7 mag 2018

SLAVIA FRIULANA - BENEČIJA - Dal sentimento di vergogna a quello d’orgoglio

In uno studio dell’Istituto sloveno di ricerca -Slori la trasmissione intergenerazionale della lingua slovena Dopo 18 mesi di lavoro si è concluso il progetto mirato di ricerca sulle «Occasioni e possibilità per la tutela ovvero rivitalizzazione della lingua slovena nella minoranza nei Paesi contermini». Il progetto è il risultato della collaborazione tra l’Istituto per le questioni nazionali (Inv), l’Istituto di ricerca sloveno-Slori, la Facoltà di filosofia dell’università di Ljubljana e l’Istituto per la lingua slovena Fran Ramovš Zrc Sazu; è stato finanziato dall’Agenzia pubblica per l’attività di ricerca della Repubblica slovena, dall’Ufficio del Governo sloveno per gli sloveni d’oltre confine e nel mondo e dal ministero dell’Istruzione, conoscenza e sport. Obiettivo del progetto è analizzare le modalità di tutela della lingua slovena in tre territori sloveni individuati nell’area d’oltre confine: a Porabje (Ungheria), in Croazia nelle zone di Varaždin e Medžmurska e nella Slavia friulana (Italia). Nell’ambito del progetto allo Slori è stato affidato il compito di analizzare le dinamiche nonché i punti di forza e di debolezza della trasmissione intergenerazionale dello sloveno tra gli sloveni della Slavia friulana e di tracciare adeguati orientamenti per la politica linguistica. Di fronte a scenari internazionali cambiati, a una legislazione più solida e soprattutto a causa della presenza della scuola bilingue la ricerca ha vagliato l’ipotesi se nella Slavia friulana ci siano le condizioni per la rivitalizzazione linguistica e la deassimilazione delle generazioni più giovani, il che contempla anche la trasmissione intergenerazionale della lingua e il ritorno dell’insegnamento dello sloveno tra gruppi nei quali la trasmissione della lingua si è interrotta. Nella ricerca abbiamo utilizzato le espressioni “sloveno” e “lingua slovena” sia per le varianti dialettali che per la lingua standard, fatta eccezione laddove si fa espresso riferimento al dialetto. Consideriamo, infatti, la lingua standard slovena e il dialetto come un continuum, dal momento che entrambi sono forme espressive della lingua slovena. Abbiamo raccolto ed elaborato i dati utilizzando metodi di qualità. Attraverso le interviste con i genitori degli alunni della scuola bilingue, abbiamo analizzato la trasmissione intergenerazionale della lingua tra tre generazioni: dei nonni, dei genitori e dei bambini. Abbiamo individuato i destinatari del sondaggio con l’aiuto della dirigenza della scuola e li abbiamo contattati nella primavera del 2017. Ci interessavano soprattutto i singoli individui che hanno radici slovene, ma per i quali nelle precedenti generazioni c’è stata un’interruzione della trasmissione della lingua slovena, e/o i singoli, che desiderano che i propri figli imparino nuovamente lo sloveno e hanno deciso quindi di iscriverli alla scuola bilingue. Le narrazioni non trasmettono la verità obiettiva, ma l’interpretazione narrativa della verità. La dimensione temporale, invece, permette di osservare i cambiamenti della vita familiare, che sono legati a situazioni esterne. Nella ricerca abbiamo contemplato quattro categorie di genitori dei bambini, che nell’anno scolastico 2016/17 frequentavano la scuola primaria bilingue di San Pietro al Natisone: genitori che parlano la lingua slovena; genitori che non parlano lo sloveno, ma hanno radici e identità slovene, e che sono reduci da un’interruzione intergenerazionale nella trasmissione della lingua slovena; genitori che non parlano la lingua slovena e che non hanno l’identità slovena, ma che hanno antenati sloveni (in seguito: genitori assimilati); genitori che non hanno legami con il mondo sloveno della Slavia friulana (in seguito: genitori di origine italiana o di altra origine). (…) Lo sloveno in Benecia non è presente in modo uniforme sul territorio: nelle situazioni di conversazione in pubblico ha un ruolo marginale, e lo stesso vale nel contesto familiare. Anche a scuola non ha un ruolo dominante in confronto con l’italiano, che prevale come lingua colloquiale tra alunni e tra il personale. L’utilizzo della lingua slovena riguarda le attività culturali (scuole di musica, manifestazioni, cori anche parrocchiali, gruppi folcloristici, attività alpinistiche, carnevale ed altre usanze). I genitori considerano i propri figli bilingui, anche se l’esposizione alle due lingue non è equilibrata, il che sicuramente incide sullo sviluppo delle competenze linguistiche e delle abilità espositive. L’istruzione bilingue rappresenta per la Slavia friulana un traguardo importante, ma questa non è ancora una condizione sufficiente per tutelare o ravvivare la trasmissione intergenerazionale della lingua. Dalle interviste emerge che i genitori delegano alla scuola e alle attività extrascolastiche la creazione di contesti nei quali si sviluppa la conoscenza della lingua slovena. In base a quanto esposto forniamo i primi suggerimenti e raccomandazioni. La scuola diventa il principale fattore di socializzazione in lingua slovena nella prima infanzia, ma le famiglie non devono rinunciare al loro compito di trasmissione intergenerazionale della lingua, che è uno dei più importanti fattori di tutela linguistica. D’altro canto la scuola, accanto all’attività ordinaria, deve preoccuparsi di promuovere il più possibile l’uso della lingua a scuola (lo sloveno come lingua colloquiale tra personale docente e non, promozione dell’uso dello sloveno tra coetanei, cura del contesto linguistico negli spazi scolastici, che possiamo corredare con cartelloni che riportano in lingua slovena i nomi di oggetti, ecc.). Anche nel più ampio contesto sociale, a San Pietro al Natisone sarebbe opportuno curare l’uso della lingua slovena (scritte pubbliche e private in sloveno), affinché lo sloveno diventi la lingua locale e non solo della vicina Slovenia. La generazione più vecchia di coloro che usano ativamente il dialetto sloveno rappresenta una fonte preziosa e per questo è necessario promuovere il più possibile la collaborazione intergenerazionale. Negli adulti che hanno una certa padronanza della lingua e del dialetto sloveni va promosso l’uso attivo della lingua e il superamento del sentimento di vergogna. Molte persone hanno una certa conoscenza della lingua e dialetto sloveni, ma non li usano perché non le parlano scorrevolmente. Con un coerente uso della lingua slovena comunichiamo ai giovani, che tutti ci impegniamo per trasmettere un segnale di incoraggiamento. Per il ruolo pubblico che rivestono, gli operatori culturali rappresentano un esempio di coerente uso dello sloveno anche nella sfera privata.
Maja Mezgec (Primorski dnevnik, 15. 4. 2018)
da Slovit

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