Tarvisio, arriva il nuovo parroco

Tarvisio, arriva il nuovo parroco

La mattina di domenica, 10 novembre, don Claudio Bevilacqua ha celebrato l’ultima Messa a Tarvisio/ Trbiž e ha preso commiato dalle comunità della Collaborazione pastorale di Tarvisio. Ha già fatto rientro nella propria casa a Flaibano, dove si è messo a disposizione della Collaborazione pastorale di Coseano, di cui la comunità di Flaibano fa parte.
In una lettera ai fedeli l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, lo ha ringraziato per l’opera svolta in Valcanale, annunciando anche che sabato, 23 novembre, accompagnerà a Tarvisio il nuovo parroco che lo sostituirà, don Alan Iacoponi. L’arcivescovo concelebrerà la Messa col nuovo parroco alle 17.00 nella chiesa di Tarvisio.
Don Iacoponi, che ha 42 anni, è nativo della Bolivia ed è incardinato nell’Arcidiocesi di Udine. Finora è stato vicario pastorale a Gemona; d’ora in avanti avrà la responsabilità delle parrocchie di Tarvisio, Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del Predil, Ugovizza e Malborghetto- Valbruna.
Don Alan ha già notato interesse per il suo arrivo a Tarvisio sui media locali: «Anzitutto ci tengo a rettificare alcune informazioni apparse su alcune testate. Ad esempio, non è vero che ho nonni friulani. Ho origini toscane; Iacoponi è un cognome toscano».
Il nuovo parroco è ansioso di conoscere i fedeli della Valcanale di persona: «La mia intenzione è arrivare in punta di piedi sul posto, perché si tratta di comunità che hanno una storia e tante tradizioni. Ovviamente io non posso arrivare come un carro armato e fare semplicemente di testa mia. Arriverà il momento in cui si dovrà prendere decisioni e cercare di agire secondo coscienza, ma credo sia importante cercare sempre di rispettare il posto e le tradizioni, le origini delle diverse comunità. Questo penso sia il punto di partenza fondamentale». Per riuscire a coglierne i diversi particolari, don Iacoponi ritiene che sia necessario giungere in valle. «È presto per dire di più, perché devo essere sul posto. Credo che l’importante sia imparare ad avere un cuore aperto, ma anche chiedere sempre la saggezza per cercare di agire nel migliore dei modi per il bene delle comunità e per la crescita umana e spirituale di ognuna di esse». Questo per il nuovo parroco rappresenta una priorità. «Credo che dovrò arrivare sul posto e cercare piano piano di conoscere la realtà. Ci vorrà del tempo, perché non si fa dall’oggi al domani; poi sicuramente, con lavoro e pazienza, riusciremo a costruire qualcosa insieme».
Don Iacoponi, insomma, si sta ancora affacciando alla realtà della Valcanale. «Al momento sono stato su a fare un sopralluogo, a cercare di visitare le chiese nel silenzio della solitudine, in momenti in cui non c’era nessuno, solamente per recarmi in preghiera e fare un po’ di mente locale, perché tanti posti non li avevo mai conosciuti. Per ora ho fatto questo, ma non si tratta solo di chiese. Le chiese sono il fattore geografico, la cosa più importante che ho bisogno di cogliere è l’anima, propro l’anima delle comunità, delle diverse popolazioni, delle diverse culture e delle diverse lingue. Questo sicuramente sarà impegnativo, ma, con buona volontà da tutte e due le parti, penso che ci si riuscirà». (Luciano Lister)


Commenti

  1. Cara Olga, quello dei parroci è sentito ovunque, troppo poche aspirazioni!!!
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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