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12 gen 2018

Come una lingua porta benessere

Politici del Friuli Venezia Giulia, amministratori di Benecia, Resia e Valcanale, operatori economici e culturali aprite bene gli orecchi: tutelare le lingue e culture locali porta benessere economico sociale all’intero territorio. Lo ha detto a chiare lettere l’europarlamentare Herbert Dorfmann, parlando lo scorso 6 gennaio alla folta platea del Dan emigranta, nel teatro Ristori a Cividale.
«La mia terra, il Sudtirolo – ha affermato – è un buon esempio di come si può tutelare una cultura, anzi due (tedesca e ladina, ndr.) all’interno dello Stato italiano, portando anche benessere economico. La mia terra nel primo dopoguerra era la più povera del Nord Italia, oggi per fortuna è la più ricca dell’Italia. E questo è dovuto anche all’autonomia della quale fortunatamente godiamo».
Per Dorfmann in questo è importante anche la partecipazione politica delle minoranze a ogni livello (locale, regionale, statale, europeo) nonché l’attuazione del principio di sussidiarietà, perché i livelli superiori non devono immischiarsi nelle cose che si possono fare molto meglio a livello locale. A tal proposito, «l’Europa deve sviluppare la collaborazione transfrontaliera, che rende meno visibili i confini statali e deve difendere i diritti delle minoranze linguistiche per le quali nella legislazione europea c’è ancora tanto da fare, dato che attualmente c’è ben poco».
Proprio a superare questo deficit mira l’iniziativa «Minority safepack », cioè la raccolta di un milione di firme negli Stati dell’Ue per costringere la Commissione europea a predisporre una vera tutela anche legislativa delle minoranze linguistiche. «Anche tenendo conto del fatto che tante lingue in Europa, purtroppo, sono in via di estinzione – ha sottolineato Dorfmann – vi prego di aiutarci. Noi della Südtiroler Volkspartei ci mettiamo tutto l’impegno e sono qui per chiedere anche il vostro. Per favore, firmate questa iniziativa importante per creare una tutela per tutti noi».
In Italia bisogna raccogliere quasi sessantamila firme. Nella raccolta sono impegnate anche le principali organizzazioni della comunità slovena e al Dan emigranta, grazie a un apposito banchetto, sono state raccolte davvero molte adesioni.
L’europarlamentare sudtirolese all’inizio del proprio intervento ha parlato del momento politico dell’Unione Europea. «Sarà un’Europa delle regioni o degli Stati nazionali? È una domanda importante per tutti i cittadini europei, ma lo è in maniera particolare per noi che facciamo parte di minoranze linguistiche. Io credo in un progetto europeo che pone al centro dell’attenzione i veri valori dell’Europa – non solo il mercato unico, il mercato delle cose e dei soldi –. La Ue deve avere al centro la questione della libertà, del mondo democratico, di un’Europa che difende i diritti dell’uomo. Questa difesa diventa sempre più importante in un mondo nel quale i valori vengono sempre meno, mentre avanza l’idea dell’uomo forte, non del mondo libero democratico. Un progetto che è così importante anche per noi, che dobbiamo difendere un diritto dell’uomo, il diritto all’espressione nella propria cultura. La tutela della cultura, la tutela dell’esistenza di un popolo fa parte del lavoro europeo. E questo deve essere “denazionalizzato”. La tutela di un popolo non può avvenire solo all’interno di uno Stato nazionale».
A nome degli sloveni della provincia di Udine ha parlato Renzo Mattelig, direttore dell’Unione emigranti sloveni, che festeggia quest’anno il cinquantesimo di fondazione. Il saluto della città di Cividale è stato portato dal sindaco, Stefano Balloch, che ha evidenziato come nel Dan emigranta trovino visibilità le aspirazioni della comunità slovena. Il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop, ha sottolineato il forte impegno dell’assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia per la valorizzazione oltre che per la tutela delle comunità linguistiche regionali. Tomaž Horvat ha portato il saluto del Consiglio di Stato della Repubblica di Slovenia. In platea c’erano anche la parlamentare italiana Serena Pellegrino e il suo collega sloveno Danijel Krivec, il presidente della Commissione paritetica Stato-Regione, Ivano Strizzolo, l’assessore regionale Cristiano Shaurli, il console generale di Slovenia, Vojko Volk, il vicepresidente del Consiglio regionale, Igor Gabrovec, numerosi amministratori locali della Benecia (tutti i sindaci delle Valli del Natisone) e dell’Alta valle dell’Isonzo, i presidenti delle principali organizzazioni della minoranza slovena. C’è da auspicarsi che abbiano ascoltato attentamente l’intervento di Dorfmann. (Ezio Gosgnach)
Il programma culturale ha compreso il concerto del «Barski oktet» e la commedia «Tarije na pingulauki» della filodrammatica «Beneško gledališče ».

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