli amici ,s'incontrano le coppie, i conoscenti, i gruppi di turisti in cerca di un bar per una birra serale. Sotto, nel letto di cemento ,scorre la Ljubljanica  sempre più scura sotto  un cielo che si sta rabbuiando.
Bianco, bianco...

traduzione di olgica


"Ljubljana in Ljubljanica" by Petar Milošević - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ljubljana_in_Ljubljanica.jpg#/media/File:Ljubljana_in_Ljubljanica.jpg


Peter Semolič (1967) ha studiato linguistica e sociologia all'università di Lubiana.E' poeta, scrittore, autore di radiodrammi, saggista e traduttore. Fino ad ora, ha pubblicato dodici libri separati di poesia e un romanzo per bambini , il suo lavoro si trova in una cinquantina di antologie, sia in Slovenia che all'estero. Per il suo lavoro ha ricevuto diversi premi, tra cui il Premio Jenko (1997) e il Premio Preseren Fund (2001). E 'co-fondatore del blog "poiesis" e membro fondatore della Società Culturale e Arti poiesis, ha partecipato più volte a "Postaja Topolò"
Vive a Lubiana come scrittore freelance.

6 mar 2014

Poesie d'oltreconfine:PETER SEMOLIČ

                                     http://www.atelierpoesia.it/?p=178491127
PONOVITVE
Svet je za zdaj še prazen in skoraj neviden
pod črnim nebom.
Rabiva zvezde, rečeš, in jih s čarobnim prstom
napikaš v praznino.
Potem izrišeš sonce in luno in snop svetlobe,
ki pada od sonca na luno.
Z božajočo kretnjo svoje desnice vzvaloviš pokrajino
in sredi nje ustvariš tolmun v obliki srca.
To je najin kotiček, rečeš, najina presečna množica,
in me povabiš sabo v toplo in vendar osvežujočo vodo.
Sploh ne vem, kdaj si posadila rože in drevesa
in grmovje – temno zeleni rob,
ki naju loči od vsega, kar v tistem hipu nisva midva.
Če sploh obstaja kaj, kar nisva midva …
Če je sploh obstajalo kaj, kar nisva bila midva … 
Toliko let kasneje, privezan k mizi kot Tateov opičjak,
poskušam ponoviti tvoje kretnje –
majhna lesena koča sredi brezovega gaja,
pred njo ogenj, v katerem prasketajo koruzni storž,
zgodnji kostanj, nikoli dogorjeni spomini nate.
                                                                                         Ljubljana, 17. oktober 2011



RIPETIZIONI
Il mondo è per ora ancora vuoto e quasi invisibile
sotto il nero cielo.
Ci vorrebbero stelle, dici, e con il dito magico
fai dei punti nel vuoto.
Poi disegni il sole e la luna ed un fascio di luce
che cade dal sole sulla luna.
Con un gesto amorevole della mano destra tracci l’onda del paesaggio
ed al centro di esso crei un tonfano a forma di cuore.
Questo è il nostro piccolo spazio, dici, la nostra massa longitudinale,
e mi inviti a te in una calda ma rinfrescante acqua.
Proprio non so quando hai piantato i fiori e gli alberi
e gli arbusti – un ciglio verde scuro
che ci separa da ogni cosa non siamo in quel momento.
Se davvero esiste qualcosa che noi due non siamo …
Se è mai esistito qualcosa che non siamo stati …
Anni dopo, legato ad un tavolo come lo scimmione di Tate,
provo a ripetere i tuoi gesti –
un piccolo rifugio in legno al centro di un bosco di betulle,
davanti ad esso il fuoco nel quale crepitano le pannocchie di granoturco,
le prime castagne, i ricordi mai arsi di te.
traduzione di Michele Obit
                                                                                         Lubiana, 17 ottobre 2011
Peter Semolič, è nato a Ljubljana nel 1967. E’ autore di sei libri di poesia Tamarisk (1991), The Roses of Byzantium (1994), House Made of Words (1996), Circles Upon the Water (2000), Questions About the Path (2001) and Border (2002). Ha ricevuto molti premi per il suo lavoro, inclusi i due più importanti in Slovenia  lo Jenko’s Poetry Prize e il Prešeren Prize.


2 apr 2013

Poesia d'oltre confine:Slovenia

*Tromostovje-i tre ponti
f.to web


LJUBLJANA
Presunilo me je,da ne vem,
v katero smer teče reka
mojega rojstnega mesta.
Sva sedela na levem
ali na desnem bregu,
ko sem si želel
pridobiti prostor
v tvoji postelji
in hkrati odvezo
za svoje srce?
Ti si to vedela.
Rekla si: "Nobenih igric.
Ljubezen se giblje
v skladu s svojo
naravo. Kot reka."
Ko si odšla,
ti nisem znal
določiti smeri.
Si šla proti izviru,
proti izlivu?
Kje naj te iščem...
Hočem verjeti, da je
sveta nekje konec in
da tam vse vode
grmijo v brezno,
ki nima dna.

Peter Semolič


    Lavrica, jesen 1993

LJUBLJANA
Mi ha turbato
di non sapere
in quale senso corre il fiume
della mia città natale.
Sedevamo sulla riva
sinistra o sulla destra
quando smaniavo
di ottenere un posto
nel tuo letto
e assieme l'assoluzione
per il mio cuore?
Tu sapevi tutto questo.
Hai detto: "Niente giochetti.
L'amore si muove
in armonia con la sua
natura. Come il fiume".
Quando te ne sei andata,
non sapevo stabilire
la tua direzione.
Andavi verso la fonte,
verso la foce?
Dove dovrei cercarti...
Voglio credere che il mondo
finisca da qualche parte e che là
tutte le acque precipitino
fragorose in un abisso
senza fondo.

    Lavrica, autunno 1993


*I ponti di Tromostovje di Plečnik sono di sicuro l'apice dell'ordinamento della riva del fiume 
Ljubljanica. Il ponte medio che sostituỉ quello antico fatto di legno è stato costruito nel 1842.
 Per il fatto che tra il ponte e le porte della cittả vi era molto traffico giả allora, l'architetto Plečnik
 aggiunse tra gli anni 1929/30 altri due ponti per i pedoni . Fino alla riva del fiume ci porta 
la scalinata di Gerber. Il ponte centrale continua sulla via Stritar che porta al Palazzo comunale
 tra Kresija e il Palazzo di Filippo.
fonte web

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