Giovani e agricoltura in montagna, misura ‘shock’ della Regione



Un nuovo canale di finanziamento per i giovani imprenditori agricoli “che si impegnano a mantenere la residenza in montagna”. Ammonta a 800mila euro complessivi la dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione per il 2020 nella legge di stabilità (24/2019) per quanti intendano investire nella produzione di prodotti agricoli, nell’allevamento e attività connesse, nella trasformazione e commercializzazione degli stessi prodotti, nella gestione forestale sostenibile e nelle attività di trasformazione del legno.
La nuova disposizione è stata illustrata da Fabio Floreancig (p.o.) e Roberto Costantini del Servizio competitività sistema agroalimentare della Regione assieme a Stefano Predan (segretario provinciale) e Francesco Chiabai della Kmečka zveza, all’incontro informativo, organizzato dalla stessa associazione degli agricoltori, lo scorso 17 gennaio al Kulturni dom di San Pietro. Giovani
Il contributo, ha spiegato Floreancig, è pensato, per la modalità con cui viene erogato, come ‘shock’ al fine di invertire, almeno parzialmente, la tendenza dell’abbandono della montagna più marginalizzata. Viste, ha ribadito Floreancig, le enormi potenzialità attrattive, anche turistiche, che presentano i territori come quelli della vallate a ridosso del confine con la Provincia di Udine. La domanda di prodotti e di turismo per questo tipo di territori infatti, ha sostenuto, è in forte e costante aumento da diversi anni e rappresenta il futuro del settore. Servono, però, investimenti importanti per colmare il gap che si è creato nei decenni scorsi caratterizzati da una politica che, anche per l’agricoltura, ha badato soprattutto alla quantità a scapito della qualità.
I canali di finanziamento della nuova disposizione, sono stati illustrati da Francesco Chiabai ai tanti giovani, in buona parte donne, che hanno riempito la sala del Kulturni dom.
I potenziali beneficiari, dunque, sono i giovani (under 41) che sono già imprenditori o che intendono costituire un’impresa entro due mesi dalla presentazione della domanda. Purché, è il requisito fondamentale, risiedano e intendano investire nei territori montani di ‘svantaggio economico’, classificati come B e C secondo il DGR 3303 del 2000. Rientrano nelle due categorie tutti i comuni delle valli del Natisone ad eccezione di San Pietro, Nimis ed Attimis (ma non Faedis), Lusevera, Taipana e Resia. Il termine per la presentazione della domanda, per la cui compilazione è possibile rivolgersi agli uffici della Kmečka zveza, è fissato al 1 febbraio. Quanto alle spese ammissibili, la novità principale riguarda la possibilità di ottenere il 100 per cento della spesa sostenuta per la compravendita di terreni. All’80 per cento invece potranno essere finanziati la compravendita la costruzione o il miglioramento di beni immobili, la pianificazione e la gestione forestale, l’acquisto di macchinari e di attrezzature, la compravendita di animali e di piante, le spese di promozione, le spese tecniche generali ed amministrative e quelle per la conduzione aziendale nel limite del 30 per cento del totale delle spese ammissibili.
Il contributo, nel regime de minimis e su cui sarà possibile chiedere un anticipo del 70 per cento, sarò al massimo di 20mila euro per la produzione primaria e di ben 200mila euro per la trasformazione. È previsto il vincolo del mantenimento della residenza nei territori montani per almeno cinque anni.http://novimatajur.it/attualita/giovani-e-agricoltura-in-montagna-misura-shock-della-regione.html

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