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09 ago 2014

Oltre 12 mila persone a Tolmino per l’onda metal in un clima di festa

Oltre 12.000 persone – noncuranti delle piogge e del clima autunnale – si sono accampate sulle rive del fiume Isonzo, nell’area di Sotočje, per assistere alle esibizioni degli ottanta complessi che hanno preso parte al festival Metal Days. La rassegna di Tolmino, tenutasi quest’anno dal 21 al 25 luglio, è ormai a pieno diritto uno dei festival di musica Metal più importanti d’Europa. Anche in quest’edizione ce n’era per tutti i gusti: vecchie glorie e giovani gruppi emergenti, campioni della melodia (come Megadeth, Children of Bodom, Sabaton) e paladini delle sonorità più estreme (Immolation, Inquisition, Asphyx, Suffocation). È stato in ogni caso il pubblico il vero protagonista del Metal Days: un’ondata di giovani capelloni vestiti di nero, coperti di borchie e tatuaggi, che per un’intera settimana hanno riempito ristoranti e supermercati del paese, del quale hanno letteralmente invaso ogni via. metalPer quanto il loro aspetto fosse tutt’altro che rassicurante, bisogna tuttavia riconoscere che questi metallari si sono dimostrati estremamente socievoli. È bastato fare due passi nell’area del campeggio per accorgersi che provenivano dalle più diverse parti del pianeta (dal Messico all’Australia), uniti da una passione più forte di qualsiasi divisione etnica, nazionale, ideologica o di classe. Sotto i gazebi montati tra le tende sorgevano ininterrottamente capannelli spontanei, composti da persone di nazionalità diverse, che ascoltavano musica, brindavano, ridevano e scherzavano, in attesa che nell’area concerti iniziasse uno spettacolo di loro interesse. In un’atmosfera di questo tipo non è stato sorprendente trovare giovani coppie con i propri figli, né incontrare appassionati di altri generi. Ecco allora spuntare, qua e là, qualche ragazzo con treccine e coloratissime camicie hawaiane, oppure qualche punk o hipster, perfettamente a loro agio in un ambiente in cui non esistono discriminazioni di alcun tipo, figuriamoci di carattere musicale. Se un simile clima di festa si può facilmente trovare in ogni raduno di questo genere (in Europa ce ne sono diversi), quello di Tolmino si distingue per due aspetti in particolare. In primis, la bellezza del luogo in cui si svolge, un’area molto suggestiva dal punto di vista naturale, che a detta dei presenti conferirebbe al Metal Days una marcia in più rispetto agli altri grandi festival del Vecchio Continente: parola del basco Xarles, giunto da Bilbao per il sesto anno consecutivo, della norvegese Elizabeth, che ha affrontato per la quarta volta un viaggio di ventisei ore pur di esserci, o dei giovanissimi olandesi Tim e Isa, al loro primo Metal Days, ma con le idee già molto chiare: “L’anno prossimo torneremo certamente, questo posto è meraviglioso”. L’altro elemento caratteristico del meeting sloveno è l’interazione tra gli spettatori e la comunità locale. Molti residenti colgono l’occasione per affittare camere, vendere prodotti, promuovere la propria attività commerciale. I disagi che l’evento arreca agli abitanti di Tolmino si riducono alla musica e agli schiamazzi, ampiamente sopportabili perché limitati alle sole ore diurne. D’altra parte la sporcizia è ridotta al minimo (complimenti agli organizzatori) e non esistono problemi di ordine pubblico, nonostante al Metal Days la birra scorra a fiumi. Evidentemente risse e vandalismi non fanno parte del bagaglio culturale dei metallari, sebbene questi facciano di tutto per apparire ciò che non sono.
Massimo Copetti

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