avviso

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso . Per le informazioni sulla Privacy leggere la Google Policies Privacy

Se continui nella navigazione accetti il loro uso. OK | Per +INFO

VOTAMI

classifiche

saluti

saluti
lingue parlate in fvg

lingua e identità etnica

lingua e identità etnica

13 feb 2017

Udine - Sagra di San Valentino

UDINE - 329, sono questi gli anni trascorsi dalla prima Festa che Borgo Pracchiuso ha voluto dedicare a San Valentino. Si trattava di un omaggio al martire cristiano invocato contro la peste. Una festa che nonostante la lunga storia è ancora molto sentita dall’antica borgata, che anche quest’anno non manca di salutare il suo Santo con appuntamenti ed eventi. 

Il culto di San Valentino era molto diffuso in Italia ed in Europa, per i suoi particolari carismi di taumaturgo contro la peste e l’epilessia, probabilmente dalla pestilenza che infierì sui Balcani negli anni che vanno dal 265 al 270. Proprio in quest'anno trovò la morte.
La storia di questo santo si incrocia con quella di Udine nel 1355, quando la famiglia dei conti Valentinis, decise di erigere una chiesa a lui dedicata.
Probabilmente, vista la data a ridosso della grande pandemia di peste nera del 1348 che aveva colpito anche Udine, fu scelto di metterlo a protezione della città, erigendo la chiesa presso la porta che conduceva a San Gottardo, dove in quei tempi c'era un ricovero che fungeva anche da lazzaretto. Si ha notizie di un restauro operato sulla chiesa per volontà della beata Elena de' Valentinis, morta nel 1458.
Nel 1513, il 14 febbraio, viene fondata la confraternita di San Valentino. Nasce l’idea della costruzione di una nuova chiesa, più ampia e meglio rispondente alle esigenze del borgo. Il conte Manino Manin il 16 ottobre 1545 dona alla confraternita un fondo con una casa, dove qualche anno dopo si comincia la costruzione dell'attuale chiesa di San Valentino, terminata nel 1574.
Fino all’inizio del Novecento, la famiglia Manin per questa donazione, riceveva il giorno di San Valentino, dalla Confraternita, dei pani e dei ceri benedetti. Nel 1581 diventò sede parrocchiale e qui fu trasferita la venerazione del santo titolare.
Nel 1655 il veneziano Tomaso Candido ottenne da Roma il corpo di un martire prelevato dal cimitero di Santa Ciriaca, lungo la via Tiburtina, a Roma, e battezzato con il nome di San Valentino. Nel 1664 egli donò la reliquia alla chiesa di S. Valentino e quindi esposta alla venerazione dietro l'altare, dove si trova tuttora. Il vecchio sacello venne poi dedicato a Sant'Antonio da Padova, che aveva predicato in Via Pracchiuso.
Udine-3-b.jpg
La sagra di Borgo Pracchiuso si celebra ogni anno fin dal 1689, in onore del Santo. La chiesa al centro della via diventa meta di incessante e folto pellegrinaggio. Vi si celebra il sacramento dell’Eucaristia, si venerano le reliquie, si distribuiscono le chiavette e i famosi “Colaz” di S. Valentino.
La tradizione delle chiavette, risale al potere taumaturgico del santo, invocato contro la peste e contro l’epilessia. In particolare, nei secoli passati si riteneva che per calmare le convulsioni, o per far rinvenire chi sveniva, giovasse, in assenza di altri rimedi, porre una chiave sul petto del malato.
Per quanto riguarda i “Colaz”, sono a ricordo delle sacre Eulogie o pani benedetti che un tempo la confraternita di San Valentino distribuiva a forma di S e che oggi per ragioni di comodità ha raggiunto la forma di un 8.
Questa distribuzione del pane deriva da una tradizione risalente alla chiesa dei primi secoli. Infatti, allora, era il popolo stesso che donava il pane ed il vino all’offertorio. Il sacerdote consacrava la quantità necessaria all’Eucaristia e ciò che avanzava veniva dato ai poveri. Questo pane veniva comunque benedetto, da cui il nome di Eulogia ossia preghiera o benedizione.
In aggiunta a questa tradizione, nella chiesa primitiva, i vescovi avevano adottato l’uso, in segno di comunione, di inviarsi le sacre specie eucaristiche. Però, decaduta questa usanza, per gli inconvenienti che ne derivarono, ecco che si cominciarono a scambiare le sacre Eulogie o pani benedetti.
 Su questi pani vennero incisi poi anche vari simboli come: la Croce; il monogramma costantiniano; le lettere greche A e W; il serpente; le colombe; il motto SALUS. Buon numero di chiese della cattolicità in cui si venerano martiri dei primi secoli, mantengono l’usanza di distribuire del pane benedetto durante le feste o processioni.
Al significato mondano che si da alla festa di San Valentino non va disgiunta l’invocazione per la protezione alla reciproca fedeltà e comprensione fra i fidanzati e gli sposi, a garanzia di stabilità della famiglia.

1 commento:


Il tuo commento è l'anima del blog,
Grazie della tua visita e torna ogni tanto da queste parti , un tuo saluto sarà sempre gradito. *Olgica *

net parade