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2 ott 2015

Statuti Uti da impugnare Statuti na Paritetni odbor

Gli statuti delle Unioni territoriali intercomunali del Torre, del Natisone, del Torre e del Fella (gli ultimi due approvati da commissari, quindi riconducibili alla responsabilità diretta della Regione, ndr.) «non rispettano le norme di tutela della minoranza slovena. Il Comitato paritetico istituzionale deve riunirsi al più presto e, se necessario, impugnarli». Lo afferma il consigliere provinciale di Udine Fabrizio Dorbolò (Sel), membro dell’organismo che vigila sull’attuazione della legge statale 38/2001. «Ho parlato con la presidente, Ksenija Dobrila, e le ho chiesto di convocare una seduta urgente», fa sapere. Quanto allo statuto del Torre, Dorbolò si dice sconcertato dal fatto che il documento sia stato approvato da esponenti del centrosinistra. E non era una bufera nel bicchiere quella annunciata da Elio Berra all’atto delle sue dimissioni da vicesindaco di Taipana in disaccordo con il sostegno del primo cittadino, Claudio Grassato, allo statuto dell’Uti del Torre che discrimina la minoranza slovena e trascura il territorio montano. Infatti il consiglio comunale, nella seduta del 24 settembre ha respinto lo statuto. Sei sono stati i voti a favore e sei quelli contrari. Alla maggioranza non è bastato il soccorso del capogruppo dell’opposizione e già candidato sindaco, Roberto Bassi, che ha votato sì. Contro si sono espressi i restanti tre consiglieri di opposizione, Berra e altri due esponenti della maggioranza, mentre una consigliera era assente. Alla luce del fatto che lo statuto non ha raggiunto nemmeno la maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea comunale, la Regione sarà costretta a nominare un commissario ad acta per l’approvazione. Grassato ha presentato lo statuto come fatto tecnico e suscettibile di modifiche in futuro. Da parte sua, Berra ha imputato al sindaco di non aver rispettato, in sede di redazione e votazione dello statuto nell’ambito della conferenza dei sindaci, il mandato conferitogli la scorsa primavera con una delibera del consiglio comunale per inserire nel documento fondamentale dell’Uti le priorità di Taipana. Grassato replica, tramite lettera alla nostra redazione, che quella delibera l’ha portata all’attenzione dei colleghi, «ciononostante tutti quei sindaci in sede di redazione dello statuto, tranne il sottoscritto, hanno optato per il voto ponderale; la posizione del sottoscritto è stata fatta mettere a verbale in sede di votazione dello statuto». A Taipana ora si parla di mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Nel limitrofo Comune di Lusevera, anch’esso montano, inserito nell’ambito di tutela della minoranza slovena e guidato dal centrosinistra, lo statuto dell’Uti è stato, invece, approvato senza problemi lunedì 21 settembre. A favore hanno votato tutti i consiglieri di maggioranza, contro tutti quelli di minoranza. Ma le bocciature degli statuti Uti si susseguono. Anche in consigli comunali sulla carta considerati favorevoli. La Giunta regionale dovrà nominare un esercito di commissari ad acta. Mentre si attende il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale sull’intera riforma. La discussione del ricorso dei sindaci inizierà ai primi di novembre.

Statuti medobčinskih teritorialnih unij v videnski pokrajini v glavnem prezirajo zaščito slovenske manjšine. Zato videnski pokrajinski svetnik Fabrizio Dorbolò zahteva, da statute preuči Paritetni odbor, katerega je tudi on član.
V pogovoru za oddajo Okno v Benečijo je Dorbolò v beneškoslovenskem narečju povedal: »Statut Nedièke unije je zlo slabo naret. Nieso bli sparjeti popravki, ki sta jih predstavila sauonski in srienski šindik. Sada muoramo videt, kaj narest. Komisar je odobril statut v sriedo, 23. šetemberja, ga bo pošju na naše kamune in se bomo go’ mez tuole pogovarjali, ampa se na bojo mogle spremeniti reči, ki so že odobrene, čene pride komisar tud na kamune. Po političnem vidiku muoram reči, de tela operacjon nie pametna. Bi korlo sednit za ‘no mizo in nomalo vič govorit, kaj je pru in kaj nie pru o telih teritorialnih unijah za našo Benečijo.« Kaj se lahko naredi? »Paritetni odbor za slovensko manjšino muora pogledat, kaj lahko nardi. Nie druge poti. Muoru bo pregledati statute, ki pridejo na naše kamune. Sam že guoriu s predsednico Ksenijo Dobrila. Bi korlo, de bi se Paritetni odbor sestau čimprej in pregledu, če so teli statuti v skladu z zaščito Slovencu, in de bi, če bo korlo, nardiu kajšno izpodbijanje (impugnazione). Ist mislim, de bi bluo tuole pametno, zak’ slovenska manjšina muora bit varvana v Nediških dolinah, v Reziji, v Terski in Kanalski dolini. Če pa nie takuo, moramo iti naprej do konca.« V statutu terske unije, ki so ga sparjeli šindiki, slovenska manjšina nie še omenjena in celuo pravi o nekih slovanskih ljudi. Se bo moglo tuole popraviti na kajšno vižo? »Tudi v telim parmieru bo muoru Paritetni odbor gledati, če je slovenska manjšina zaščitena ali ne in če je zakon 38 spoštovan v statutu. Mene se zdi, de nie. Tiste, ki me stor mislit, je, de so za statut glasovali tudi svetniki iz leve sredine in tuole nie dobro.«http://www.dom.it/statuti-na-paritetni-odbor_statuti-uti-da-impugnare/

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