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11 feb 2019

Creare lavoro per fermare l’emigrazione

Il 50° dell’Unione emigranti sloveni ha dato l’occasione per riflettere sulle misure necessarie contro lo spopolamento della montagna La Regione Friuli Venezia Giulia «crede fermamente nell’importanza di sostenere le attività delle associazioni dei corregionali all’estero e di tutelare la cultura delle minoranze linguistiche e gli stanziamenti in Stabilità e nel bilancio di previsione lo dimostrano». È questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Autonomie locali, politiche comunitarie e corregionali all’estero, Pierpaolo Roberti, durante la cerimonia commemorativa per il cinquantesimo anniversario di Fondazione dell’Unione emigranti sloveni del Friuli Venezia Giulia/Slovenci po svetu, tenutasi a Cividale l’1dicembre. Rimarcando come il Friuli Venezia Giulia sia sempre stato una terra d’emigrazione, Roberti ha evidenziato che «uno dei problemi che oggi la nostra Regione deve affrontare è lo spopolamento delle aree montane, che riguarda tutte le comunità linguistiche. Dobbiamo, infatti, invertire rapidamente questo fenomeno, creando opportunità di lavoro. La Regione sta quindi lavorando a piani di sviluppo rivolti alle aree interne del Friuli Venezia Giulia, in particolare la montagna e le Valli del Natisone, che hanno bisogno di attenzioni particolari». L’assessore ha spiegato che «per creare occupazione dobbiamo favorire l’insediamento di imprese con misure specifiche, come il taglio dell’Irap che verrà inserito nella prossima legge di Stabilità. Dobbiamo fare in modo che le persone abbiano l’opportunità di rimanere nei luoghi dove sono nate, senza doversi per forza trasferire nei grandi centri urbani per trovare un posto di lavoro e costruirsi una vita». L’assessore ha quindi evidenziato che «è molto importante mantenere vivo il rapporto tra gli emigranti, i loro figli e il territorio d’origine. Un concetto che, nel caso degli appartenenti alle minoranze linguistiche come quella slovena, è doppiamente rilevante, perché si inserisce nell’ambito delle azioni sostenute dalla Regione per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni delle minoranze. Si tratta di iniziative che vanno condotte in primo luogo per il senso di riconoscenza e di vicinanza che il Friuli Venezia Giulia ha verso tutti i suoi emigranti, ma anche perché auspichiamo che un domani chi ha dovuto trasferirsi all’estero possa ritornare e magari investire nella sua terra d’origine, creando nuove imprese e posti di lavoro». All’evento hanno partecipato, tra gli altri, la senatrice Tatjana Rojc, il consigliere regionale, Elia Miani, e il sindaco di Cividale, Stefano Balloch, il consigliere del presidente della Slovenia, Boštjan Žekš, e il rappresentante dell’Ufficio governativo per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo, Robert Kojc. Presenti molti sindaci della Slavia in fascia tricolore e l’arciprete di Cividale, mons. Livio Carlino. Tra il pubblico c’erano i rappresentanti dei circoli degli emigranti sloveni, giunti per l’occasione da tutto il mondo. A fare gli onori di casa è stata la presidente dell’Unione, Graziella Bianco Coren, che nella propria relazione ha ripercorso la storia dell’associazione e ne ha ricordato i principi, validi ancor oggi. Il momento musicale della celebrazione è stato affidato al coro «Matajur» di Clenia. (ARC/MA/e, 1. 12. 2018)

da Slovit del 31 gennaio 2019

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