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07 nov 2012

IL TIGLIO-LIPA PRESSO IL POPOLO SLOVENO

lipa.tiglio

Il tiglio e il re Matjaž

L’albero, che protende ver ž so il cielo la sua cima, venne ritenuto giá in epoca preistorica un legame tra il mondo terreno e quello divi­no.

 Più tardi ogni popolo raffiguró la propria esistenza e la propria sorte attraverso una certa specie vegetale, particolarmente importante nel suo habitat.


Nella tradizione slovena, il tiglio-lipa é l’albero sacro o della vita: esso cresceva solitamente al centro del villaggio e sotto le sue fronde si riuniva la comunitá o «vicinia»( sosednja), presieduta dal sindaco (župan), che era coadiuvato dal Consiglio dei dodici dvanajstija); a livello di mandamento, l’as­emblea si denominava «cavalcata» (pojezda), nentre a livello nazionale si chiamava «veča» (placito); il giudizio di queste assemblee era vincolante anche per i feudatari.

L’area sottostante al tiglio era dunque il centro della vita comunitaria; colá si svolge­vano gli  incontri e le feste da ballo; ogni anno vi aveva luogo la «prima danza», un rito che sanciva l’entrata dei giovani nella vita adulta (usanza conservatasi tuttora in Carinzia, nella valle della Zila).
Il tiglio aveva un suo ruolo anche nel mondo spirituale sloveno; veniva piantato vicino alle chiese, sia in campagna che in cittá; e nelle leggende, offre un riparo ai giusti; anche Maria con il Bambino riposa alla sua ombra.

Il tiglio accompagna pure il mitico Re Mania (Kralj Matjaž), che impersona il popo­lo sloveno e la sua storia; il superbo eroe pro­vocó Iddio stesso e fu sconfitto nella battaglia combattuta sotto un tiglio, in mezzo alla cam­pagna; Mania ed i suoi ultimi soldati restarono imprigionati in una grotta e caddero in un sonno lungo e profondo, che sarebbe durato fino a quando (in una notte di Natale) fosse cresciuto e fiorito un tiglio davanti alla cavitá in cui si trovavano, per seccarsi dopo un’ora soltanto.
Mattia si sarebbe allora svegliato, guidando i suoi fedeli nella battaglia decisiva; il profumo del tiglio fiorito li avrebbe rinvigo­riti e la vittoria definitiva sarebbe arrisa loro; infine, la pace universale sarebbe stata stipula­ta sotto il tiglio dalle sette cime, sul quale Mattia avrebbe posto uno scudo, simboleg­giante la resistenza della fede, invano colpita dalle frecce delle tentazioni.

Il Re Mania non va peró identificato con l’ungherese Mania Corvino, come avrebbero invece voluto filotedeschi e panslavisti, per negare agli Sloveni la capacitá di esprimere un proprio autentico eroe nazionale.

Il tiglio é presente anche nelle tradizioni popolari dell’Europa centrale, piú precisamen­te nell’area popolata in epoche remote dai Vendi, Venedi, ossia Veneti; esso é pertanto il testimone di un’antichissima cultura popolare mitteleuropea e l’emblema della civiltá rurale venetica, matrice comune delle genti che vis­sero nella vasta area compresa tra il mar Balti­co e l’Adriatico.
fonte: Dom 1995

1 commento:

  1. Cara Olga che bella storia che oggi ci hai raccontato, il tiglio un maestoso albero...
    Grazie di questo racconto di come in Slovenia veniva considerato questo grande albero.
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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