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19 dic 2014

Stolvizza in festa per la chiesa Na Solbici obnovili cerkev


Domenica 21 dicembre alle 15 a Stolvizza di Resia nel corso di una Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato, verrà riconsegnata ufficialmente alla comunità parrocchiale la chiesa di San Carlo Borromeo, recentemente restaurata. Quest’anno, infatti, sono stati realizzati impotanti lavori di ristrutturazione grazie ad un contributo erogato dalla Conferenza episcopale italiana, attraverso i fondi dell’otto per mille destinato alla Chiesa cattolica, e con fondi propri della parrocchia di San Carlo Borromeo che per buona parte sono stati raccolti negli anni attraverso le questue annue svolte dall’antica istituzione della cameranza. La chiesa di Stolvizza, edificata tra il 1747 ed il 1750 e dedicata a San Carlo Borromeo, venne ampliata tra il 1760 ed il 1769. Dai rilievi effettuati durante la ristrutturazione da parte dell’architetto Paolo Daffarra e dallo studio della documentazione storica consultata da Sandro Quaglia è emerso che l’attuale edificio cultuale fu costruito in diversi momenti come dimostrano anche le tre diverse tipologie di croci di consacrazione ritrovate durante i restauri. La chiesa fu eretta in curazia però solo nel 1911, quando fu resa sacramentale, mentre nel 1953 fu creata la parrocchia. Oltre ai lavori di edilizia necessari, pintura interna ed esterna e alla realizzazione della nuova centrale termica e dell’impianto di riscaldamento, si sono potute restaurare anche diverse opere d’arte. Lungo la navata sud della chiesa è stato ricollocato l’altare ligneo di Sant’Anna che contiene, nella nicchia, il gruppo ligneo di Maria Santissima bambina di autore ignoto. L’altare, realizzato in legno di larice con tecniche settecentesche e rimaneggiato più volte, fu posizionato in quel luogo nel 1891 e tolto nel 1962. Quest’opera risulta essere l’unico altare ligneo della vallata. Durante i lavori di restauro, in questa navata, sono stati rinvenuti anche la grande pittura muraria a calce, che fa parte del decoro ottocentesco di tutta la chiesa, e l’originario decoro policromo dell’altare attribuiti a Giuseppe Fantoni (1855-1915) di Gemona del Friuli. Si è intervenuti anche sulle pitture dell’abside e della navata centrale. L’abside è stata decorata con pitture murarie ad affresco da Giuseppe Barazzutti (1890-1940) di Gemona del Friuli negli anni 1923-1924. Sui muri perimetrali della stessa navata sono stati rinvenuti e restaurati, invece, quattro santi molto cari alla devozione popolare e legati in modo particolare alla popolazione stolvizzana: San Valentino e Santa Agnese, Sant’Antonio da Padova e San Luigi Gonzaga. Infine è stato nuovamente posizionato l’artistico lampadario di bronzo a dodici braccia che è già menzionato nell’inventario delle suppellettili, stilato durante la visita pastorale del 1769, in concomitanza della seconda consacrazione della chiesa.

V nedeljo, 21. decembra, bo na Solbici v Reziji, slovesnost ob ponovnem odprtju župnijske cerkve Sv. Karla Borromea po obnovitvenih posegih. Ob 15. uri bo bogoslužje vodil videnski nadškof msgr. Andrea Bruno Mazzocato.

17 ott 2014

Nuovi affreschi sulle case- Na Solbici nove freske


In Val Resia anche in passato c’era la tradizione di abbellire le pareti interne ed esterne delle abitazioni con dipinti murali. In primo luogo a Stolvizza, dove sono conservate ancora alcune di queste antiche pitture a soggetto religioso, questa tradizione è stata ripresa circa una ventina di anni fa, prediligendo, però, soggetti diversi come la fauna, il paesaggio e i mestieri antichi.
Quest’anno nella seconda metà del mese di settembre, il paese si è arricchito di altre tre pitture murarie, commissionate dal comune di Resia. Il lavoro è stato realizzato da Rosso Sinopia, Michele Tosoratti e Stefano Ornella, che hanno una lunga esperienza artistica con tecniche murali quali affreschi, restauri, soluzioni artistiche e decorative sia antiche che contemporanee.
Oltre ad abbellire il paese, i soggetti scelti, raccontano la vita passata degli abitanti di Stolvizza e di tutta la vallata.
Nella prima immagine, in cui è stata rappresentata una donna che trasporta sulle spalle un carico di fieno con accanto due caprette, si è voluto rendere omaggio a tutte le donne resiane che, per alcuni mesi dell’anno vivevano in assenza dei mariti e, oltre ad allevare la prole, conducevano anche tutti i lavori legati al mondo agricolo.
La seconda immagine, invece, rappresenta un kramar (venditore ambulante), tipica attività degli uomini resiani, accanto a quella dell’arrotino, che nei mesi invernali emigravano per integrare il poco reddito che derivava dall’agricoltura. In quest’ultima pittura vi sono stati anche disegnati una generica croce di mercurio o quaternerio ed un cuore che erano i simboli del commercio e che si ritrovano scolpiti, anche in paese, in alcune chiavi di volta dei portali in pietra di accesso alle corti.
La terza immagine, infine, dove è rappresentata la fluitazione del legname lungo il torrente Resia, rappresenta un momento di condivisione lavorativa tra uomini e donne che insieme provvedevano alla legna che serviva per scaldarsi durante il lungo inverno.

19 ago 2014

Celebrazione a Santa Barbara

Una larga rappresentanza della Comunità di Stolvizza ha partecipato, anche quest’anno, domenica 10 agosto, alla celebrazione della Santa Messa nella Cappella dedicata a Santa Barbara in località Pusti Gost a 1.230 di altezza sopra il paese. Come un tempo, di buon mattino, nonostante una condizione meteorologica davvero poco invitante, ben novantuno stolvizzani si sono messi in cammino sul ripido e lungo sentiero che da Stolvizza porta su questo altipiano dove un tempo tutta la popolazione, con al seguito gli animali, trascorrevano l’estate prima del duro e lungo rigido inverso. E’ stato un po’ come ripercorrere i vecchi tempi in quel luogo tra prati lussureggianti e boschi di faggio, quando nel corso dell’estate, gli animali si godevano pascoli prelibati e tutte le famiglie erano dedite alla raccolta del fieno e all’approvvigionamento della legna necessaria per l’inverno, tutto materiale inviato poi in paese con ardite teleferiche, allora, l’unico mezzo di trasporto a disposizione. La Messa è stata celebrata dal Parroco della Val Resia Don Gianluca Molinaro che nel corso della forte e sentita omelia ha messo in evidenza l’importanza dell’impegno volontario e disinteressato di ognuno di noi per il prossimo e per la Comunità tutta, additando una forte condanna a chi spreca prezioso tempo racchiudendosi nella propria piccola sfera abitativa senza dare sostanziale aiuto a chi ne avrebbe bisogno. In tutti, soprattutto nei più anziani, si notava infinita emozione nel ricordo delle tante fatiche sopportate nei secoli dai propri antenati nel gestire questo territorio, emozione stemprata alla fine dal ricco ristoro preparato con cura da Agnese e Bernardino nel loro vecchio stavolo che racconta un tempo che non c’è più. A dare un risvolto sociale a tutta la manifestazione ci hanno pensato Elisabetta ed Antonio che, nel ringraziare gli intervenuti, hanno invitato tutti ad un piccolo sacrificio personale, promuovendo una raccolta per l’Associazione “Azzurra” di Trieste che si occupa di ricerca nel campo delle malattie rare. L’appello è stato subito raccolto con entusiasmo dalla gente di montagna che come sempre si dimostrata molto solidale verso questo progetto umanitario. La giornata, sempre sotto la pioggia, si è conclusa con il ritorno in paese stanchi ma felici per aver ripercorso, almeno per un giorno, la storia dei propri antenati.
http://www.dom.it/celebrazione-santa-barbara/

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