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03 gen 2017

Senza cambiamenti concreti non c’è futuro


Il discorso del presidente Walter Bandelj alla cerimonia per il 40° dello Sso

Permettetemi alcune brevi considerazioni nel 40-esimo della nostra organizzazione confederativa, la Confederazione delle organizzazioni slovene-Svet slovenskih organizacij. In questa occasione sono anzitutto obbligato e onorato di ricordare tutti coloro che ci hanno lasciato e che sulla base dei nostri valori hanno lavorato per la nostra comunità etnica slovena. Che Dio li ricompensi! Proprio nell’odierna data, quarant’anni fa, è sorta la Confederazione delle organizzazioni slovene e questo sulla base dei valori di democrazia, cristianità e slovenità. Queste sono il volto e il riflesso del nostro tempo, per questo a ciò si adegua il titolo del programma culturale di oggi, lodevolmente diretto da Jasmin Kovic. A lei e a tutta la squadra il nostro più sincero ringraziamento. Questi valori sono parte del nostro sforzo e sono comuni a tutti coloro che credono nel nostro lavoro, per cui sono parte di tutti noi. Ciò sia d’orgoglio alla Repubblica di Slovenia e alla Repubblica Italiana, così come la minoranza italiana è orgoglio per la Slovenia e la Croazia. Siamo parte di un ponte, che può essere un soggetto attivo nei rapporti internazionali. La democrazia sorta dopo la caduta delle dittature del nazismo, del fascismo e del comunismo, è oggi più che mai attuale. Non possiamo dimenticare il passato, tutte le persecuzioni, tutte le vittime, i membri della nostra comunità, che costituivano un bersaglio quotidiano. Hanno perso la vita perché credevano nella democrazia e perché il loro “peccato originale” era la fede cristiana. Non possiamo dimenticare tutto ciò per il semplice motivo che qualcosa del genere non deve accadere mai più. Grazie Slovenia, 25 anni fa sei diventata un Paese democratico.
Il quarantennale della Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso TRIESTE - TRST «Oggi siamo qui per riflettere sui passi futuri» Numerose le autorità italiane e slovene presenti alla cerimonia solenne. Ci hai portato una nuova visione, un nuovo modo di vivere. Ci hai portato la Zdravljica (l’inno nazionale sloveno, ndr), quel «prijatlji obrodile so trte vince nam sladko» («Amici! Le viti ci hanno fruttato del dolce vino») di France Prešeren, che ha portato un nuovo spirito nell’area abitata dalla nostra minoranza. Sei diventata membro dell’Unione europea a pieno titolo. Dalla Repubblica Italiana abbiamo ricevuto la legge di tutela 38/2001, alla cui piena attuazione lavoriamo. Sono stati rimossi i confini, abbiamo ricevuto la valuta comune dell’euro e ancora e ancora. Oggi in Italia abbiamo ancora un nuovo Governo, si preannunciano elezioni e in questa situazione purtroppo il populismo si diffonde. In alcune teste si pensa alla chiusura dei confini e a un nuovo ritorno di colonne alla frontiera, all’abolizione dell’euro e al ritorno alle valute statali. La crisi non è ancora finita, sebbene tutti offrano ricette con cui dare soluzione alla disoccupazione. Tutto ciò non è un po’ ridicolo? «Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alla prossima generazione!». È una citazione significativa, perché oggi è il momento giusto per una riflessione comune di tutti noi che facciamo parte dello Stato italiano. Oggi siamo qui per guardarci negli occhi, per riflettere su come andare avanti, su quali siano i progetti della nostra minoranza slovena in Italia. Spesso diciamo che dobbiamo pensare ai nostri giovani. Che sarà di loro? Come guardano loro al nuovo mondo? Tuttavia molte volte tutte queste domande sono solo fumo negli occhi. Ne scriviamo sui giornali, purtroppo restano solo parole stampate. Questo avviene anche nella vita dei circoli. Alcuni circoli invecchiano e non hanno giovani che con nuove forze possano contribuire a conseguire risultati. La parola risultato, che in economia usiamo molte volte, è forse qui tra noi del tutto sconosciuta. Capisco, perché è più semplice che tutto resti immutato, che di un circolo si occupi uno e lo stesso gruppo di persone, perché abbiamo paura delle novità. Siamo noi, che al momento dirigiamo la nostra società civile, pronti a tutto questo? Lo status quo è il modus operandi più facile, ma è morte dignitosa per la nostra identità. I cambiamenti sono necessari così come in ogni società e in ogni famiglia. I circoli devono essere di maggiore successo, dobbiamo cercare tutte le condizioni affinché i risultati siano i migliori. Certamente possiamo anche fare errori, come li fa ogni essere umano che si dà da fare, ma anche dagli errori possiamo imparare e così elevare qualunque evento a un gradino di qualità più alto. Io stesso noto come alcuni circoli siano diventati più efficaci di qualunque istituzione professionale che si occupa di una determinata attività quotidianamente. Oggi abbiamo bisogno di cambiamenti concreti, senza i quali non si va avanti. La Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso deve darsi da fare in tal senso insieme all’altra organizzazione confederativa, l’Unione culturale economica slovena-Skgz. E quindi io e il presidente Pavšič abbiamo molto lavoro, che darà soddisfazione e che costituirà anche un bersaglio per qualche critica. Noi due siamo pronti ai cambiamenti, soprattutto così come se li aspettano anche i giovani. In tal senso i comitati esecutivi di Sso e Skgz lavoreranno attivamente con spirito nazionale e per il bene della comunità  menti, soprattutto così come se li aspettano anche i giovani. In tal senso i comitati esecutivi di Sso e Skgz lavoreranno attivamente con spirito nazionale e per il bene della comunità etnica slovena da Valcanale-Kanalska dolina e Benecia-Benečija fino alle aree di Gorizia-Gorica e Trieste-Trst. Mi congratulo coi quattro ex presidenti Damjan Paulin, Marija Ferletič, Sergij Pahor e Drago Štoka. Quest’ultimo per me ha rappresentato slancio e sprono. Grazie agli impiegati, che si prendono molte volte qualche critica, ma senza di loro non ci sarebbe niente di organizzato, e ai presidenti provinciali, ai membri del comitato esecutivo e a tutti coloro che credono nella Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso. In attesa del Natale e del nuovo anno auguro a tutti tanta pace e gioia!
(Novi glas, 22. 12. 2016)
Slovit dicembre 2016

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