ROMA
Nessuna garanzia per l’elezione di uno sloveno nel Parlamento italiano Il “Rosatellum bis” stabilisce una soglia del 20 per cento a livello regionale per le liste delle minoranze
Il Senato ha approvato lo scorso 26 ottobre la nuova legge elettorale. Per la normativa, denominata Rosatellum bis (poiché proposta di Ettore Rosato) hanno votato a favore 214 senatori, 61 i contrari, due gli astenuti. La Camera dei deputati ha approvato la riforma elettorale due settimane fa, così che questa entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il Governo del premier Paolo Gentiloni ha messo la fiducia su varie parti della legge elettorale affinché, nonostante la forte contrarietà da parte dell’opposizione, fosse approvata in tempi brevi e senza modifiche. Oltre ai partiti di maggioranza, la nuova legge elettorale è stata appoggiata anche dai partiti di opposizione Forza Italia e Lega Nord. Fermamente contrari il Movimento 5 Stelle e l’opposizione di sinistra, a cominciare dal partito Mdp di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Il Rosatellum gode anche dell’appoggio del partito popolare del Sud Tirolo, come ha sottolineato in Senato Karl Zeller, che è stato più volte interrotto a gran voce dai rappresentanti del Movimento5Stelle. A causa di incomprensioni sulla legge elettorale, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha lasciato il gruppo parlamentare del Pd ed è entrato a fare parte del gruppo misto. Ora nel termine di un mese il Governo deve definire le circoscrizioni per la Camera e per il Senato. A questo proposito in Friuli Venezia Giulia dovrà considerare la legge di tutela per la minoranza slovena (art. 26), che parla di facilitazioni per l’elezione dei senatori e dei deputati che appartengono alla minoranza linguistica slovena. Questo significa che le circoscrizioni dovranno includere il maggior numero di comuni presenti nel territorio di tutela. Si tratta di facilitazioni, che ad ogni modo non garantiscono l’elezione di un senatore o di un deputato sloveno anche perché nella circoscrizione di maggioranza viene eletto solo chi vince e non gli altri candidati, fatta eccezione per i candidati ed eletti nelle liste di partito. Il Rosatellum bis stabilisce una soglia elettorale del 20% a livello regionale per i partiti delle minoranze linguistiche ovvero per le liste minoritarie. Di fatto questo è possibile solo per i sudtirolesi ovvero per il loro partito di maggioranza Svp, che senza difficoltà supera il
20% di voti in Trentino-Alto Adige.
E inoltre: finora il Svp non è ricorso a questa disposizione.
I suoi parlamentari e senatori sono stati sempre
eletti nei distretti elettorali in cui i tedeschi e i ladini
sono in maggioranza; alle elezioni col sistema proporzionale
il Svp ha stretto una fruttuosa alleanza con il
maggior partito italiano, che un tempo era la Democrazia
cristiana, oggi invece è il partito democratico.
S. T.
(Primorski dnevnik, 27. 10. 2017)
dal Slovit di ottobre
Nessuna garanzia per l’elezione di uno sloveno nel Parlamento italiano Il “Rosatellum bis” stabilisce una soglia del 20 per cento a livello regionale per le liste delle minoranze
Il Senato ha approvato lo scorso 26 ottobre la nuova legge elettorale. Per la normativa, denominata Rosatellum bis (poiché proposta di Ettore Rosato) hanno votato a favore 214 senatori, 61 i contrari, due gli astenuti. La Camera dei deputati ha approvato la riforma elettorale due settimane fa, così che questa entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il Governo del premier Paolo Gentiloni ha messo la fiducia su varie parti della legge elettorale affinché, nonostante la forte contrarietà da parte dell’opposizione, fosse approvata in tempi brevi e senza modifiche. Oltre ai partiti di maggioranza, la nuova legge elettorale è stata appoggiata anche dai partiti di opposizione Forza Italia e Lega Nord. Fermamente contrari il Movimento 5 Stelle e l’opposizione di sinistra, a cominciare dal partito Mdp di Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani. Il Rosatellum gode anche dell’appoggio del partito popolare del Sud Tirolo, come ha sottolineato in Senato Karl Zeller, che è stato più volte interrotto a gran voce dai rappresentanti del Movimento5Stelle. A causa di incomprensioni sulla legge elettorale, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha lasciato il gruppo parlamentare del Pd ed è entrato a fare parte del gruppo misto. Ora nel termine di un mese il Governo deve definire le circoscrizioni per la Camera e per il Senato. A questo proposito in Friuli Venezia Giulia dovrà considerare la legge di tutela per la minoranza slovena (art. 26), che parla di facilitazioni per l’elezione dei senatori e dei deputati che appartengono alla minoranza linguistica slovena. Questo significa che le circoscrizioni dovranno includere il maggior numero di comuni presenti nel territorio di tutela. Si tratta di facilitazioni, che ad ogni modo non garantiscono l’elezione di un senatore o di un deputato sloveno anche perché nella circoscrizione di maggioranza viene eletto solo chi vince e non gli altri candidati, fatta eccezione per i candidati ed eletti nelle liste di partito. Il Rosatellum bis stabilisce una soglia elettorale del 20% a livello regionale per i partiti delle minoranze linguistiche ovvero per le liste minoritarie. Di fatto questo è possibile solo per i sudtirolesi ovvero per il loro partito di maggioranza Svp, che senza difficoltà supera il
20% di voti in Trentino-Alto Adige.
E inoltre: finora il Svp non è ricorso a questa disposizione.
I suoi parlamentari e senatori sono stati sempre
eletti nei distretti elettorali in cui i tedeschi e i ladini
sono in maggioranza; alle elezioni col sistema proporzionale
il Svp ha stretto una fruttuosa alleanza con il
maggior partito italiano, che un tempo era la Democrazia
cristiana, oggi invece è il partito democratico.
S. T.
(Primorski dnevnik, 27. 10. 2017)
dal Slovit di ottobre

Approvata la legge elettorale per Camera e Senato
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