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16 ott 2014

Scoperto a Udine il “bottone” del bilinguismo


Un “interruttore” nel cervello che fa passare da un idioma all’altro chi parla due lingue. È la scoperta fatta da un gruppo di ricercatori italiani .Il gruppo multidisciplinare composto da Barbara Tomasino del Polo friulano dell'IRCCS Medea , insieme a due neuropsicologi, un neurochirurgo, una fisica, un neurofisiologo e un neurolinguista, ha individuato in una porzione della corteccia temporale superiore una delle aree implicate nel bilinguismo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neuropsychologia.

Il fenomeno si chiama involuntary language switching e comporta il passaggio involontario da una lingua all’altra. In particolare nello studio in questione, durante un intervento che si è tenuto presso la neurochirurgia dell’ospedale di Udine, una paziente bilingue, che parla serbo e italiano, ha svolto dei compiti linguistici mentre il neurochirurgo eseguiva la mappatura cerebrale mediante stimolazione diretta della corteccia.
Gli operatori hanno osservato che quando il chirurgo stimolava una porzione della corteccia temporale superiore,la paziente, mentre contava in italiano, cambiava involontariamente lingua e proseguiva contando nella sua lingua nativa, il serbo. Le stimolazioni di altre porzioni della corteccia cerebrale non causavano questo fenomeno, ma l’arresto del linguaggio per alcuni secondi (speech arrest).
Sono state identificate le coordinate spaziali del punto che, se stimolato, produceva il cambio di lingua: l’analisi ha mostrato che quel punto è corticale e si colloca in un’area che viene chiamata Stp (Sylvian parietal temporal area) ed ha un ruolo nell’elaborazione fonologica, è implicata nel meccanismo che controlla la produzione del linguaggio.
In particolare, il fenomeno del language switching osservato si può spiegare come un’interferenza generata dalla stimolazione corticale sul meccanismo che controlla la produzione dei suoni del linguaggio.

”La stimolazione dell’area Stp ha causato interferenza con il sistema di controllo per la seconda lingua, lasciando intatto il sistema di controllo per la prima lingua. – spiega Tomasino – per tale motivo la paziente sotto stimolazione tornava alla sua lingua nativa”.http://www.oggisalute.it/2014/09/ricercatori-italiani-scoprono-il-bottone-del-bilinguismo/

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