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03 gen 2013

POLOVIN - KRIES tou terski dolini

Bardo/Lusevera v Veliki Njivi(grande campo)
ore 18-Kries/polovin-Falò dell'Epifania

6 januarja ob 18 uri bomo zazgali kries/polovin

6 gennaio alle 18 si accenderà il falò dell'Epifania


polovin-kries
Bardo-Lusevera


JUDJE DOLIN! OD TERA DO KARNAHTE 
Igor Cerno


POLOVIN-KRIES
TOU TERSKI DOLINI

Še lietos tou Veliki Njivi, tou Barde te mladi so nastavili polovin/kries za Piernahte. Zvečer so ga uneli: okol njeà to se zbralo veliko judì, za uprašati srenćo tou novem lietu anu za se posveseliti ukop.

L'uso dei fuochi dell'Epifania risale alla nascita del dio Dionisio protettore della fertilità e del vino. Dionisio significa “strepito” dallo strepito che si faceva in suo onore.
All'accensione dei fuochi si volle dare un carattere cristiano per ricordare i magi e l'Epifania. Nella Terska dolina era molto diffuso quest'uso: si sistemava un piccolo falò per Gasparre, uno medio per Melchiorre ed il più grande per Baldassarre.
I fuochi venivano accesi in tutti i paesi nel giorno dell'Epifania sulle alture, in posizione ben visibile dal circondario. Nella Terska dolina l'Epifania è conosciuta con il nome di Piernahte, dal tedesco Bertennah, che porta luce: infatti alla festa dei tre magi il giorno è più lungo.
L'iniziativa partiva dai ragazzi. Ogni famiglia offriva legna, rami, bastoni che i giovani raccoglievano attorno ad un palo. Abbondava anche la felce ed il ginepro. Sulla cima del falò veniva fissato un piccolo abete che chiamavano roža.
Veniva sorteggiato colui che doveva accendere il falò. Dopo l'accensione, si ballava tutt'intorno al fuoco.
Si racconta che durante il ballo ci si sgolasse chiedendo per il nuovo anno “pan e vin”. Per questo a Bardo, Sedlišča e Zavarh il fuoco, per onomatopea, cominciò ad essere chiamato “polovin”. A Podbardo e Ter, invece, la pira continua ad essere indicata col termine kries.
In tempi non lontani a Sedlišča su un'ampia altura si riuniva il paese, la gente si cimentava nel dolgi ples e nel kolo, intonando la filastrocca: “paršol je kries, paršol je kries, gori drevo, gori lies, trilaj laj!”
Le ceneri venivano poi sparse per i prati e campi nella speranza di un buon raccolto e qualche brace veniva trafugata per accendere il fuoco di casa. 

Škarifeć tou Čenti
za Piernahte

Torak, 5. ženarja judie vasic Terskih dolin so se srietli tou Čenti. Lietos je bila še ena raprezantanca barskaa komuna, ki jo je zbral Luca Balzarotti.  So bi sousje obliečeni v stare obleke, za naordate pastierje anu ženice, ki spontano anu milostno so šli ledat Jezusa, ko se je rodil za mu kej podati (ser, mlieko, batudo, kruh…). 
Med njimi u se skril še Škarifeć, ki kot po navadi je nosìl čarnjelo škarifo anu čarnjela oblieka anu, kot po navadi, je strašol te mali, ki je srietol po poti. Škarifeć u je dan hud lump, ki živi tou bošku: u se parkaže tou vasi kuj zvečar anu će u vidi kacaa sinića, u ga zalasà anu tèra tou bošk: zatuo je bujše će te mali se vernejo ta hiši pred tomo. 
Potem to se zdoviedalo, ke Škarifeć je bil v resnici Luca, ki je obòl no liepo leseno maškero, ki jo je neredil Lendaro Valeriano.
Boè pozno četierje naši mladi so partečipali na “Palio dei Pignarulârs”: so mieli hitro terati nu težko onjeno kariolo za 100 metrov. Bilè so te parvi za već kuj pol gare: na koncu trudost se je storlà čuti anu so revali na četerto mesto. Nič za tuo…So bili vsi polno veseli liepe inicijative.

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