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07 gen 2013

Grande successo del "Dan Emigranta"




Cividale
Ponte del diavolo
Gli Sloveni della provincia di Udine e i loro amici da Gorizia, Trieste e Posočje  ieri si sono riuniti a Cividale per il 50° anniversario del "Dan emigranta" . Il teatro Ristori era stracolmo per questa principale manifestazione della  Benečija.Quest'anno ricorrono i 150 anni dalla nascita di mons. Ivan Trinko,gli 80 anni del divieto di predicare in sloveno  nelle chiese,i 70 anni dalla caduta del fascismo,i 60 anni dall'inizio della pubblicazione del Trinkov Koledar, i 50 anni dell'istituzione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Tutti questi anniversari sono stati  ricordati da mons.Marino Qualizza. Nel suo discorso ha ricordato il motivo triste per le celebrazioni di questa giornata che è l'esodo dalla  Benečija .Oggi queste persone non  sono più emigranti, ma cittadini del mondo.
La lingua e la cultura saranno conservate sul territorio solo se la gente vivrà in loco. Al termine del suo intervento mons.Qualizza ha condannato fermamente l'intolleranza verso lo sloveno da parte di un gruppo di Resiani ed ha sottolineato che la sindrome,purtroppo, si sta diffondendo.
 Le scuse del Governo italiano per le politiche di assimilazione messe in atto nel passato nei confronti della minoranza slovena, sono state espresse dal sottosegretario agli Interni, Saverio Ruperto, nel suo discorso.
Al "Dan emigranta" ha partecipato  il ministro per gli sloveni all'estero, Ludmila Novak, che nel suo discorso ai partecipanti ha sottolineato l'importanza di mantenere la lingua slovena, perché ogni lingua è una ricchezza che vale la pena di coltivare.
 Il  sindaco di Cividale Stefano Balloch,  ha promesso che il Comune quest'anno intitolerà un luogo a mons.Ivan Trinko.
I partecipanti alla manifestazione sono stati allietati dall'ascolto di brani di XXX° Senjam beneške piesmi , che si è tenuto due mesi fa Liessa.
Nella seconda parte della manifestazione, il debutto del Beneško gledališče con la rappresentazione di"GALANDA IZ AŽLE- grande sindaco della Benečija''. Si tratta di due eventi storici: il primo riguardava il grande sindaco Clemente Galanda di Azzida, che ha ricevuto l'investitura feudale e l'autonomia amministrativa e giudiziaria, che a quel tempo godeva la Serenissima. Altro evento storico è la storia di  Simon Skrinjar di Azzida, che ha seminato la paura tra la popolazione. Entrambi gli eventi del dramma sono associati ad una storia d'amore immaginaria tra Gregorio (interpretato da Igor Cerno di Bardo), figlio del sindaco  Galanda  e Anna, la figlia di Simon Skrinjar.

Beneško gledališče:
Galanda iz Ažle – veliki župan Benečije
besedilo / testo: Giorgio Banchig
dramaturško-režijska zamisel: Marjan Bevk

1 commento:

  1. È meschino sentire parlare dell'intolleranza dei popoli in minoranza tutti hanno gli stessi diritti, credo che dovrebbero aver fatto l'emigrante per molti anni per capire cosa vuol dire accettarsi a vicenda.
    Cara Olga purtroppo viviamo in un mondo di ipocriti! coloro che dovrebbero dare il buon esempio non ne capiscono niente....
    Tomaso

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