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08 lug 2015

Dal 10 luglio Postaja Topolove, il paese come ‘motore’ di eventi






postaja0715Giunta alla XXII edizione, Postaja Topolove si presenta con un programma estremamente vario, che entra ed esce con disinvoltura dal campo strettamente artistico per interessarsi di paesaggio, di terrazzamenti, di possibilità per la rinascita o quantomeno per la resistenza della vita in montagna e nelle zone marginali. Gli appuntamenti che si dipanano tra il 10 e il 19 luglio sono ben 52: progetti realizzati espressamente per il luogo o per la Stazione nei suoi vari aspetti (Istituto di Topologia, ambasciate, comunità ebraica, Officina Globale della Salute…), cantieri-workshops, oppure eventi che comunque, per diversi motivi, hanno un senso per il luogo in cui si svolgono. E ancora, le camminate (alla riscoperta dei terrazzamenti e sui passi di Carlo Emilio Gadda). Lo ‘stile Postaja’ resta immutato: non un luogo dove ospitare spettacoli itineranti preconfezionati, buoni per ogni piazza come avviene per i festival, ma il motore di quanto accade. Una formula vincente, come stanno a dimostrare le molte (undici) tesi di laurea aventi la Stazione come tema e l’interesse internazionale che l’originalità delle proposte continua a suscitare.
Il programma 2015 vede fin dal primo giorno protagonisti, intermezzati dal concerto solista di Aleksander Ipavec, argomenti forti quali la salvaguardia del paesaggio, nello specifico il paesaggio terrazzato, i muretti a secco e le possibilità che la montagna può offrire per un cambiamento di rotta che va dalla conservazione di quanto esiste a un “nuovo umanesimo delle montagne”, definizione cara allo scrittore irpino Franco Arminio che di tale possibile umanesimo è un cantore.
Dordolla, il borgo in comune di Moggio, è un esempio vivente di come l’afflusso di nuovi residenti, con nuovi progetti, possa ribaltare la condizione di abbandono. Di tutti questi temi si discuterà e si avranno assaggi anche nel corso della manifestazione.
Un altro tema che avrà un rilevante spazio è quello relativo alla guerra 15-18. Tre gli appuntamenti per ricordare ‘l’insensata strage’: il live-painting di Cosimo Miorelli (con lo storico Tommaso Chiarandini e il musicista Massimo Croce), l’incontro con la celebre regista Alina Marazzi e un video, molto crudo, creato dai ragazzi della media bilingue di San Pietro.
L’Istituto di Topologia, grazie anche alla collaborazione con il festival del cinema di Isola d’Istria, è padrino di altri appuntamenti, in particolare della sezione documentari, con le opere di Giuliano Ricci (il sorprendente L’uomo sulla luna), Dušan Moravec, il progetto per la creazione di una colonna sonora di Christopher Thomson, l’incontro con l’architetto napoletano Francesco Escalona (Mappa commossa dell’Italia interna) e l’audio-documentario La corriera di Drenchia, di Renato Rinaldi e Andrea Collavino. Grazie all’ambasciata di Norvegia, è in arrivo la musicista e performer Cecilia Jonsson; ancora nel campo della sperimentazione sonora si inscrivono i progetti del duo americano Maya-Rouvelle; le ultime opere audio-video dell’americano-estone John Grzinich, del neo-beneciano Simon Longo e i concerti dei viennesi Lehn-Bertoncini, di un inedito Duo Postaja (Giovanni Maier e Paolo Pascolo) e il gran concerto finale, eseguito in una radura del bosco, dalla violoncellista e compositrice canadese Julia Kent, collaboratrice fissa di Anthony & the Jonson.

Tra le molte visioni (Jan Cvitkovič, Michele Spanghero, Alina Marazzi, Bernadette Weigel, Ivan Gergolet e altri) segnaliamo la mostra di frammenti per un film in divenire: Mama, di Vlado Škafar, film che vede come protagonista Vida Rucli.
Di film in divenire si può parlare anche per l’originale messa in scena della sceneggiatura di Viaggio in Armenia, un documentario sulle tracce del poeta russo Osip Mandelštam, per la voce di Antonella Bukovaz, a sua volta autrice di Quieta e ardente, un nuovo poema presentato insieme all’elettrorumorista Massimo Croce. I cantieri-laboratorio riguarderanno la Topolovska Minimalna Orkestra, impegnata in Exercises d’improvisation del francese Luc Ferrari e un cantiere basato sull’ascolto a cura del musicista cesenate Enrico Malatesta.
La serata di martedì 14 luglio sarà dedicata all’indimenticabile Alfonso Trusgnach, scomparso proprio un anno fa in questi giorni. Domenica 19, nella chiesa di Topolò, il concerto del Quartetto Vocale Utrip, alla memoria della topoluciana Maria Feletig Mlinarjova e, immancabili, Les Tambours de Topolò.
Altro ancora sul sito www.stazioneditopolo.it.
Il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, insieme a Fondazione Crup e Comunità montana Torre Natisone Collio, rende possibile la manifestazione.http://novimatajur.it/cultura/dal-10-luglio-postaja-topolove-il-paese-come-motore-di-eventi.html

1 commento:

  1. Dal 10 luglio Postaja Topolove, il paese come ‘motore’ di eventi

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