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25 ott 2016

Eccezionale evento musicale a Cornappo dal titolo"Liuteria in Musica "

Henry Purcell, Ground in G minor
Alice Forcessini, clavicembalo
Evento culturale a Cornappo (UD) dal titolo Liuteria in Musica il 23 ottobre 2016 con mostra di liuteria e concerto con il gruppo vocale- strumentale Resonantia: Kiriko Mori-soprano, Rika Murata-viola da gamba e lirone, Alice Forcessini-clavicembalo
Kulturno srečanje v Karnahti (UD) pod naslovom Goslarstvo v glasbi dne 23. oktobra 2016 z razstavo glasbil in koncertom vokalno-instrumentalne skupine Resonantia: Kiriko Mori-glas, Rika Murata-viola da gamba in lirone, Alice Forcessini-čembalo
concerto del coro a voci miste Naše vasi accompagnato da strumenti: viola da gamba soprano, liuto rinascimentale e clavicembalo
koncert MePZ Naše vasi z glasbili: sopranska viola da gamba, renesančna lutnja in čembalo

presentazione mostra di liuteria
predstavitev razstave glasbil
 


Henry Purcell, O let me weep

Kiriko Mori, soprano


Claudio Monteverdi, Lamento della Ninfa
Fabio Feruglio, Davide Tomasetig, Davide Clodig - voci maschili
Kiriko Mori, soprano
Rika Murata, lirone
Alice Forcessini - clavicembalo

Marin Marais, Tombeau pour M. de Sainte Colombe
Rika Murata, viola da gamba
Alice Forcessini, clavicembalo

applauso finale del concerto

28 gen 2015

Per non dimenticare

                                Persone da non dimenticare.
Ida Pascolo, nata Filippig (Cornappo, 4 dicembre 1924 - Gosselies (Belgio), 15 settembre 2012), matricola 88542, venne arrestata con la sorella Augusta (14 marzo 1913 - 30 maggio 1997) nel febbraio 1944 in Italia per motivi politici. Erano impegnate a sostegno della resistenza, provvedendo al rifornimento dei tanti che si erano ribellati alla dittatura ed al dominio nazista. Curavano inoltre, tenendolo nascosto nella propria casa, un partigiano ferito, originario di Resia di nome Arturo Siega.Tradite da un delatore, portate dapprima a Nimis poi a Trieste furono torturate affinché parlassero, (narrava Ida, "sentivo mia sorella urlare per un cerchio di ferro che le stringeva la testa, mentre a me schiacciavano i piedi con il calcio di un fucile"). Messe poi su di un treno via Brennero, furono instradate a Buchenwald, poi deportate a Auschwitz dove rimasero per circa un anno. Riuscirono a fuggire nel 1945. Le due sorelle sono sepolte al cimitero di Monteaperta. Carissima Ida, il tuo sorriso rimane sempre nel mio cuore, Jean-Marc Pascolo
Hvala -Grazie Jean-Marc

19 ago 2014

Comunità di Karnahta-Cornappo stretta attorno alla sua chiesa

f.to di Luca pb
a sinistra in alto vediamo la chiesa di Viškorša/Monteaperta e Tipana/Taipana
  a destra Prosnid/Prossenicco e Platišče/Platischis

È la chiesa, per tutto l’arco dell’anno e specialmente nel mese di maggio, il vero cuore pulsante della frazione di Karnahta/Cornappo, borgo di Tipana/Taipana dove la comunità è rimasta ancora quella di un tempo: aiuto reciproco in ogni situazione di necessità, attenzione al vicino di casa, promozione di iniziative capaci di far sentire tutti in famiglia.
A Cornappo, località ai piedi del capoluogo, sulla via per Viškorša/Monteaperta, vivono circa 40 persone e la più anziana di loro, Lidia Filippig, 81 anni, è il punto di riferimento più importante. Da sempre a contatto con la gente, con una pluridecennale esperienza di esercente dietro al banco dell’unico bar del paese, Lidia è schietta e chiara: «Dobbiamo darci una mano. Sennò che mondo è? Se qualcuno è in ospedale ed è solo, bisogna andare a trovarlo, per consolarlo e tirargli su il morale. La nostra chiesa è un esempio dell’unità della nostra piccola ma viva comunità: le donne di Cornappo, e anche alcune del vicino borgo di Monteaperta, si danno il turno per pulire i locali e ci sono sempre fiori freschi sull’altare, per la Madonna».
Ed è per la grande venerazione alla Vergine che, in maggio, la popolazione di questa frazione, un po’ defilata ma molto accogliente, si incontra ogni giorno per recitare insieme il rosario, alle 20, o in chiesa o, a turno, o nelle case del borgo, in base alle disponibilità. «È una tradizione molto sentita – dice Lidia – ed è occasione per stare uniti. Dopo il rosario, infatti, si chiacchiera e si vive un momento conviviale importante. Ci si scambia opinioni, si progettano nuove iniziative, si segnala con tanta discrezione le situazioni di chi può aver bisogno d’aiuto».
La recita del rosario, con un raccoglimento di un’ora, si fa, ininterrottamente, dal 1975, tutto l’anno, ogni prima domenica del mese, alle 15. «Molti sono stati i sacerdoti che ci hanno guidato in questi anni – fa sapere Lidia –. Di recente abbiamo l’importante supporto del diacono Leopoldo che, con grande slancio cristiano e tante iniziative per i giovani, è riuscito anche a creare un coro di bambini».
È nella chiesa, al centro della frazione, che il 20 maggio la giovane Lisa riceverà la Prima Comunione. Un evento per la comunità che, per anni, ha lottato per vedere edificato il luogo sacro. «Ci sono state tante difficoltà con la costruzione della chiesa, tanto che sembra impossibile riuscire a vederla finita. Ma poi ogni nodo si è sciolto e oggi abbiamo una casa che è di tutti: ognuno, del resto, ha messo un po’ del suo. Arredi, croci, l’acquasantiera, i quadri della Via Crucis e i banchi, tutto quanto è stato generosamente donato».
Sotto la navata, con accesso dalla strada, una vasta sala dotata di cucina, magazzino e servizi igienici, ospita gli incontri e i momenti di festa della popolazione di Karnahta/ Cornappo, come, nel 2011, per i «primi» 80 anni di Lidia, un incontro di gioia a sorpresa cui nessuno ha voluto mancare. La devozione alla Vergine è forte e si manifesta pure nella grande attenzione prestata alla cappella dedicata alla Madonna del Rosario: con l’arrivo del bel tempo, infatti, un muratore e lapicida del posto, Danilo Gesussi, ha ricostruito a sue spese il muretto di contenimento che garantisce la stabilità statica all’ancona: tra le pietre, a vista, del muricciolo, Danilo ha inserito anche un concio scolpito con le sue mani: «riproduce un fiore, in omaggio alla nostra Madre, perché ci protegga».
articolo del maggio 2012
http://www.dom.it/comunita-di-cornappo_stretta-attorno-alla-sua-chiesa/

Un'artistica croce in ferro battuto campeggia sulla facciata della chiesa di Cornappo, simbolo religioso, ovviamente, ma anche testimonianza di attaccamento alle proprie origini. È stata forgiata da Roger Vohl, residente a Thionville, in Francia, marito di Giannina Tomasino, originaria di Cornappo. In un italiano stentato, Roger spiega che ha inteso siglare il suo amore per la moglie, lasciandone testimonianza nel suo paese di nascita. Giannina, peraltro, lasciò Cornappo all'età di 11 anni, trasferendosi in Francia, dove il papà Cesare lavorò come minatore a Hetange Grande. Frequentò le scuole francesi e l'università, dove si laureò in lettere per poi divenire insegnante di francese alle superiori. Ha sempre mantenuto un legame viscerale con la sua terra di origine, dove torna ad ogni occasione. Le è rimasto nel cuore anche il po našen, il dialetto sloveno del luogo, e confessa candidamente che «nei momenti difficili della mia vita, quando dovevo riprendermi da qualche contrattempo, l'ho sempre fatto parlandomi e spronandomi nella mia parlata, che non potrò mai dimenticare perché contiene i valori e i colori della mia Karnahta e il fascino della mia infanzia».http://www.dom.it/a-cornappo-croce-fatta-per-amore/

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