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28 giu 2015

Taipana chiede la restituzione del quadro di Masino Boni

 L'olio su tela del 19 secolo dal titolo "I fedeli di Taipana recano offerte al sacerdote",è stato esposto nel 2005 a Udine

L’olio su tela del XIX secolo è stato esposto nel 2005 a Udine La comunità di Taipana vorrebbe rientrare in possesso di un quadro cui è ancora molto legata, che testimonia la religiosità e la fede degli abitanti del paese. Si tratta di un’interessante opera di Masino Boni, un olio su tela del XIX secolo, intitolata «I fedeli di Taipana recano offerte al sacerdote». In origine l’opera era custodita nella vecchia chiesa di San Mattia, edificio sacro che sorgeva all’ingresso del capoluogo e che poi fu distrutta attorno al 1906, per non essere mai più riedificata. Da quella data, del quadro di Boni si era persa ogni traccia fino a che la raffigurazione venne individuata e riconosciuta da un cittadino di Taipana, Gianni Cuffolo. La tela è stata esposta, dal 15 al 30 novembre del 2005 nella mostra dal titolo «Segni della devozione, materiali della Collezione Andreina e Luigi Ciceri», allestita nella preziosa cornice della chiesa di San Francesco, a Udine, esposizione curata allora da Romina De Sabbata della Cooperativa Sebastiano Ricci. Già allora, e si parla di 10 anni fa, il consiglio pastorale di Taipana inviò una lettera alla direzione dei Civici Musei di Udine, a firma di don Vittorino Ghenda e di Sandro Pascolo, nella quale si chiedeva di valutare la possibilità della restituzione dell’opera di Boni, delle dimensioni di 174 per 130; in quella missiva veniva comunicato il desiderio dei fedeli di rientrare in possesso del quadro, che sarebbe stato esposto nell’attuale parrocchiale del capoluogo, chiesa che sorge nel cuore del centro e che è dedicata ai Santi Giuseppe e Mattia Apostolo. Per diverse vicissitudini lo scritto cadde nel vuoto e non giunse mai alla direzione museale; fu seguito, poi, nel 2012, da una nuova istanza, questa volta diretta per conoscenza pure all’allora sindaco, e oggi vicesindaco di Taipana, Elio Berra, chiamato a far da tramite per il ritorno dell’olio su tela. Si chiedeva, in quella sede, di inviare ai Civici Musei una richiesta formale di restituzione. Sta di fatto che, a oggi, il quadro non si è mai mosso da Udine. Ed è intenzione della comunità dei fedeli cercare, ancora una volta, di riavere l’opera, datata 1856. Nel catalogo della mostra, l’olio su tela è riccamente descritto. Si spiega come quel quadro rientrasse in un particolare periodo storico: le località montane, allora, erano spesso prive di un parroco e, nel caso della Slavia, la situazione è stata anche più complessa, per la difficoltà di reperire clero che conoscesse lo sloveno e i vari dialetti sloveni. Da inizio Ottocento, però, la comunità di Taipana fu protagonista di grandi conquiste: ottenne il fonte battesimale e, nel 1847, con 1195 abitanti, ottenne per la sua chiesa il titolo di sacramentale; 47 capifamiglia, inoltre, chiesero di poter avere la benedizione col Santissimo Sacramento una volta al mese. L’istanza fu accolta e il dipinto di Boni rappresenta la gratitudine della comunità nei confronti del sacerdote che, con tanto zelo, caldeggiò le rivendicazioni del paese.
Paola Treppo (Dom, 31. 5. 2015)

1 commento:

  1. Taipana chiede la restituzione del quadro di Masino Boni

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