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08 mag 2017

La storia della chiesa di San Floreano


VILLANOVA DELLE GROTTE/ZAVARH L’edificio sacro, risalente al 1592, costruito ex novo dopo il terremoto del 1976
Chiesa di San Floriano attuale

prima del terremoto
Chiese ieri e oggi. Come sono cambiate dopo il terremoto del 6 maggio del 1976? Nell’anniversario del sisma che di fatto ha ridisegnato i paesi colpiti dalle scosse, non solo sotto il profilo architettonico e urbanistico ma anche e soprattutto sociale, raccontiamo la storia della chiesa di San Floreano Martire di Villanova delle Grotte, in Alta Val del Torre.
L’edificio sacro che vediamo oggi è stato eretto ex novo dopo il terremoto. Quello precedente aveva un’elegante facciata sormontata da un timpano ed era scandita in tre parti da un arco sopra il portale di ingresso. Guardava sempre alla piazza, tra i più bei punti panoramici della zona.
Cosa sappiamo dell’antica chiesa? Secondo le ricerche di Giacomo Baldissera, che nel 1933 curò un volume sulla storia delle chiese delle Valli del Torre e della Pedemontana, «La Pieve di Tarcento. Memorie storiche », quella di San Floriano di Villanova fu eretta non oltre il 1592, mentre al 1598 risulta che ebbe principio la sepoltura delle salme nell’annesso cimitero. Fu restaurata più volte: nel 1600 e nel 1700. Poi, nel 1874, fu ricostruita integralmente, ottenendo la consacrazione nel 1912.
È molto probabile che in questo punto di Villanova esistesse in origine una cappella ancora più antica, come tramanda la tradizione orale. Quella edificata alla fine dell’Ottocento aveva tre altari: quello maggiore era dedicato a San Mauro, quello di sinistra all’Assunzione della Vergine, quella di destra al Redentore.
Nel narrare la storia di questo edificio sacro, Baldissera ricorda uno screzio religioso avvenuto nel corso del 1800, per causa «di qualche individuo ostile alle pratiche del culto – scrive –; ma ben presto, senza scandalo, fu pienamente soffocato». La serie dei cappellani festivi comincia verso il 1739 e registra, nei primi tempi, un servizio cumulativo e alternato con la borgata limitrofa di Chialminis, dipendente dalla Pieve di Nimis. Questo durò fino al 1839. Dal 1840, invece, anche San Floriano ha il privilegio dei Sacramenti e l’assistenza spirituale stabile, senza comuni obblighi con alcuno. «Vi funzionava il rettore della Matrice alla ricorrenza del titolare, il 5 maggio, e il 15 agosto, festa dell’Assunta », si legge. La festa dell’Assunta è stata mantenuta negli anni e anche oggi è un giorno importante per la comunità, riunita anche per la sagra organizzata dal Gelgv.
Al tempo il vicario residenziale godeva di una comoda abitazione che era stata costruita espressamente per lui dai frazionisti. La furia del terremoto del 1976 ha richiesto la sua ricostruzione in forme completamente diverse, caratterizzata da ampie vetrate, di altezza contenuta e con coperture a tetto meno spiovente, quasi a “capanna”. Non è stato così per il vicino campanile in pietra, che si è salvato e cui sono state apportate solo poche modifiche, come l’inserimento di un orologio. Anche la piazza era molto diversa: non c’era l’edificio che oggi ospita il bar, e dietro alla chiesa si ergeva una grande costruzione poi abbattuta.
P. T. 
fonte: Dom del 30 aprile 2017

3 commenti:

  1. La storia della chiesa di San Floreano

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  2. Cara Olga, di sicuro che il terremoto a portato disastri a non finire e purtroppo molte vittima, una cosa però è certa le chiese sono ora più belle.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Purtroppo i terremoti colpiscono anche monumenti storici, che cadono anche per l'incuria umana.
    Saluti a presto.

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