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29 feb 2020
29 mar 2018
Sejem založništva v jezikih dežele FJK - L’editoria nelle nostre lingue in fiera
Anche il Comune di Cividale del Friuli si inserisce nel calendario di eventi previsti per la “Fieste de Patrie dal Friûl” con il progetto “Libris tal scansel-Skrite knjige – Salone dell’editoria nelle lingue del Friuli Venezia Giulia” che verrà ospitato nei prestigiosi spazi di Palazzo de Nordis dal 6 all’8 aprile.
L’iniziativa è stata realizzata, con il sostegno dell’Arlef, dagli Sportelli di lingua e cultura friulana e slovena del Comune di Cividale del Friuli, in collaborazione con lo Sportello friulano dell’U.T.I. del Natisone, anch’esso operativo presso gli uffici comunali cividalesi.
“Il Salone si pone l’obiettivo di portare all’attenzione del grande pubblico l’editoria in lingua minoritaria – spiega l’assessore Daniela Bernardi – ponendo Cividale del Friuli al centro della realtà multilingue del nostro territorio regionale”.
Esso, infatti, intende valorizzare le produzioni editoriali in lingua friulana e slovena realizzate in regione e darà la possibilità a diverse realtà del territorio di promuovere la propria produzione editoriale in stand dedicati. Nella mostra-mercato verranno proposti libri, cd, dvd e periodici, anche rari e fuori catalogo, oltre agli elaborati, in numeri unici, di scuole ed associazioni.
L’iniziativa è stata realizzata, con il sostegno dell’Arlef, dagli Sportelli di lingua e cultura friulana e slovena del Comune di Cividale del Friuli, in collaborazione con lo Sportello friulano dell’U.T.I. del Natisone, anch’esso operativo presso gli uffici comunali cividalesi.
“Il Salone si pone l’obiettivo di portare all’attenzione del grande pubblico l’editoria in lingua minoritaria – spiega l’assessore Daniela Bernardi – ponendo Cividale del Friuli al centro della realtà multilingue del nostro territorio regionale”.
Esso, infatti, intende valorizzare le produzioni editoriali in lingua friulana e slovena realizzate in regione e darà la possibilità a diverse realtà del territorio di promuovere la propria produzione editoriale in stand dedicati. Nella mostra-mercato verranno proposti libri, cd, dvd e periodici, anche rari e fuori catalogo, oltre agli elaborati, in numeri unici, di scuole ed associazioni.
Saranno presenti iniziative editoriali che spaziano dai libri per l’infanzia a quelli fotografici, dai saggi alla poesia, dai volumi di storia e cultura locale alla narrativa; saranno segnalate anche tutte le risorse on-line utili a reperire materiali didattici, pubblicazioni, filmati, cartoni animati e musica nelle lingue del Friuli Venezia Giulia.
Il Salone verrà inaugurato venerdì 6 aprile alle ore 10.00 ed ha in programma ogni pomeriggio momenti dedicati all’infanzia con letture animate e laboratori: venerdì alle ore 17.00 si darà voce alle pravce, racconti della Benecia; sabato alle ore 15.30 sarà la volta “des contis in furlan”, cui seguirà un laboratorio con l’illustratore Moreno Tomasetig, mentre domenica alle ore 16.30 lo spazio d’incontro sarà dedicato ai più piccoli, con la presentazione della collana di libri cartonati di Free & Ulli.
Sabato mattina, a partire dalle ore 9.00, ci sarà un focus sull’utilizzo delle lingue minoritarie nella didattica, con la presentazione di diverse esperienze sul campo da parte di insegnanti della scuola primaria e secondaria.
Le serate, con inizio dalle ore 18.00, saranno invece dedicate al rapporto fra musica e lingue minoritarie, con il dibattito e la proiezione del video di Suns Europe di Marco d’Agostini (venerdì), al poeta friulano Leonardo Zannier (sabato), mentre domenica mattina alle ore 10.30 verrà presentata la collana Koderjana, nata dall’esperienza di Stazione Topolò.
Sabato mattina, a partire dalle ore 9.00, ci sarà un focus sull’utilizzo delle lingue minoritarie nella didattica, con la presentazione di diverse esperienze sul campo da parte di insegnanti della scuola primaria e secondaria.
Le serate, con inizio dalle ore 18.00, saranno invece dedicate al rapporto fra musica e lingue minoritarie, con il dibattito e la proiezione del video di Suns Europe di Marco d’Agostini (venerdì), al poeta friulano Leonardo Zannier (sabato), mentre domenica mattina alle ore 10.30 verrà presentata la collana Koderjana, nata dall’esperienza di Stazione Topolò.
Domenica 8 aprile, inoltre, dalle 10.00 alle 14.00 in piazza Duomo, si svolgerà il primo raduno regionale di auto elettriche, con arrivi da Slovenia e Austria: anche in questo caso le informazioni verranno veicolate in friulano, sloveno e tedesco, per promuovere in tutte le lingue regionali la mobilità sostenibile.
Il programma completo dell’iniziativa è reperibile sul sito del Comune di Cividale del Friuli (www.cividale.net – sezione news), mentre gli aggiornamenti verranno pubblicati su Facebook nell’evento dedicato.
Info: sportello.sloveno@cividale.net – sportello.friulano@cividale.net – 0432 710465. (http://www.cividale.net)
Il programma completo dell’iniziativa è reperibile sul sito del Comune di Cividale del Friuli (www.cividale.net – sezione news), mentre gli aggiornamenti verranno pubblicati su Facebook nell’evento dedicato.
Info: sportello.sloveno@cividale.net – sportello.friulano@cividale.net – 0432 710465. (http://www.cividale.net)
26 set 2016
MULTILINGUISMO IN ITALIA
L'Italia è un paese storicamente multilingue. Secondo una recente ricerca dell'UNESCO, all'interno del territorio italiano esistono ben 31 sistemi linguistici autòctoni (spesso erroneamente chiamati "dialetti").
Oltre ad avere un valore inestimabile dal punto di vista culturale e identitario, queste lingue hanno un grandissimo potenziale educativo che viene spesso ignorato. Molti genitori sono restii all'idea di insegnare la lingua del patrimonio regionale ai loro figli, privandoli così degli innumerevoli vantaggi portati dal bilinguismo infantile.
Lo scopo di questo sito è quello di aiutare le famiglie italiane a conoscere e capire l'importanza del bilinguismo regionale, servendoci delle ultime ricerche scientifiche per separare i miti dalla realtà.
Oltre ad avere un valore inestimabile dal punto di vista culturale e identitario, queste lingue hanno un grandissimo potenziale educativo che viene spesso ignorato. Molti genitori sono restii all'idea di insegnare la lingua del patrimonio regionale ai loro figli, privandoli così degli innumerevoli vantaggi portati dal bilinguismo infantile.
Lo scopo di questo sito è quello di aiutare le famiglie italiane a conoscere e capire l'importanza del bilinguismo regionale, servendoci delle ultime ricerche scientifiche per separare i miti dalla realtà.
"La normalità in questo pianeta è il plurilinguismo"
Prof. Andrée Tabouret-Keller (Université Louis Pasteur, Strasburgo)
Prof. Andrée Tabouret-Keller (Université Louis Pasteur, Strasburgo)
In tutti gli angoli del mondo ci sono bambini che crescono in situazioni sociali dove si parla più di una lingua. Sfortunatamente, nella maggior parte del territorio italiano il bilinguismo è sempre stato visto come una cosa strana, o addirittura 'pericolosa' per lo sviluppo del bambino, ed è tuttora circondato da molte credenze negative e da convinzioni infondate. Questo è spesso dovuto alla mancanza di informazione, per cui ci siamo impegnati a preparare questo sito per informare il pubblico sui benefici del bilinguismo infantile, ma anche per incoraggiare il sostegno del bilinguismo tra italiano e lingua regionale da parte delle famiglie, degli educatori, e di chiunque altro abbia a cuore il futuro dei bambini.
20 lug 2016
Lingue e dialetti
Innanzitutto va sempre premesso che la definizione "italiana" di "dialetto" è rifiutata dalla linguistica internazionale in quanto discriminatoria, mentre l'unico concetto di "dialetto" accettato è quello anglosassone, ovvero: "i 'dialects' sono varianti intralinguistiche appartenenti ad una precisa famiglia linguistica in un dato continuum linguistico geografico, e sono relazionati alla 'forma linguistica di riferimento' (standard o koinè), solo quando condividono gli stessi caratteri strutturali e la stessa storia della lingua standard (talune famiglie possono presentare più di una forma 'standard', ovvero un diasistema); solo in questo senso è dunque lecito parlare di "dialetto di un continuum linguistico" poiché equivale a parlare di una varietà linguistica intelligibile con le altre del gruppo a cui è ascritta."
immagine dal web
Una lingua si può considerare invece, dal punto di vista sociolinguistico, come un insieme di varietà (o varianti) linguistiche aventi un nucleo comune e una costellazione di elementi e fenomeni particolari che le distinguono l’una dall'altra; varietà che può essere anche particolarmente spiccata.
Anche il repertorio linguistico di una comunità va generalmente considerato come una somma di varietà linguistiche appartenenti allo stesso o a differenti sistemi linguistici, e queste sono: varietà diacroniche (la cui differenziazione si situa lungo l’asse del tempo), varietà diatopiche ( differenziate in base alla collocazione geografica), varietà diastratiche (differenziate in base all'appartenenza dei parlanti a diverse classi o gruppi sociali), varietà diafasiche (differenziate in base alle situazioni di impiego della lingua, come ad es. il gergo tecnico, medico, legale, etc.), e varietà diamesiche (differenziate in base al mezzo o canale di comunicazione (lingua parlata e lingua scritta).
Le varietà linguistiche hanno dunque uno status differenziato all'interno della comunità parlante (Ammon 1989; Berruto 1995: 201-227), e una varietà linguistica può fungere da indicatore sociale: attraverso la varietà che parlano, i membri di una comunità rivelano e possono affermare, in maniera conscia o inconsapevole, la propria identità socioculturale; inversamente, l’uso di una varietà di lingua fornisce indicazioni sulla collocazione socioculturale del parlante.
Ogni lingua ha dunque al suo interno differenziazioni collegate con fattori sociali ed extra-linguistici ed è articolata in varietà, che rappresentano le diverse attualizzazioni, ognuna distinta per alcuni tratti dalle altre, in cui si manifesta concretamente il sistema della lingua nei suoi impieghi presso una comunità. Una varietà di lingua si può definire come un insieme coerente di elementi (forme, strutture, tratti, ecc.) di un sistema linguistico che tendono a presentarsi in concomitanza con determinati caratteri extra-linguistici, sociali (Berruto 2004).
È quindi sempre un’entità che presuppone una correlazione tra fatti linguistici e fatti non linguistici, e deve essere caratterizzata sulla base di entrambi. Una definizione più tecnica di varietà di lingua è: "un insieme solidale di varianti di variabili sociolinguistiche".
L’articolazione di una lingua in varietà di diverso genere fu riconosciuta già da importanti autori di fine Ottocento, come H. Paul e W.D. Whitney, e compiutamente teorizzata dalla sociolinguistica, soprattutto europea, nella seconda metà del XX secolo. Le lingue nascono e si evolvono spontaneamente; quelle che diventano "ufficiali" di uno Stato lo diventano per diversi motivi che possono essere: il maggior grado di intellegibilità con le altre (es. l'hochdeutsch scelto da Lutero come "lingua franca" per tutti i popoli tedeschi); l'essere la lingua dell'etnia politicamente e militarmente dominante (es. il russo); oppure essere la lingua dell'intera comunità nazionale che compone lo Stato (in questo caso vi è perfetta identità tra Stato e Nazione...ma non mi viene alcun esempio in mente parlando di paesi europei); finito di parlare di lingue "naturali" divenute ufficiali, passiamo alle lingue "composite", che possono essersi formate in maniera più o meno spontanea combinando elementi di miglior resa semantica ed intellegibilità dalle varie varianti che la compongono (come il greco koiné e le lingue "mercantili" come il veneziano coloniale o il triestino), oppure letteralmente "assemblate scientemente in laboratorio come il mostro di Frankenstein" (ovvero l'italiano "standard" moderno, creato artificialmente per scopi politici).- dal web
14 mar 2016
NON E' MAI TROPPO TARDI...
Voglio dire / Hočem reči
L’essere bilingui allontana la comparsa di demenza senile di 4-5 anni e in caso di ictus raddoppia la probabilità di un pieno recupero della funzionalità cerebrale
CORRIERE.IT
27 set 2015
IL PLURILINGUISMO
Sono piú di 6mila le lingue parlate nel mondo. Oggi tutti sono molto interessati ad imparare una lingua straniera.
Conoscere piú di una lingua e` importante perchè le persone protranno avere molte possibilitá di trovare un lavoro,si imparano le lingue straniere per diverse ragioni che possono essere: pratiche, aspirazionali, intellettuali e persino sentimentali.
Ci sono circa 225 lingue indigene in Europa – il 3% delle lingue mondiali. La maggior parte di esse è di origine indoeuropea, inoltre con l’arrivo di immigrati e rifugiati essa ha accresciuto il suo multilinguismo. Nella sola Londra si parlano 300 lingue.
Secondo un sondaggio europeo “Gli europei e le loro lingue” il 56% dei cittadini europei (Ue a 25 membri) parla una lingua diversa dalla propria lingua madre, il 28% padroneggia due lingue straniere, il 38% sa l’inglese, il 14% sa il francese o il tedesco.
Il tipico europeo che parla più lingue è uno studente, un manager o è nato in un paese la cui lingua è diversa da quella dei genitori.
La Ue propugna una politica multilinguistica, sia nei suoi lavori istituzionali, sia come scopo per i suoi cittadini.
La UE si è prefissata come obiettivo quello di far imparare ai bambini almeno due lingue in giovane età. Il multilinguismo in Europa è legato alla mobilità dei lavoratori e all’economia.
L’Ue investe più di 30 milioni di euro all’anno per promuovere l’apprendimento delle lingue e la diversità linguistica .Il tipico europeo che parla più lingue è uno studente, un manager o è nato in un paese la cui lingua è diversa da quella dei genitori.
La Ue propugna una politica multilinguistica, sia nei suoi lavori istituzionali, sia come scopo per i suoi cittadini.
La UE si è prefissata come obiettivo quello di far imparare ai bambini almeno due lingue in giovane età. Il multilinguismo in Europa è legato alla mobilità dei lavoratori e all’economia.
Con tutte queste premesse ,secondo me, le regioni nelle quali si trovino minoranze linguistiche dovrebbero promuovere l'insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole sin dalla sc. primaria.
1 mar 2014
portale kdajkam.eu
E’ nato nell’ambito della cooperativa Most, in collaborazione con Infonova, il nuovo portale kdajkam.eu.(quandodove)
Il sito, curato da Luciano Lister, presenta tutti gli eventi che riguardano la minoranza slovena da Tarvisio a Muggia. Il portale è in tutte e quattro le lingue presenti sul territorio della regione Friuli Venezia Giulia: sloveno, tedesco, friulano e italiano.
http://www.dom.it/stirijezicni-portal-kdajkam_il-portale-quadrilingue-kdajkam/
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