23 apr 2014

REZIJA-RESIA storia-video sugli stavoli

I primi insediamenti umani pare risalgono al VI° secolo d.C. quando un'epigone degli slavi del ramo meridionale,con ogni probabilità penetrati dalla vicina valle dell'Isonzo,attraverso il valico di Uccea e Carnizza,vi si stabilì.
Il nostro territorio,attualmente,non è che la risultante dell'uso che i nostri antenati  ne hanno fatto.Esso è la fotografia di una civiltà che si dispiega attraverso le localizzazioni abitative, le dotazioni infrastrutturali, gli utilizzi economici,l'organizzazione,dello spazio e del tempo....
Il bosco ,che ricopriva la totalità del territorio ,venne a poco a poco abbattuto,per dare origine a fondo valle,dove più facili risultavano  le comunicazioni ,alle aree coltive che dovevano garantire il sostentamento alimentare diretto agli abitanti dei villaggi  che via via si stavano formando.
Il passaggio dalla fase nomade a quella sedentaria oltre che esigere lo svilupparsi delle colture per l'autoconsumo(patate,fagioli,segale,orzo,frumento,granoturco,canapa,lino...)e quindi il progressivo ampliamento delle aree seminative,implicava anche la necessità dell'allevamento del bestiame.
La carenza del territorio a fondo valle spinse verso l'attrezzatura dei prati pascoli d'alta montagna,generalmente strappati al bosco su aree pianeggianti o a leggero declivio,usati sia per lo sfalcio sia per il pascolo del bestiame condotto dal fondo valle.
Questi bisogni di carattere economico,la necessità di dotare gli alpeggi di un minimo di infrastrutture e di strutture occorrenti al ricovero del bestiame ed alla permanenza delle persone crearono progressivamente una rete di abitazioni mai isolati l'un l'altro,ma organizzati in zone omogenee  rispondenti ai modelli di organizzazione e aggregazione sociale operanti nei villaggi.Se nel fondo valle i villaggi si formarono per aggregazione di nuclei di abitazioni (borghi) in alta montagna la formazione degli stavoli potendo usare territori più vasti,seguiva il criterio delle necessità di produzione , stoccaggio del fieno e delle esigenze di pascolamento.Le famiglie più numerose contavano su delle superfici attrezzate più vaste.Le relazioni sociali e quindi la formazione della cultura resiana erano favorite dalla necessità dell'uso comune delle sorgenti,di certi pascoli ed alle volte anche di alcuni strumenti di lavoro.
I villaggi sono tutti collocati a fondo valle,su terrazzi di origine alluvionale e sono:S.Giorgio (Bila) presumibilmente il primo villaggio formatosi,Prato (Ravanca )capoluogo,Gniva (Njwa),Oseacco (Osajane),Lischiazze,Stolvizza (Solbica ) e Coritis (Korito).
Questi villaggi sono tutti costruiti con materiali locali e dimensionati secondo le esigenze,la disponibilità  ed il clima:volumetrie ampie,tetti non eccessivamente pendenti,cucine a volta onde favorire la rotazione  circolare dell'aria calda,muri molto spessi in pietra bianca onde favorire l'isolamento termico,finestre piccole,terrazzi in legno usati per l'essicazione di alcuni cereali ,scale esterne in funzione di recupero dello spazio interno...

fonte dal libro Resia il linguaggio della terra e del pane-Resia jezik zemlje jezik kruha/ ZTT 1981 a cura di Renato Quaglia (dalla mia biblioteca)

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