Poesia di Miha Obit

Miha Obit
Sadà …
Sadà, ki berem od tvojega očeta se vprašam
ki z adne ežerčite je vidu muoj
an predvsem pruot kerimi se je boriu:
sam ga vidu samuo zgubit an parst v fonderiji.
Pa je šu, ku de bi biu an sudat
v svoji osebni trinčeji mikrovalovnih
peči an lepuo popieglanih srajc.
Kar nas je zapustu, sam pomislu,
de je biu tuole naredu že puno cajta priet.
Imam rieko, ki teče pred mano
buj hitro, ku kar sam mislu – an s sabo
nese vse – an tele parve majske zore.

 dialetto delle Valli del Natisone
Ora…
Ora che leggo di tuo padre mi chiedo
quali eserciti abbia visto il mio
e soprattutto quali abbia combattuto:
l’ho visto solo perdere un dito in fonderia.
Eppure se ne è andato da soldato
nella sua trincea personale di forni
a microonde e camicie ben stirate.
Quando ci ha lasciati ho pensato
che l’aveva fatto già molto tempo prima.
Ho un fiume che scorre davanti a me
più veloce di quanto pensassi – e con sé
porta via tutto – anche queste prime aurore di maggio.
Michele Obit (Ludwigsburg, 1966) vive e lavora a Udine.
È direttore responsabile del settimanale bilingue della minoranza slovena in Italia «Novi Matajur».
Come organizzatore culturale collabora alla realizzazione del festival Stazione di Topolò / Postaja Topolove, che ogni anno, in estate, si tiene sul confine, per il quale cura il progetto di residenza per scrittori e poeti «Koderjana» e gli incontri letterari «Voci dalla sala d’aspetto/Glasovi iz cakalnice»...http://www.mimesis-elit.it/michele-obit/

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