VOTAMI

classifiche

avviso

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso . Per le informazioni sulla Privacy leggere la Google Policies Privacy

Se continui nella navigazione accetti il loro uso. OK | Per +INFO

2 dic 2015

Luigia Negro (SKGZ): “La nostra comunità slovena di fronte a nuove sfide”


Conclusa la stagione dei congressi (prima quelli provinciali, poi quello regionale che ha visto la riconferma alla presidenza di Rudi Pavšič), la SKGZ (Unione regionale economica slovena) della provincia di Udine si prepara alle nuove sfide che attendono la nostra comunità slovena, da quelle nell’ambito scolastico e culturale all’attenzione nell’applicazione della legge di tutela. Ne abbiamo parlato con la presidente (pure riconfermata) Luigia Negro.
Con quale spirito hai accettato la riconferma alla presidenza provinciale della SKGZ?
“Con spirito positivo! In questi anni ho avuto modo di conoscere meglio la nostra organizzazione e di conseguenza mi sento più preparata rispetto ai primi anni. Ringrazio per la fiducia accordatami per questo che è il mio terzo mandato. L’impegno è ripagato dalla possibilità di vivere esperienze intense il cui obiettivo finale è quello di aiutare la nostra comunità a mantenere vive la cultura, l’identità, la lingua e magari a poter continuare a vivere nelle nostre valli. Devo poi aggiungere che nell’ambito della SKGZ ho trovato e trovo persone molto positive e comprensive. L’impegno più ‘pesante’ sono le riunioni in serata a Trieste e Gorizia.”
Quali sono stati i temi che più ti hanno coinvolto negli anni in cui hai ricoperto la carica?
“In generale il nostro riferimento sono le leggi di tutela e la loro applicazione. Seguiamo poi le attività e problematiche delle varie associazioni che operano sul territorio e le varie iniziative che vengono poste in essere in riferimento, sempre, alle leggi di tutela. Il tema più significativo direi che riguardi l’insegnamento bilingue nella nostra provincia. Lo studio delle lingue mi è sempre piaciuto e quindi trovo che sia naturale che dalle nostre parti si insegni lo sloveno, tenendo conto anche delle varianti locali naturalmente, dalle quali si può partire. I nostri vecchi conoscevano più di qualche lingua.”
Il lavoro politico e culturale portato avanti dalla SGKZ nella nostra provincia è stato secondo te sufficientemente apprezzato?
“Non posso dire se il nostro lavoro è stato sufficientemente apprezzato. Nel senso che generalmente mi piace lavorare per arrivare a dei risultati positivi per la comunità, non per ricevere apprezzamenti.

L’attività politica e di tutela portata avanti dalla nostra organizzazione a volte non è eclatante ed è giusto che sia anche così. Il nostro compito è quello di seguire e di stare vicino alle nostre associazioni, alle nostre istituzioni e comunità. L’attività è molto variegata, si va dalla risoluzione di problemi di un piccolo circolo culturale agli incontri ufficiali con i massimi vertici delle autorità italiane e slovene. Credo che la nostra minoranza sia ben organizzata, il suo operato è costante. Si cerca di lavorare e di andare sempre in meglio, gli spazi per migliorarsi/migliorare ci sono sempre. Benvenute sono le critiche ed i suggerimenti. Un mio personale limite è rappresentato dal fatto che, vivendo a Resia, sono un po’ decentrata rispetto a Cividale e a San Pietro al Natisone. Per ovviare in parte a questo problema abbiamo istituito fin dal mio primo mandato un organo direttivo composto da diversi componenti rappresentativi del territorio della nostra provincia.”
Una delle difficoltà incontrate è stata probabilmente il fatto che il territorio non è compatto e presenta caratteristiche diverse. Come si può ovviare a questo?
“Anche questo è un ulteriore elemento che ci limita. La nostra comunità vive in vallate con caratteristiche diverse e molto spesso chi è da una parte del monte non ha mai visto l’altro che sta dall’altra parte. Ma la realtà è questa e si può fare poco in questo senso. Si cerca di ovviare lavorando insieme, cercando il contatto con le persone. Per questo sono importanti  le occasioni di incontro e scambio di idee e proposte.”
La Val Resia torna, con la vicenda dell’opuscolo edito dalla Provincia in cui non è stata inclusa nel territorio dove vive la minoranza slovena, al centro dell’attenzione. Come giudichi questo momento nella valle e le reazioni che ci sono state rispetto a questa vicenda?
“Ne abbiamo discusso nell’ultimo incontro del circolo culturale Rozajanski Dum che, in questi anni, ha seguito le vicende legate alle leggi di tutela. Appare difficile capire come mai ancora oggi ci siano difficoltà di accettazione delle leggi di tutela, si tratta di leggi emesse dallo Stato italiano.”
La questione dell’insegnamento bilingue è sempre attuale, anzi pare trovi nuovi sviluppi. Ma intanto, rispetto alle proposte che erano giunte da Lusevera e Taipana, come si è mossa la SKGZ. E pensi sia ancora possibile allargare l’esperienza della scuola bilingue alle Valli del Torre?
“Le leggi di tutela lo prevedono. La positività di questo modello ci viene confermata dai numeri sempre crescenti della bilingue di San Pietro al Natisone. Dal punto di vista tecnico-amministrativo, per quanto mi è dato sapere, se si vuole la scuola bilingue è necessario entrare a far parte dell’istituto bilingue di San Pietro. La legge dà la possibilità di fare anche, così come si è fatto, delle ore di sloveno ma, in questo caso, non si può parlare di scuola bilingue. Le leggi ci sono, tutto dipende dalla buona volontà dei singoli attori: genitori, amministrazione comunale, scuola.”
Proprio di recente si sono avuti i primi contatti per valutare l’idea di un istituto superiore trilingue sul modello del Kugy di Celovec. Quali vantaggi potrebbe portare a queste zone?
“Ritengo che possano essere solo vantaggi positivi sia sul piano della formazione che dell’offerta scolastica di San Pietro al Natisone. L’esperienza del modello di Celovec è positiva, vi partecipano anche ragazzi dalla nostra regione.”
Quali sono i progetti che la SKGZ pensa di portare avanti nei prossimi mesi e anni nella nostra provincia?
“I punti fondamentali – sempre facendo riferimento alle leggi di tutela – sono la lingua e la cultura slovene comprese tutte le varianti, ma anche l’aspetto economico. In questo spero poi che si possa proseguire con i progetti europei.”
http://novimatajur.it/attualita/luigia-negro-skgz-la-nostra-comunita-slovena-di-fronte-a-nuove-sfide.html

1 commento:


Il tuo commento è l'anima del blog,
Grazie della tua visita e torna ogni tanto da queste parti , un tuo saluto sarà sempre gradito. *Olgica *