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25 feb 2017

UNA PROPOSTA QUASI INDECENTE

Era da qualche tempo che non avevamo notizie di iniziative sulle “lingue delle Valli del Natisone, del Torre, della Valcanale e Resiano che non hanno nulla a che fare con lo sloveno”. Era stata una sorpresa positiva, per noi, il fatto che tutte le amministrazioni delle Valli del Natisone avessero sottoscritto (e in molti casi votato all'unanimità in Consiglio comunale) un documento in cui si richiamava la legge 38/2001 sulla minoranza slovena per chiedere maggiore autonomia per questo territorio nell'ambito delle riforma degli Enti locali. Abbiamo raccontato negli ultimi mesi un clima più pacifico e dialogante che si era determinato sull'annosa questione identitaria della fascia confinaria della provincia di Udine. Che dire quindi della proposta del nostro vecchio conoscente, il consigliere Roberto Novelli, di realizzare un Istituto che promuova e tuteli le ‘varianti locali’ di questo territorio? Nella conferenza stampa con cui ha presentato la sua proposta, Novelli, così come il vicesindaco di Pulfero Clavora e il sindaco di Resia Chinese, ha ribadito concetti già espressi in passato. Ha detto che non considera questi idiomi sloveni, che lo sloveno standard rischia di sostituirsi alle millenarie parlate locali. Ha anche affermato di non condividere per nulla ciò che a Cividale sta facendo il sindaco Balloch su questa questione (l'apertura dello sportello linguistico sloveno ad esempio) nonostante sia consigliere di maggioranza. Nel merito abbiamo risposto a queste considerazioni svariate volte. Con la logica prima che con gli studi linguistici. Abbiamo scritto e riscritto che lo sloveno standard è una koiné di decine e decine di dialetti, che le ‘varianti linguistiche’ della fascia confinaria della provincia di Udine sono progressivamente intercomprensibili (diasistema) con le tante e diversissime fra loro parlate slovene.Che i dialetti di questi territori stanno scomparendo,ma non certo a favore dello sloveno standard quanto - sembra davvero assurdo doverlo precisare per quanto evidente - dell'italiano (standard) .Tuttavia ,ci troviamo di fronte ad una proposta di modifica di una legge regionale che anche per i firmatari resterà intitolata "Norma regionali per la tutela della minoranza linguistica slovena".Gli stessi proponenti hanno espressamente riconosciuto la legittima esistenza di una minoranza slovena in questo territorio ,chiedendo  - oltre a 400mila euro per un istituto che dovrebbe salvaguardare le parlate - un confronto e una pacificazione su questo tema.Insomma,non sono nemmeno più i tempi del " no money no sloveni" o delle manifestazioni di Fiamma tricolore e Identità e tutela della val Resia"Contro l'annessione del Friuli orientale alla Slovenia" .Ancora qualche piccolo passo e riusciremo a disinnescare anche il vero problema di fondo (ammettendo che non si riduca a una questione di fondi):quello dell'appartenenza nazionale.Che,come abbiamo sempre sostenuto,la scelta della nazionalità sia una questione soggettiva che non è determinata nè minata dalle leggi di tutela della minoranza linguistica.Se dovesse avvenire questa pacificazione anche le diatribe linguistiche (lingua/variante/dialetto/standard) saranno ricondotte a ciò che sono.Esercizi per fini accademici,non materia di scontro politico.

fonte Novi Matajur del 22 febbraio 2017

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