Včeraj in danes z Devetico božično - Ieri e oggi con la Devetica božična

Durante l’Avvento i fedeli si preparano al Natale con le usanze del periodo a noi pervenute, che ancora riescono a distogliere la gente da negozi e acquisti, riportandola al vero significato della nascita di Cristo. Nelle Valli del Natisone la più celebre tra queste usanze è la Devetica božična, una novena di Natale che anche quest’anno è stata pregata nei paesi delle parrocchie di Drenchia/Dreka, Liessa/Liesa e Cravero/Kravar. Proprio della Devetica si è parlato giovedì, 12 dicembre, al Centro culturale sloveno di San Pietro al Natisone/Špietar.
Il presidente dell’Istituto per la cultura slovena-Isk, Giorgio Banchig, ha approfondito la storia e il significato di questa forma di devozione, iniziata ai principi del XVII secolo in Tirolo dalla contessa Anna Caterina Gonzaga – che cambiò poi il suo nome in Giuliana. «In Slovenia la Devetica si chiama “Marijo nosijo”, “Portano Maria”», ha aggiunto Banchig. E proprio così, in dialetto sloveno, era chiamata l’usanza anche in alcuni paesi della Slavia.
Nel corso della serata il coro Rečan_Aldo Klodič ha mostrato come si svolge la Devetica božična. Sono intervenuti anche Margherita Trusgnach, l’etnografo Walter Colle e Luisa Battistig.
In conclusione, Marina Cernetig ha presentato alcuni altari e immagini della Vergine Maria, che resteranno in mostra alla Beneška galerija di San Pietro al Natisone fino al 12 gennaio 2020. Potranno essere ammirati dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 nelle giornate di apertura del museo SMO.

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