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27 feb 2014

Una volta a carnevale- Dan bot na pust u Karnahtski dolini- Val Cornappo

Stara nauada febrarja

Na pust


Zej ženarja,zato klea miesca,pust je bi dostè čujen pousode. Te se vidalo ta med maškarije,mlade an stare može se napraujoč tou use vedenje an oblačenje žej na pou tiedna za ne rejči tou sabote an nedeje.Vriskoč ,sederoč, čjantoč so pohajale ta med hiše ,tou oštarije an druge kraja.Sake mou kako naprauo,strument,rieč tou roke a ta na rame.Za ropotate an bučite se be urne:kriue zuone,peskolote,bandone,ke te čuo že od delečam.Parve pust bi klieščar ,ke s teme kliešč lesene,povezene z železno nitjo e večkrat prestrašou te male otroke .Potem, obliečena de baba,se parkazala pustica,ke z no metlo ne čistela prahe,orade,pote.Nie mančou še te pust ,ke z žejen e odou pobierat use tuo,ke so moriele date judje :jajca,ser,salamp,vino.Usa roba o živilo za dno pojednino ukop,z useme puste.

 prof.Adriano Noacco

Vecchie usanze carnevalesche in val Cornappo

Il carnevale era molto sentito ovunque già nel mese di gennaio,si vedevano tra le maschere uomini giovani ed anziani abbigliati in tutti i modi già a metà settimana e maggiormente nei sabati e domeniche chevagavano tra le case ,nelle osterie ed in ogni luogo cantando e urlando.
Ognuno era munito di qualche strumento,oggetto in mano o sulle spalle.Per rumoreggiare avevano campane storte,bidoni  e tutto quello che produceva un che si poteva sentire già da lontano.La prima maschera era il " klieščar"(da  kliešče tenaglie)che aveva delle tenaglie di legno legate con il filo di ferro e spaventava i bambini,poi ,vestita da donna, la "Pustica" che con la scopa spazzava gli ingressi e le strade.Non mancava il Pust (maschera) che assetato andava a raccogliere tutto quello che la gente poteva offrire:uova,formaggio,salame e vino.Tutto il cibo raccolto veniva consumato in un banchetto di tutti i Pusti (maschere).



Il testo è stato scritto sul Trinkov koledar nel 1966 e ristampato nello stesso nel 2013.

Adriano Noacco, figlio della Val Cornappo nacque a Taipana nel 1932,fu professore a Pordenone e Udine.Amava scrivere in  italiano,friulano e nel dialetto di Taipana.Ha dedicato molte poesie alla sua terra,ha scritto molto sulle sue tradizioni ed usanze.Ha scritto per molto tempo per il Trinkov koledar in dialetto ed in sloveno,soprattutto sulla cultura popolare.
Ci ha lasciato il 12 settembre 2012 ed è sepolto a Taipana.



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