Näš Glas, rezijanski glas -Näš Glas, la voce di Resia

I resiani residenti a Resia nonché i molti che non abitano stabilmente in valle, ma che si interessano alle questioni culturali che la caratterizzano, stanno ricevendo il nuovo numero della rivista Näš Glas/La nostra voce. Il periodico curato dal Circolo culturale resiano Rozajanski Dum da anni tratta diverse tematiche culturali, con particolare attenzione al resiano.
Si potrebbe dire addirittura che, attraverso questo mezzo di informazione, da anni si stia monitorando lo stato di salute della lingua dei resiani, dando ampio spazio a ciò che ci viene detto dai linguisti, ovvero dagli esperti che lo tengono più sotto osservazione. Che il resiano sia in via di estinzione è un dato oggettivo sotto gli occhi di tutti, penso anche dei resiani stessi, che per diversi motivi lo parlano sempre meno.
Il numero della rivista appena uscito tratta diversi aspetti della cultura. In particolare, in questo numero, si sofferma su un aspetto peculiare del resiano, probabilmente noto a pochi, ovvero le vocali. Per saperne di più abbiamo incontrato, durante una delle sue tappe di ricerca a Resia, il prof. Peter Jurgec, che studia fonetica e fonologia. Il pioniere di queste ricerche fu il famoso Jan Baudouin de Courtenay (1845-1929). A cento anni dalla sua nascita, un interessante articolo ricorda, poi, Milko Matičetov (1919-2014), l’insigne accademico sloveno che raccolse e studiò il patrimonio di narrativa orale della Val Resia. Durante tutto il 2019, infatti, questo ricercatore è stato ricordato con molti eventi sia in Slovenia sia in Italia. Non è mancata un’occasione di commemorazione anche a Resia, alla quale ha partecipato anche il figlio di Milko, Matej Matičetov. Spazio è stato riservato, inoltre, alla prosecuzione della campagna di scavi archeologici, iniziata nel 2018, nel sito ta-na Rado/Monte Castello sopra Stolvizza. Anche durante il 2019 ha dato ottimi risultati in termini di ricerca e di ritrovamenti di oggettistica. Proseguendo nello sfogliare il periodico del Circolo un’articolo parla di come la RAI, al Centro culturale Ta rozajanska kulturska hïša di Prato/Ravanca, ha ricordato i 40 anni della trasmissione radiofonica Te rozajanski glas. Ogni sabato alle 12.00 intrattiene gli ascoltatori con rubriche tutte in resiano e intramezzi musicali, fornendo notizie e approfondendo le tradizioni locali.
Lëto 2019 jë se rivalo ano wor lëta, tej po nawadi, so leda, da ka jë bilo norët lipaa čis lëto. Nejveć so leda, da ka jë se dorivalo naredit ano pa da ka jë ščë za dëlet. Neš čirkolo, prow za prow, jë lani naredil karjë ni lipi rači za te jüdi wpïsane w čirkolo ano za wse rozajone: za te domoće ano pa za te pösvitë.
Tej rüdi so jë jïskalo, tej so mörë, dyržet orë to rozajonsko kultüro ano nošë romoninjë. Kej od taa wridnaa dëla somo napïsali pa ta -na tumo növamo nümarjo Nošaa Glasa, ki vilizel misec dicembarja 2019. Somo napïsali ta-na isamo šwöjo, itako da to ostoni napïsano ano da wsak morëj, nes ano zutra, od itaa lajet. Tej bota lajali ta-na Nošamo Glaso već rači somo je owdëlali wkop pa ziz tëmi drüimi asočacjuni ano ziz muzei ki momo izdë w noši dolïni, ki ziz sërcon zawaljüwen za tö, ki ni so nin pomoali.
Tej rüdi, za napïset kej od itaa, ki jë bilo norëd pravaa izdë w Reziji, somo dali mësto pa tin drüin ki, tej mï, ni skirbïjo za swo domoćo kultüro. (Sandro Quaglia)

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