5 dic 2014

Web sul blog: Iniziativa: un anno di blog

Web sul blog: Iniziativa: un anno di blog:   Cari amici e lettori di questo blog, mancano poche settimane alla fine del 2014. Sicuramente quest'anno non sarà ricordato co...

“Il documento dei sindaci frutto di un compromesso”



http://novimatajur.it/attualita/il-documento-dei-sindaci-frutto-di-un-compromesso.html

La discussione sulla riforma degli enti locali approvata dal Consiglio regionale lo scorso 26 novembre è approdata anche nei consigli comunali delle valli del Natisone. Gli amministratori hanno informato le assemblee del documento già sottoscritto dai primi cittadini dei sette comuni più Prepotto e Torreano, contenente alcune indicazioni indirizzate alla Regione per il riordino dell’assetto istituzionale di questo territorio.
A Pulfero, lo scorso 29 novembre, è stato l’assessore alla cultura e vicesindaco Mirko Clavora a dare lettura del testo inviato dai sindaci agli organi regionali. Nel documento, in sintesi, si propone l’istituzione di un’entità fra i comuni sottoscrittori con, in alternativa, l’aggiunta di Cividale e Moimacco. Clavora ha precisato che si tratta di una proposta frutto di un compromesso tra le diverse posizioni dei comuni. Tra cui anche quella dello stesso comune di Pulfero che aveva suggerito, come il testo definitivo, un’unione fra i sette comuni delle valli con Prepotto e Torreano oppure di questi con l’aggiunta di Cividale, Moimacco, Premariacco e Remanzacco. Ha poi criticato “un recente articolo apparso sulla stampa locale” (crediamo, l’editoriale del nostro settimanale della scorsa settimana dal titolo Come volevasi dimostrare). “È facile – le parole di Clavora – sparare sentenze conoscendo tutte le modifiche intervenute nella legge regionale. Il documento che abbiamo sottoscritto è precedente”.
In realtà – va rilevato – la proposta dei sindaci è datata 17 novembre, lo stesso giorno dell’approvazione definitiva del testo in V commissione del consiglio regionale, ma già nella settimana precedente erano state rese pubbliche le principali novità che sarebbero state introdotte.
In ogni caso il testo è arrivato più di un mese dopo l’approvazione del disegno di legge della Giunta Serracchiani (avvenuta il 10 ottobre scorso). Clavora ha poi affermato come premesse di più ai primi cittadini sottolineare alcuni temi di principio, in particolare montanità e peculiarità culturali e linguistiche del territorio. “In ogni caso ci sarà ancora del tempo per confrontarci con la Regione che non ha ancora stabilito le delimitazioni territoriali dei nuovi enti”, ha aggiunto.
Sulla riforma il capogruppo dell’opposizione a Pulfero Piergiorgio Domenis si è invece rammaricato per la mancata inclusione nella proposta delle valli del Torre, una realtà – ha spiegato – con cui le valli del Natisone si confrontano da tempo essendo parte della stessa Comunità montana.
Gli ha risposto il sindaco Camillo Melissa rilevando come il primo cittadino di Nimis Tosolini si sia espresso a favore di un’unione per quel territorio che ricalchi il nuovo distretto sanitario della zona che non comprende valli del Natisone e Cividalese.
A San Pietro al Natisone, durante la seduta del consiglio del 28 novembre, la lettura del testo prodotto dai sindaci è stata affidata al capogruppo della maggioranza Luca Zufferli.
Critiche anche qui sono arrivate dall’opposizione tramite il capogruppo della Lista civica-La nostra terra Fabrizio Dorbolò, che ha contestato il mancato inserimento di un riferimento chiaro alla normativa di tutela della minoranza linguistica slovena e in particolare della legge 38/2001.
In base alla quale la Regione, come indica la stessa legge di riordino degli enti locali, potrà concedere deroghe al numero minimo di abitanti (altrimenti fissato, per le realtà già appartenenti alle Comunità montane, a 30mila unità) e alla continuità territoriale per la costituzione delle nuove Unioni territoriali intercomunali.
Di qui dunque il rammarico di Dorbolò anche per il mancato inserimento nella proposta delle valli del Torre ed eventualmente del Collio, realtà che hanno caratteristiche più simili alle valli del Natisone rispetto ai centri della pianura. gniduca
Ma anche per l’assenza, nel testo, di una proposta chiara per la fusione dei comuni del Natisone grazie  alla quale, vista la nuova normativa, potrebbero arrivare ingenti trasferimenti dalla Regione. “Effettivamente – ha replicato Zufferli – il documento è troppo soft. Ma bisogna considerare che è il prodotto di un compromesso fra diverse posizioni portate da singoli comuni (Pulfero, Stregna, Drenchia e Savogna). Siamo appena all’inizio di un percorso di dialogo, fra realtà che in precedenza non erano abituate a confrontarsi.”

4 dic 2014

La seconda "Funeral house" in Friuli


Dopo quella di Pordenone anche in provincia di Udine  ci sarà la seconda "Funeral house " con webcam e bar ,la struttura è molto ampia(1200 mq a due piani) .Vi chiederete dove,a Tarcento ,la perla del Friuli ,come in America ed in Europa.
Ci sono  tutti i servizi per l'addio al caro estinto: un grande parcheggio per parenti ed amici,fioreria e bar. Chi è impossibilitato a partecipare alla cerimonia potrà connettersi in Internet e guardare la sala del commiato via webcam. Tutti i servizi ,dichiara l'impresa funebre,senza spendere nulla di più rispetto a un normale servizio funebre. Nella nostra regione c' è un'altra  Casa funeraria e si trova a Pordenone.Sabato prossimo sarà inaugurata a Tarcento alla presenza del presidente del Consiglio regionale e le autorità religiose.
L'idea ,nata dieci anni fa,sull'esempio delle Case funerarie canadesi ed europee,ha usufruito della legge regionale 12 del 2011 che istituisce queste strutture.
In Italia siamo ancora agli inizi,ce ne sono in Spagna,Belgio,Austria,Inghilterra e nell'Europa del Nord.
La struttura è usufruibile per tutti i comuni della provincia di Udine.

Studiare una lingua: così il cervello diventa più forte

Le connessioni cerebrali aumentano e, di conseguenza, la mente diventa più flessibile e più efficiente

Imparare una nuova lingua modifica sia l'attività del cervello, sia la suastruttura. L'effetto, per di più, è valido a qualsiasi età. “Come nell'esercizio fisico, tanto più vengono utilizzate aree specifiche del cervello, tanto più cresce e diventa più forte”, spiega Ping Li, docente di psicologia, linguistica e scienze e tecnologie dell'informazione della Pennsylvania State University che insieme ai suoi collaboratori ha pubblicato sul Journal of Neurolinguistics i risultati delle sue ricerche sul tema.

Studiando mediante risonanza magnetica nucleare il cervello di 39 individui madrelingua inglese prima e dopo un periodo di 6 settimane durante il quale si sono cimentati nello studio del cinese, Li e collaboratori hanno scoperto che chi riusciva ad imparare meglio la nuova lingua era caratterizzato da connessioni cerebrali più forti già prima del periodo di studio. Ciò corrisponde a una maggiore flessibilità e a una migliore efficienza che rendono più semplice imparare una nuova lingua. Ma c'è di più. Infatti riuscire ad imparare il cinese migliorava le connessioni cerebralidopo il periodo di studio.

Revisionando una serie di ricerche condotte in passato i ricercatori hanno ipotizzato che i cambiamenti funzionali corrispondano ai cambiamenti anatomici indotti nel cervello dall'apprendimento di una nuova lingua, indipendentemente dall'età alla quale viene studiata. “Una scoperta molto interessante – spiega Li – è che, rispetto a studi precedenti, il cervello è molto più plastico rispetto a quanto pensassimo. Possiamo osservare cambiamenti anatomici nel cervello [negli anziani], una notizia molto incoraggianti in tema di invecchiamento”. Secondo l'esperto imparare una nuova lingua potrebbe addirittura aiutare a invecchiare meglio.

Foto: © aeyaey - Fotolia.com
di Silvia Soligon (14/11/2014)

3 dic 2014

L'Albergo diffuso che cos'è?

L'Albergo Diffuso Borgo Soandri di Sutrio
da google
L'albergo diffuso è «un'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti». (Dall'Ara).
L'albergo diffuso, come è evidente fin dal nome, è in primo luogo un albergo, anche se un albergo particolare, che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case pre-esistenti. In altre parole l'albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti (il modello) messi a punto dopo una lunga serie di esperienze sul campo avviate a partire dai primi anni '80 in Friuli e Sardegna
Il concetto di albergo diffuso nasce in Carnia (Friuli-Venezia Giulia), a seguito del terremoto del 6 maggio del 1976 e della necessità di valorizzare le case mano a mano che queste venivano ristrutturate. Il primo documento che riporta il termine albergo diffuso è il progetto-pilota di Comeglians (Borgo Maranzanis) del 1982, firmato dall'architetto Carlo Toson e nato da un'idea di Leonardo Zanier, poeta e scrittore. Le prime parziali esperienze di albergo diffuso nascono nel 1994 a Sauris a seguito del Progetto Turismo dello stesso comune del 1982.Il Friuli-Venezia Giulia resta la regione dove essi sono più diffusi (se ne contano 15 a fine 2009, di cui 11 hanno la forma di società cooperativa).

Vantaggi

Questa forma ricettiva permette di offrire un servizio alberghiero completo, unendo potenzialità già presenti nel territorio, senza dover ricorrere alla creazione di una struttura apposita che le raccolga in un unico edificio. In Italia l'albergo diffuso è una soluzione che incontra sempre più favori, soprattutto in piccoli centri, in virtù del fatto che contribuisce a coniugare il mantenimento e la valorizzazione dell'esistente, con lo sfruttamento turistico degli stessi luoghi, con particolare riferimento ai centri storici. Un albergo diffuso non è solo un modello di ospitalità made in Italy, è anche un modello di sviluppo turistico territoriale, rispettoso dell’ambiente e "sostenibile", una modalità, di sviluppo locale, a rete che genera filiere e che rappresenta un contributo allo spopolamento dei borghi. In Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, l'albergo diffuso nacque per recuperare immobili rurali in piccoli borghi montani caratterizzati da un consistente fenomeno emigratorio e da scarso dinamismo economico. Oggi poi l'albergo diffuso, se opportunamente integrato in una gestione complessiva dell'accoglienza turistica, può diventare il punto di snodo cui fanno riferimento tutti gli esercizi commerciali di un centro abitato .
In Carnia troviamo alberghi diffusi a :Sauris,Sutrio,Comeglians,Ovaro,Tolmezzo,Paluzza,Forni di sopra.
Sono una valorizzazione dei borghi vivi.
Anche nella Terska dolina  troviamo Alberghi diffusi..
Poi ci sono B&B e alloggi turistici.


  • LA DACIA albergo diffuso

      VEDRONZA, 58

      338 4981488 – 340 4731821 – 0432 878483

    Cinque camere, 3 bagni, angolo lettura, cucina comune. Al piano terra camera matrimoniale con bagno attrezzato per l’accesso ai disabili

    www.albergodiffusotorre.it

    info@albergodiffusotorre.it


La trama e l'intreccio video di Stefano Morandini

Terska dolina

Supermercato della poesia-racconti-arte e musica: Alberi binari di Roberto Ferrari

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