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05 set 2012

Inaugurazione del Museo etnografico rinnovato-Otvoritev muzejske zbirke -Bardo/Lusevera





Domenica 2 settembre, è stato inaugurato il rinnovato Museo etnografico di Bardo.Ci sono voluti due anni per restaurare gli oggetti  esposti nei locali dell'ex latteria adibita a tale scopo.Il Comune, per fare le migliorie allo stabile, ha usufruito dei fondi per la minoranza linguistica slovena (legge regionale 26 del 2007).
Il restauro degli oggetti è stato fatto dal Museo di Nova Gorica (Kromberg) che collabora da vent'anni col museo di Bardo.
Erano presenti numerosissime persone giunte dalla Slovenia,dalla Nadiška dolina  e dalla Val Torre.
I festeggiamenti sono iniziati con la messa nella chiesa di Bardo.
La messa ,allietata dal coro Gallus di Kranj (SLO), è stata celebrata in italiano e in "po našim" dal parroco don Renzo Calligaro che ha sottolineato l'importanza della collaborazione con gli amici sloveni sempre vicini alla comunità.E' sato ricordato l'arcivescovo Alojz Uran (Lubiana), che ha benedetto l'organo di Zavarh ,che non ha potuto presenziare alla cerimonia a causa del suo stato di salute.
Prima di terminare la messa ,il parroco don Renzo Calligaro ha benedetto la statua lignea del Cristo acefalo  che è stato trovato su un letamaio a Cravero (val Natisone) dopo il terremoto dallo stesso scultore che poi l'ha donato alla chiesa di S.Giorgio.

Finita la S.Messa, davanti al museo, hanno parlato il prof.Viljem Cerno (presidente del Centro ricerche culturali), Andrej Malnič direttore del museo di Kromberk -Nova Gorica e la presidente dell'Istituto per la Cultura slovena Bruna Dorbolò che hanno sottolineato l'importanza del museo per mantenere vive le radici,la cultura e la lingua dell' Alta val Torre.
Il museo è dotato di tabelle bilingui e poster sui quali si possono leggere le interviste che la prof. Molaro Alessandra Ferrari* ha fatto agli anziani e che sono testimonianza del passato.



La raccolta degli oggetti è iniziata dopo il terremoto (tres) del 1976 con lo scopo di non far dimenticare la cultura e la memoria.

Il museo si compone di tre stanze dove sono esposti oggetti ed utensili donati dagli abitanti.I reperti conservati raccontano la vita della valle: la raccolta del fieno, la lavorazione del latte, la tessitura della lana, il taglio della legna, gli utensili della cucina e di alcuni lavori artigianali (falegname-marangon,calzolaio ecc)





La festa si è conclusa con un ricco momento conviviale al Centro Stolberg.

* dal dom.it
Alessandra Molaro Ferrari è stata una delle prime maestre di italiano della valle. Originaria di Casalecchio, raggiunse Lusevera nel 1916, anni in cui la scuola elementare contava un gran numero di allievi e classi. In quel periodo in valle si parlava unicamente il dialetto sloveno: nei suoi scritti, infatti, oltre a riportare dettagliatamente usanze, costumi e tradizioni di Lusevera, la Molaro Ferrari ricorda la difficoltà di insegnamento di quella che allora era di fatto una lingua sconosciuta, l’italiano.

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