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15 lug 2015

SIRO ANGELI poeta carnico

Il 27 settembre 1913 nasceva a Cesclans, un piccolo villaggio carnico, il poeta Siro Angeli. Combattente in Russia, autore di teatro e critico, diresse a lungo il terzo canale radiofonico della Rai e morì nel 1991 a Tolmezzo. Poesia tradizionale la sua, lontana dalle correnti del Novecento e dallo sperimentalismo: segnata dalla scomparsa della moglie dopo dieci anni di matrimonio, si muove nell’ambito di una ricerca della verità superiore, contemplata spesso in una figura di donna stilnovista, al contempo reale e simbolica.
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Siro-Angeli
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CHE A ME VENISSE AMORE

Che a me venisse amore
con i tuoi occhi alfine
tanto creduto avevo
che a me è venuto, amore.
Che amore non finisse
per me dentro i tuoi occhi
tanto temuto avevo
che a morte egli lo disse.
E morte, perché amore
non avesse mai fine,
fermò solo il tuo cuore;
e il verde dei tuoi occhi
divenne il suo colore.
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VOLEVI ESSERE MIA

Volevi essere mia
come nessuna è stata
ad uomo in terra mai:
Lilith, Eva, Maria.
Come nessuna amata,
facevi una mattina
di ogni mia giornata,
quando di stanza in stanza
un passo adolescente
andava, di bambina
cresciuta troppo presto,
e un ridere di niente
bastava alla speranza.
Poco durò. Non era,
vivere, solo questo.
Almeno più leggera
la terra del mio strazio
io prego che ti sia,
ora che in breve spazio
ti accoglie, a lei tornata
per rimanere mia
come nessuna è stata
ad uomo o sarà mai:
Lilith, Eva, Maria.
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RASENTE I MURI ANDANDO

Rasente i muri andando
per strade ed ore vuote
a tarda notte, quando
si spegne ogni finestra,
ogni porta si chiude,
e tu indugiando tra gli ultimi
tram guardi frettolosi
su cigolanti ruote
ritornare al deposito -
anche uno che ti insulti
ringrazieresti, in questa
quiete di palude.
(da L’ultima libertà, Mondadori, 1962)
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LA FRASE DEL GIORNO

Sono sempre pronto a tradire la letteratura con la vita.

1 commento:


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